I. Il Letamaio
23.06.11
Mi è sempre piaciuto passeggiare sotto la pioggia. Grazie al mio girovagare (e ai noti problemi di orientamento), questa mattina mi sono imbattuta nella Fiera al Piazzale di Romsborg, organizzata, mi par di aver letto, per l’anniversario della fondazione del Clan Hirden Fjorden.
Sono entrata in una delle botteghe, dove ho conosciuto AstridPurple e Darysha, oltre a un tale “Rosso“.
Mi hanno offerto biscottini e un invito con passaggio in carrozza alla Valle di Adurant. Come per ogni cosa nuova, la curiosità per questo viaggio è molta.
Non potevo andarmene senza un ricordino, infatti ho acquistato un fermaglio per i miei adorati capelli.
Come sempre, io do nella misura in cui mi viene dato, e quest’oggi cortesia e disponibilità sono le cose per le quali sono in debito.
23.07.02
Mentre passeggiavo, mi sono trovata nei pressi delle pubbliche teche. Non sono solita fermarmi a leggere quanto viene affisso, la maggior parte sono pergamene imbrattate da mentecatti, ma una su tutte ha stranamente attirato la mia attenzione: era del Capitano Hitomi, la quale offriva un passaggio per Dorada in cambio di olio di gomito.
Senza pensarci due volte, ho preso quei pochi averi dei quali ancora dispongo, e mi sono diretta verso il porto, salendo sul Vascello QuarantaDue.
Una nuova breve avventura per me. Si parte. Passerò l’intero viaggio a pescare per rifornire la stiva.
23.07.03
Il viaggio procede molto bene. Ho passato la notte sul ponte, scaldandomi con una coperta. Fortuna che il Capitano mi ha avvisata per tempo del freddo.
Quest’oggi ho cucinato per lei. Ha gradito, e la cosa mi fa onore. Poi, mi sembra il minimo darmi da fare in cambio di questo passaggio.
Principalmente mi dedico alla pesca e alla pulizia della nave. A bordo ci sono dei pappagalli davvero graziosi. Amo gli animali, tutti, ma i pappagalli non li avevo mai visti da così vicino. Ho sfamato anche loro, stiamo facendo amicizia.
Nei momenti di riposo mi godo la brezza del mare, e penso, penso penso e fantastico su Dorada.
Ho anche scritto al Capitano Protettore Riannon per chiedere un colloquio ed eventualmente trasferirmi definitivamente lì sull’isola, se è così bella come dicono.
Non so chi tra il piccione e la nave sarà più veloce nel raggiungerla. Attendo risposta, e le chiederò anche informazioni su come ritornare sul Continente. Ho delle faccende da sbrigare, tra cui il viaggio alla Valle.
La mia avventura continua. Penso proprio che questa notte, come da concessione del Capitano, la passerò in stiva per ripararmi dalle basse temperature, anche se dovrò fare a meno del cielo stellato dell’altra notte. E’ stato il tetto migliore che abbia mai avuto sulla testa.
II. Dorada
23.07.04
Finalmente, eccoci a Dorada!
Poco prima di approdare, ho avuto modo di incontrare il Capitano Hitomi. Che splendida creatura, e che sapienza con tutte quelle corde e vele!
Mi ha anche fatto l’onore di calare con lei l’ancora quando siamo arrivate al Molo, dandomi un sacco di indicazioni utili relative all’isola.
Mi ha anche parlato di strani animali mai visti prima, le ha chiamate “scimmie”, e ha detto di stare attenta, che sono molto aggressive.
Le riconoscerò perchè somigliano a dei bambini pelosi.
Inizia la mia avventura, conto di parlare quanto prima con il Capitano Protettore Riannon.
Ma la cosa più urgente, ora, è trovare un posto per dormire.
23.07.05
Non ho trovato la Locanda, come abbondantemente previsto, dato che mi conosco molto bene e mi perdevo anche sulla nave. Ho dormito sulla spiaggia. Io e la mia dannata scarsa capacità di orientamento!
Mi è andata bene, la marea non si è alzata troppo, e sono viva.
Peccato per questa pioggia. Non ha mollato un attimo, ma nonostante questo mi sono incamminata verso il Molo.
Ma quanta bella gente! Una nave doveva essere appena approdata, e infatti ho ricevuto in dono di benvenuto una bellissima collana di fiori che conserverò gelosamente, da parte di Luinil.
Qui sono tutti molto gentili. Isolani e stranieri come me. Insomma, la più str… come sempre sono io.
Alla fine siamo andati tutti alla Locanda, ho visto dove si trova e penso che lascerò un cammino di bricioline quando mi allontanerò.
Ah ah ah. Ho confuso la fata Majyo per una scimmia. Ma se non ho mai visto ne una ne l’altra, che ci posso fare io? In effetti non era pelosa, lei. Però, fastidiosa si, con tutte quelle ali sbrilluccicanti, e quelle paroline tenerine.
La prima giornata qui è stata interessante.
Ed Ergot deve farmi provare a fumare. Sarà l’ennesima nuova esperienza. Se non muoio soffocata. In quel caso, sarà la mia ultima.
Devo pure ficcarmi in testa di non inseguire le scimmie, semmai ne vedessi una e la riconoscessi.
Il Capitano Hitomi aveva ragione: non esiste un altro posto come Dorada.
23.07.07
MEZZELFA (pagina cancellata)“Cambio razza: Per uno scherzo del Fato Helie ha visto mutare la propria razza in MEZZELFI”.Mi sono svegliata di soprassalto. Sembrava che ogni odore e rumore fossero amplificati. Le mie orecchie, facevano male. Le ho toccate, sono a punta, impercettibilmente alla vista, ma lo sono.
Le ho coperte con i capelli, mi sono isolata per tutta la giornata. Poi ho deciso di spostarmi verso la Spiaggia.
Ho conosciuto Wilwaril, non ero riuscita a incrociarlo in navigazione, e rivisto Maaj e il Capitano Hitomi.
E’ stata lei a notare le orecchie per prima, e a dirmi cosa fossi diventata, cosa fosse successo e cosa mi aspetterà.
Mi sento strana… molto strana.
Ma per adesso preferisco non pensarci, gli effetti del vino di Dorada sono ancora troppo presenti nel mio sangue.
23.07.08
La giornata è trascorsa tranquillamente. Verso sera sono scesa alla Spiaggia, e ho fatto due chiacchiere a riva con Maaj.
Penso che tra cocchi e conchiglie, potremmo diventare le sarte ufficiali dell’isola.
Stare qui mi dona pace, forse è davvero il posto adatto a me.
Chissà.
(Il Capitano Riannon mi ha regalato una scimmietta, già la amo. Io, vado più d’accordo con gli animali che coi bipedi).
23.07.09
NAUFRAGA
Inizia la mia vita qui sull’isola. Libertà. Respiro libertà.
Questa sera ho scoperto che nel fitto della giungla, girando non so dove e non so come, c’è la Statua di Sale, che indica l’ingresso della Miniera di Salegemma.
Un Capoccione che… parla!
Le sorprese non finiscono mai.
23.07.12
Dopo tre giorni, ho ritrovato la costa, e il Molo.
Volevo solo tornare dal testone parlante, invece mi sono persa nella giungla!
Maledetta me e il mio spirito da esploratrice fallita.
Comunque, ho incontrato Maaj e conosciuto Jigoro… che personaggio strano. Un cantante, un inventore… mi ha incuriosito molto.
Sembra che abbia trovato il modo di andare sotto al Grande Blu anche per chi come noi respira, per starci più tempo ed esplorarlo come si deve, insomma.
Mi sono offerta volontaria per testare questo macchinario. Figuriamoci se mi tiro indietro davanti a cose nuove e, soprattutto, potenzialmente pericolose e mortali.
Chissà se all’occorrenza si ricorderà di me.
23.07.13
Questa mattina, al Molo, ho conosciuto altri due isolani: Dejian lo Zingaro e Nulaj, anche se si fa chiamare Spina. Hanno appena fatto ritorno dopo un viaggio sul Continente.
Sembrano entrambi molto interessanti, ma sono stati i tatuaggi di Spina ad attirare la mia attenzione, su tutto.
Ho scoperto che è un’artista che disegna sulla pelle.
Non ne avevo mai contrata una.
E’ anche una musicista.
E poi ci sono io, che creo monili con le conchiglie. Mh.
Penso che mi farò tatuare da lei. Chissà se vorrà insegnarmi, un giorno…
Pazzesco quanto abbiamo in comune, noi due.
La conversazione è proseguita al Gabbiano, davanti a un ottimo pranzo.
Nel pomeriggio ho fatto ritorno alla Spiaggia, c’erano la fata e Spina, che ho incrociato poco prima di assistere a una strana cosa: Maaj ha detto che doveva riposare, e alcuni animali l’hanno portata via nel fitto della vegetazione.
Un’altra giornata per nulla banale qui a Dorada.
23.07.14
Il suono del violino di Spina mi ha attirata verso il Pontile come se fossi sotto l’effetto di un incantesimo.
Se quello si può definire “strimpellare”, io allora sono un’elfa.
Al gruppo si è aggiunto Claudius, quante storie ha da raccontare, quell’uomo. E non vedo l’ora di ascoltarle tutte, specie quelle sui mostri marini. Anche Spina era dell’idea.
Poi è arrivato lo Zingaro con una cassa, e poco dopo la pancia si è fatta sentire, quindi siamo finiti di nuovo al Gabbiano. Termineremo lì di discutere del mio disegno sulla pelle per mano di Spina.
Claudius ci ha regalato una spilla davvero meravigliosa, che ho subito appuntato con orgoglio sul petto; un pensiero gradito e ancor più le parole che lo accompagnavano!
Lo scrigno che la conteneva, lo userò per metterci le mie conchiglie.
Ahhh, devo ricordare di prendere dalla Casa del Popolo la bozza del tatuaggio, e anche i bracciali, perchè lo Zingaro ne vorrebbe uno, e mi farebbe piacere regalarli anche a Clà e a Spina.
23.07.15
Una bella colazione preparata da me e Spina al Gabbiano (grazie Osti bonzi in gonnellino per la vostra costante assenza), è stato il miglior modo per iniziare la giornata.
Eravamo sole nella sala, e se la nostra intesa già nei giorni scorsi non aveva faticato ad emergere, oggi si è solo riconfermata e forse addirittura rafforzata.
Ci siamo lasciate andare a diverse confidenze… sull’amore (per me, a differenza sua, terreno insidioso, dato che non amo i legami di alcun genere, ma tant’è), sul nostro passato, sulle nostre identità.
E così, tra una battuta e l’altra, mi ha chiesto se avessi mai avuto una famiglia. Ho dovuto rispondere con diniego, ma in quel momento dal nulla mi è tornato in mente Ergot (che ancora mi deve una fumata, a proposito) che mi aveva colpito da subito, quel giorno, al mio arrivo sull’isola. Non so dire come o perchè, ma mi trasmetteva qualcosa di simile ad una sorta di affinità, come se solo con lo sguardo potesse comprendermi.
Le ho fatto il suo nome. Spina, guarda il caso, è già una di “loro”. Sono una famiglia.
Coincidenze strane, quelle che ci legano. Le persone non si incontrano mai per caso.
Forse potrei nuovamente fidarmi di qualcuno, ed affezionarmi a qualcuno? Se sarà così, non potrà che essere con quella meticcia.
E’ stata lei a dirmi che il Vice di Ergot tornerà presto a Dorada. Potrei presentarmi.
Chissà se finalmente troverò anche io una famiglia.
Se sarà necessario, raggiungerò il Continente per provarci.
Poteva finire qui la giornata?
Eh no.
Mi son persa, di nuovo.
Stavolta in mezzo ai filari di cotone della Piantagione.
Sono stata salvata da Spina e da Luinil, che le stava facendo vedere come si svolge la raccolta.
Hanno anche fatto cenno a portali magici che compaiono e scompaiono… volevo segnarli sulla mia inutile mappa, ma cambiano sempre posto.
Potrei perdermi e non tornare più, se non sto attenta.
Sono comunque felice che Spina abbia apprezzato il mio dono, mi auguro che sarà lo stesso per lo Zingaro, Riannon, Hitomi e Claudius.
23.07.16
PIZZICANTE
Ho trovato la mia nuova spilletta alla Casa del Popolo, ma la mia bottiglietta da Naufraga me la conserverò bella stretta come ricordo.
Sono felice che l’isola stia capendo quanta sintonia ci sia tra di noi, ripagandomi anche così.
Dopo giorni, e con piacere ho reincontrato Hitomi: mi sono recata sulla QuarantaDue per lasciarle un piccolo pensiero, nulla di che in confronto a quanto ha fatto per me.
E’ iniziato tutto con lei, del resto.
Mi ha detto che tra qualche giorno ripartirà per il Continente, mi ha offerto un nuovo passaggio (che ricambierò con ricette ancora più gustose, s’intende!), ma prima dovrò parlarne con Riannon. Conto di incontrarla domani. Ho un sacco di domande da farle.
L’idea di partire non mi alletta, ma recarmi di persona alla Valle per ritirare quel fermaglio, e ringraziare perchè furono i primi ad offrirmi rifugio e ospitalità, mi pare il minimo.
La Gabbianella si è gentilmente offerta di ritirare il tutto per me.
Ci rifletterò con lei davanti a un (anche due, tre…) bicchieri di idromele al Gabbiano.
23.07.18
Il pomeriggio è iniziato con un bell’agguato a Spina che si trovava al limitare del Palmeto.
Era tutta intenta a trafficare con legni e corde, sapevo che stava tramando qualcosa: e infatti vuole costruire degli strani strumenti musicali con una cassa di risonanza per la quale servirebbe della pelle. Accantonata l’idea di scuoiare qualcuno (io ero più propensa ma lei no… noiosa), isolano o scimmia che fosse, dopo un bel bagno in mare è giunto provvidenziale lo Zingaro, che è andato a recuperarci una capra morta in circostanze che non ho ben compreso. Ma la cosa che mi interessa è che potrò suonarla.
Adesso dovremo raccogliere i barili. Le corde già le abbiamo. E poi sarà musica!
Ci ha raggiunti Clà, e ci ha portato altri doni. Nei miei oltre cento anni, non avevo mai incontrato un uomo così sapiente e generoso.
Non vedo l’ora che arrivi una serata attorno al fuoco per sentire tutti i suoi racconti.
Un altro pensiero gentile, da lui: un abitino color porpora con ricami neri.
Lo indosserò per un’occasione speciale!
A questo proposito… se lo Zingaro e Spina non la smettono di provare a trovarmi marito giuro che li affogo in una botte di vino.
Piuttosto, dovrò ricordarmi di quella partita di scacchi, per vedere che faccia ha questo Thorondor che tanto hanno nominato. Sono quasi curiosa, ormai…
Io non c’entravo nulla, ma c’era dell’amore nell’aria, oggi. Amore, promesse d’amore, forse proposte..?
E infatti Spina si è sentita poco bene.
23.07.19
Che frustrazione non esser riuscite a scassinare nemmeno un magazzino!
Con la pelle siamo a posto, lo Zingaro l’ha trovata, Clà la farà conciare, e noi costruiremo il mio tamburo. Mio! Perchè Spina mi ha detto che mi insegnerà a suonarlo. Io penso che lo userò come arma impropria, ma questo per adesso ho omesso di dirglielo.
Lei, però, non era molto in forma. Dopo quello che è accaduto ieri pomeriggio, passerà la notte da me, e lo faremo tra fiorellini, inchiostro e rhum.
Una serata tra donne, e che donne. E una “notte da leonesse marine”.
Prima di dirigermi al Gabbiano per le scorte alcoliche, ho sentito un pigolare conosciuto.
Si è risvegliata Maaj. L’isola ha di nuovo la sua fatina. Che sia un bene o un male, non lo commento.
Ho anche avuto modo di incontrare la Gabbianella e Riannon. Mi ha dato il permesso di tornare sul Continente. Dovrò fare il prima possibile.
Qui lascio una famiglia, lì vado per trovarne una seconda.
Per adesso, voglio solo godermi la serata con Spina.
23.07.20
Io, Spina, tanto rhum e dell’inchiostro.
Ed ecco il risultato della nostra “notte da leonesse marine”.
Noi.
Un segno permanente sul corpo a testimoniare il nostro legame, inspiegabile per entrambe, vista la nostra indole, ma sicuramente un colpo di fulmine.
La mano ce la teniamo, ma solo per un mignolino, perchè noi di più non riusciamo proprio a fare.
E ci va bene così.
“Ci sarò finchè ci sarai”.
E comunque, Spina da oggi per me sarà più che altro Spugna.
(Ah, a quanto pare stanotte ho fatto il mio primo tatuaggio, proprio a lei, mh.)
23.07.21
La Gabbianella, e la QuarantaDue.
Si torna sul Continente.
Ho scritto a Spina, per vedere se lei o gli altri avessero bisogno di qualcosa dalla terraferma.
Già mi manca Dorada. Saranno giornate infinite, ma cercherò di ottimizzare i tempi, e tornare il prima possibile.
I gabbiani tra me e Nulaj stanno creando un traffico aereo Dorada-Vascello / Vascello-Dorada mai visto sui cieli attorno all’isola.
Non affido i contenuti delle nostre pergamene di oggi nemmeno a questo diario, che custodisco gelosamente.
Dico solo che siamo proprio socie, io e lei.
Mi dava, tra le altre cose, notizie sul fatto che presto lei e lo Zingaro mi raggiungeranno.
Non mi allontanerò troppo dal Porto del Sole, in attesa di scorgere le vele della Scriptorium all’orizzonte.
(Navigare con un’eclissi è davvero affascinante).
23.07.22
Secondo giorno di navigazione; l’eclissi continua.
Pesco, cucino, pulisco, gioco con i pappagalli, mi perdo ad ammirare le sfumature del cielo e del mare, così come mai le avevo viste.
L’arrivo è previsto per questa sera.
Poi, attenderò i miei fratelli, e inizierò a mettermi sulle tracce di Ergot seguendo gli indizi da lui stesso suggeriti.
Prima di sbarcare, ho incontrato Wilwaril e la Gabbianella sul ponte.
Mi stavo godendo quella strana luce, ma lei mi ha detto di stare attenta ai pesci volanti, che si attaccano ai capelli. E i miei capelli sono sacri.
Questo sarebbe stato già abbastanza, e invece… c’era bisogno di recuperare la cima della vela maestra, che si era arrotolata al gancio che tiene ferma l’ancora, o entro meno di due ore saremmo andati a sbattere contro il Molo.
E allora, corda legata alla vita, e mi sono calata. Dovevo sdebitarmi anche di questo secondo passaggio, e già sapevo che cucinare non sarebbe stato sufficiente…
Non si può dire che non sappia fare i nodi, quell’elfo. E, a quanto mi dice, sono adatti a tutti gli usi!
Insomma, ho liberato la cima e mi hanno tirata sù.
Ho trafficato un po’ col nodo di Wil, ma sono riuscita a liberarmi.
E io che pensavo il peggio dovesse ancora arrivare, con lo sbarco sulla terraferma.
Li adoro, quei due.
Chissà se un giorno potrò davvero far parte dell’equipaggio della QuarantaDue… di sicuro, non mi annoierei.
23.07.23
PIVELLA
Ho ricevuto una missiva da Ergot. Si trovava dalle parti della Locanda delle Nuove Terre.
Dopo essermi persa una decina di volte, sono arrivata al Piazzale. Poco dopo, mi hanno raggiunta lui e Deinir.
Penso sarebbe impossibile riassumere qui la nostra conversazione, che si è svolta alternando discorsi seri a discorsi più faceti.
In questo pomeriggio d’eclissi, sono fieramente diventata una Pivella.
Smetto di sopravvivere, e inizio a vivere, così come ha detto Deinir.
Adesso ho due famiglie, due famiglie che mi calzano a pennello.
I Senza Nome e i Doradesi mi completano dandomi un senso che mai avevo trovato, visti i miei trascorsi.
Finalmente, per la prima volta, mi sento al mio posto, ma ancora con la mia libertà.
Per la prima volta, non sono dovuta scendere a compromessi o non sono stata costretta a commettere atti di dubbia moralità per avere ciò che desideravo.
E’ bastato essere me stessa, nel modo più naturale e sincero. E no, mai ho potuto esserlo prima, mai così, per far andare le cose come volevo.
Mi unisco a loro in tempo per la festa del Clan, ma il Fato mi avrebbe comunque fatto partecipare, dato che tutti i miei fratelli isolani sono stati invitati. Le cose non accadono mai per caso, no.
E beh, già bramo l’Amarone.
Solo dopo averlo assaggiato, accenderò il sigarillo che mi ha offerto Ergot.
Due giorni di navigazione per questa fumata che attendo da quel giorno, a Dorada.
Ma dopotutto, ne è valsa la pena.
(L’intesa si è ulteriormente rafforzata quando abbiamo pensato di mescolare estratto alcolico di cocco e Amarone: mi sono ovviamente offerta volontaria per l’assaggio, ma pare che mi abbiano affidato l’esperimento, e a testare dovrà essere Spina, non Luinil che è ancora troppo giovane per morire. L’apice è stato escogitare modi originali e creativi, diciamo, per consegnare il violino a Spina – appunto personale: pennoni, scimmie, Maaj? – Oh sì. Sono proprio fatti per me, quei Bastardi!).
23.07.26
Ma piove sempre qua sul Continente?
Questa mattina ho ricevuto una pergamena da parte di Lulù. E’ in arrivo tra poco al Molo.
Ovviamente, sono andata a prenderla e le ho portato un mantello. Ancora al largo già si lamentava delle temperatura rigide… e come biasimarla?
Solo che nel frattempo, fortunatamente, è uscito il sole. Deve averlo portato lei da Dorada, mi sa.
E’ arrivata con Clà, e a prenderli c’era pure Ergot. Che piacere rivedere anche lui!
Poi siamo rimasti solo io e la Mente, ma ci ha raggiunti una figura strana. E’ sbucata da sotto il pontile, le cose le passavano attraverso, emanava un aria gelida con un lieve soffio. Angelkira, ha detto di chiamarsi, fu Uragano dell’Ultima Folgore dei Chierici. E io mi son presentata a mia volta, solo con un “Helie, ma preferisco Levante”. Meh.
Poi non ho resistito, e le ho trapassato il corpo con la mano. Ha detto che le ho fatto il solletico, ma io volevo solo esser certa di non essermi ricordata di aver bevuto, e che quel che avevo davanti fosse reale.
Fantasmi, ha detto la Mente.
Spero di reincontrarla prima di ripartire.
Più tardi mi sono recata verso i Magazzini, Ergot tornava al Borgo, io non mi sono allontanata troppo dal Molo, in attesa di vedere le vele della Scriptorium all’orizzonte, e riabbr… rivedere Spina.
(Ancora dobbiamo risolvere la storia dello strumento musicale, comprese le modalità di consegna).
23.07.27
Stamattina mi sono recata al Molo, e finalmente ho visto le vele della Scriptorium.
Ho raccattato anche Spina, mi ha pure portato una conchiglia da casa… e poco dopo Lulù è scesa dalla Clà.
Ha il compito di portarci alla Muffosa, dice… e allora ci siamo accordate per andare a visitarla. Non sarei tornata a Dorada, altrimenti.
In attesa dell’orario concordato, siamo rimaste nei pressi del mare, non riusciamo a starci troppo lontane, noi, e poco dopo è arrivata anche un’altra della famiglia, Amber.
Prima che capissi fosse una di noi, ero molto tentata di buttarla a mare per fregarle il fagottino che stringeva tra le braccia come fosse un tesoro. Poi ho capito che era una Pivella come me, e allora l’ho aiutata a trasportarlo, ma mi sono sicuramente divertita meno di quanto avrei potuto fare.
Provvidenziale è stato l’arrivo di un carro ci ha salvato da una bella sfacchinata a piedi.
Ovviamente, lo guidava Ergot, che era in giro per vari… “giri” non meglio precisati, ma dei quali ho inteso la natura.
Ci ha caricate tutte e tre, e ci siamo allontanate con lui.
Durante il viaggio, non ho capito bene chi e con quale autorità, ha proclamato Luinil Regina delle Bastarde e delle Pivelle di Dorada, o qualcosa del genere.
E niente, comincia il matriarcato.
Finalmente, nel primo pomeriggio, la Muffosa.
Abbiamo occupato delle stanze lì, a casa. E’ stato un piacere reincontrare il Braccio Destro e conoscere un’altra sorella, Barracuda.
E, e, e… ho finalmente assaggiato l’Amarone.
Penso che sia già amore o, piuttosto, dipendenza.
Abbiamo passato il pomeriggio a rilassarci in attesa di partire tutti assieme per il Vecchio Borgo.
Che dire della Sagra dell’Amarone?
Finchè son stata sobria, ricordo di aver conosciuto Termite al carretto, e rivisto quasi tutti gli altri fratelli e amici.
Il Destino gioca scherzi non sempre brutti. Ho anche reincontrato AstridPurple.
E sì, sono stata felice di rivedere quella meticcia che non ha esitato a offrirmi cibo e riparo quando avevo ancor meno di quel che ho adesso.
Una sua consorella, in risposta ad un mio piccione proprio alla Matriarca per concordare un incontro mi aveva scritto fosse in Ade, mentre ancora ero in viaggio. Infatti, non era ancora in forma, tanto che ho preferito rimandare il racconto delle mie vicissitudini ad un prossimo fortuito incontro.
Poi… il vuoto alcolico.
Ho memorie di un ritratto che mi arriverà dal Magnifico Rettore Dominic, e di danze mancate per un soffio coi Picari.
Poi, io e Spina ci siamo allontanate – ma in maniera estremamente coordinata – barcollando lungo il Viale Arte.
Bella serata. Da rifare! Ma anche senza Sagra, diciamo che basterebbe l’alcol.
23.07.28
Non so come, ma mi son ritrovata con Spina al Piazzale a nord del Porto, non proprio in ottime condizioni.
Lei camminava avanti e indietro, a me già girava la testa di mio… comunque, mi ha mostrato una pergamena che proprio non mi è piaciuta, ma son certa che la Famiglia le darà una mano.
Queste pietroline verdi che noi a Dorada non sappiamo più dove mettere, scatenano il putiferio qui sul Continente!
Mi ha anche dato qualche dritta sul contenuto delle pergamene che ci siamo scambiate mentre ero in viaggio.
Un affare interessante con quel famoso lupo di mare di cui mi parlò giorni fa sull’isola, Smouk, mi pare l’abbia chiamato.
E’ piena di risorse, la mia Socia.
A proposito, non sono ancora riuscita ad incrociare lo Zingaro. E’ proprio allergico al Continente, forse pure più di me.
E allora ho dovuto affidare una pergamena con la mia richiesta a un gabbiano; poco dopo ho ricevuto la sua risposta: ha acconsentito a prendermi bordo della Scriptorium per il ritorno a casa.
Mi sdebiterò certamente.
23.07.29
Stanotte si riparte.
Torniamo a casa.
23.07.30
Mi sono svegliata, e mi son ritrovata sull’isola di Loto.
Ma che bella sorpresa, questa tappa prima del ritorno a casa! Ovviamente sono ironica: ci siamo spaccate la schiena a raccogliere legna.
Semmai avrò una nave tutta mia, un giro delle isole non me lo leva nessuno!
Stanotte si riparte per Dorada.
23.08.01
Appena sveglia, e ho dormito fino al primo pomeriggio dato che la nottata l’ho passata a pescare e metter sotto sale il frutto dei miei grandissimi sforzi, sono salita sul ponte della nave e ho finalmente rivisto il Porto di Dorada.
Siamo a casa!
Ho fatto due chiacchiere con Spina e Maaj al molo, prima di tornare nella stiva della Scriptorium a scaricare legna.
Povero Zingaro, quanta pazienza, del resto se fosse altrimenti non mi spiego come riuscirebbe a sopportare la mia Socia!
Chissà se il nostro progetto si realizzerà…
Più tardi, verso sera, mentre trasportavo la legna alla spiaggia ho incrociato Rian, Lulù e di nuovo Maaj, ma non mi sono trattenuta molto: dovevo ritrovare quel singolo pezzo di legno smarrito durante il percorso. Con tutta la fatica fatta a raccoglierlo, manco uno me ne deve sfuggire!
23.08.03
Mentre sonnecchiavo sulla Torre di Vedetta assieme a Spina, abbiamo visto approdare la Vesperia. Siamo scese di corsa al Porto. Era arrivato Deinir, e con lui c’era la Regina delle Amazzoni. L’avevo già incontrata, quel giorno, con Ergot, proprio in quello stesso posto… abbiamo scambiato poche parole, ma che mi sono rimaste impresse.
Mi auguro di passare molto tempo con lei durante la sua permanenza sull’isola, e ovviamente col Braccio Destro. Aria di casa, con lui.
Sembra che Deinir ci aprirà la stiva della sua nave, per consentirci di caricare gli smeraldi e venderli per noi sul Continente.
Parte il progetto Tartana.
Intanto Deinir tramite Ergot ha portato sull’isola le mie bottiglie di Amarone. Termite le ha preparate in un lampo.
E allora tenteremo di ripetere l’esperimento di fusione col cocco.
Nel caso, dissotterreremo anche qualche barile insabbiato, l’ho visto fare a Hitomi. Ho poco senso dell’orientamento, ma il punto preciso in spiaggia me lo ricordo.
Questione di priorità.
Poco dopo, Riannon è sbucata fuori dal Capanno con una botte rotolante di vino doradese davanti a sè.
Ottimo preludio in attesa della cena.
Sarà una bella serata di certo.
E ricevere l’invito della Regina delle Amazzoni presso il suo popolo, è stato un vero onore.
23.08.04
Ero lì a sonnecchiare nel Palmeto, che di colpo vedo corricchiare Spina come una scimmia alla quale è andata a fuoco la coda.
Cercava proprio me.
Ci siamo avvicinate al Braccio Destro e alla Regina, che stavano tornando su di una scialuppa dalla Vesperia messa alla fonda la sera prima e, dopo qualche commento sul capoccione parlante e sulla scimmia smarrita dell’Amazzone, ho ricevuto la notizia del secolo dalla mia Socia.
Sono felice di esser stata la prima a saperlo, e sono certa che abbia preso la decisione giusta, per quanto sia allergica a questo genere di cose. Ma quello era il suo destino, l’ho capito appena li ho conosciuti, al Porto.
Chissà se lo Zingaro capirà il motivo dello smarrimento di una delle sue vele candide e ancora da dipingere.
Io, intanto, tengo pronto l’ago che utilizzo per forare le conchiglie…
23.08.05
Il brutto tempo ci ha raccolti tutti al Gabbiano.
Spina era intenta a disegnare il corpo della Regina delle Amazzoni, Lulù aveva preparato i suoi famosi biscotti al cocco e cioccolato, il Braccio Destro ha avuto qualche piccolo incidente con la giungla e le scimmie, rimettendoci pure il tricorno. Ci ha raggiunti Clà, così ho avuto modo di dargli l’Amarone ordinato per lui alla sagra.
Io e Lulù dobbiamo costruire delle gabbiette per catturare la scimmia delle Regina, e recuperare quel cappello.
Spero di approfittare di una di quelle gabbie, e di riuscire ad acchiappare quella fetente con la macchia nera, per spedirla definitivamente sul Continente.
Un regalo per la Mente, con gli omaggi della sua Pivella. Non credo, però, che mi ringrazierebbe.
23.08.07
Pranzetto coi dolci tipici di Dorada e vino caldo al Gabbiano insieme a Riannon, per consolarci della pioggia battente che ci perseguita da qualche giorno.
Ma, dopo aver preparato la trappola per Sbucciapiselli, non restava altro che spostarci vicino alla Statua di Sale, dove avevo detto ad Elasil che le scimmie fossero solite raccogliersi.
La combriccola era composta da noi due, Deinir, Lulù, e infine è sbucato pure il Nostromo Herasmus, che finalmente sono riuscita a conoscere.
Dopo aver piazzato e camuffato con foglie e fango la trappola, sono stati sistemati i piselli, l’esca, in prossimità dell’ingresso: se avevamo fatto bene i calcoli, il peso della scimmia avrebbe fatto chiudere automaticamente l’ingresso, intrappolandola senza ferirla.
Sembrava che avessimo individuato il punto giusto, dato che subito un gruppetto di quattro scimmie ha iniziato a tirare rami in testa a me e alla Regina.
Poco dopo, è comparsa una quinta scimmia, che sembrava portare su una chiappa i segni di una bruciatura, proprio come ci aveva detto la sua proprietaria qualche giorno fa. La conferma è arrivata quando ha rivelato cosa stesse nascondendo dietro alla schiena tra una pernacchia e l’altra: il tricorno del Braccio Destro.
Noi eravamo già nascosti, chi tra i cespugli, chi come me dietro a un albero (scelta che mi sarebbe stata fatale). Nonostante i vani tentativi del Nostromo, le scimmie oggi non hanno voluto dargli retta come pare facciano di solito, ma l’esca era davvero troppo irresistibile per la scimmia col cappello.
Poi non ricordo molto, se non che mi è sembrato di vederla entrare quasi del tutto nella trappola, solo che quelle altre mi sa che mi hanno tirato un ramo con un lancio ad effetto, che mi è finito dietro alla testa. Non me l’aspettavo, e allora d’istinto ho spostato il collo in avanti per incassare il colpo e… sbam.
Ho sbattuto da sola contro al tronco, un bel frontale devo dire, svenendo.
Mi han poi detto che il Braccio Destro mi ha trasportata alla Locanda, dove mi sono risvegliata su due tavoli e con un acino d’uva in bocca, pare che la Regina per capire se fossi ancora viva abbia tirato senza prender la mira, ma che abbia comunque centrato il bersaglio. Del resto, è un’Amazzone mica per niente.
In ogni caso sono ancora su questa dimensione, ma dovrò tornare a far visita a quelle scimmie. Presto. E armata.
La Regina e il Braccio Destro sarebbero ripartiti a breve, allora ho pensato che fosse l’occasione giusta per aprire la mia bottiglia personale di Amarone allucinogeno, e brindare con i miei compagni di caccia.
E poi, da oggi, sono ufficialmente CITTADINA di DORADA, che è un altro ottimo motivo per festeggiare.
23.08.08
Ma che macello al Porto, stasera! Tubthumping che parlava in quella lingua strana, Herasmus, la Capitana, la Socia, Clà e altra gente ancora.
L’entusiasmo per la partenza di domani alla scoperta delle isole che compaiono e scompaiono percorre tutta Dorada, da cima a fondo.
Il mio spirito avventuriero di sicuro, stanotte, non dormirà.
O forse sì, vista la giornata passata tra la Torre e la Piantagione.
Armavir, arrivo!
23.08.09
Prima di cena, ho fatto due chiacchiere con Riannon e Clà alla Spiaggia. Finalmente anche il nostro saggio Capitano è dei nostri… glielo dicevo da tempo, di unirsi alla nostra allegra combriccola!
Dato che si confonde sempre tra nomi e soprannomi, ha deciso che mi chiamerà Ely. E sia, finalmente qualcuno che pronuncia correttamente il nome datomi dai miei genitori!
Pare che i piani della spedizione cambieranno, poichè una nave in ricognizione non ha trovato le isole là dove avrebbero dovuto essere, e la nave stessa non ha ricevuto le riparazioni sufficienti per sostenere il viaggio. Bisogna riorganizzarsi, dunque. Io ci sarò, in ogni caso!
Ho scoperto che per far sbocciare meglio il cotone, bisogna cantare. E allora sia musica tra i filari!
Oggi non ho incontrato Spina, penso che si stia prendendo cura dello Zingaro sulla Scriptorium. Mi auguro che si rimetta presto, e torni tra noi.
Per il sollazzo della mia linea, maialini doradesi per la cena insieme a Riannon.
Sicuramente durante il turno di stanotte, dormirò. Russerò pure, temo. Ma sarebbe stato un sacrilegio non abbinarci un po’ di vino della casa.
Nota personale importantissima: Riannon mi ha insegnato come posizionare bene la lingua per non sputazzare quando saluto con Rrrr-ja-ja-ja. Vittoria.
23.08.10
Finalmente sono riuscita a incontrare Wil e Hitomi al Molo, e soprattutto a consegnare loro l’Amarone prima di bermelo! Rivederli è stata una gioia!
C’erano anche Clà, Rian e Alheera, di cui ho molto sentito parlare ma che ancora non avevo conosciuto. Si discuteva della riorganizzazione dei piani per la partenza.
Siamo salpati con tre navi: la Zena, dove sono imbarcata insieme al suo Capitano Alheera, Wil, Hitomi (ormai un trio consolidato in navigazione – la Gabbianella mi ha fatto un’ottima pubblicità come cuoca, mozzo e recupera cime) e Spina; le altre navi sono la Clà e l‘Armavir, dove viaggiano gli altri. Rimarremo vicini, quasi a far sfiorare gli scafi.
Comincia questa spedizione alla ricerca di nuove terre emerse, sebbene compaiano e scompaiano e non sempre negli stessi punti.
Il bello è proprio questo.
Saranno giornate piene di emozione, a me il cuore quasi quasi esce fuori dal petto!
(Rian ha iniziato a chiamarmi “Tornado”: mi piace, e direi che mi si addice proprio!)
23.08.11
Primo risveglio sulla Zena. Abbiamo ricevuto indicazioni precise sulle regole di bordo dal capitano Alheera, la quale ha dato a me e Spina un pugnale a capoccia in caso di necessità, prettamente marittime a quanto pare (tagliar cime e cose del genere).
Di buon’ora ho preparato il menù del giorno, affiggendolo fuori dalla Cabina di Comando, e devo dire che sono felice che tutti abbiano apprezzato.
Il Capitano ha una sorta di cella piena di ghiaccio che conserva i cibi. Non avevo mai visto una cose del genere e, semmai l’avremo, io e Spina dovremo assolutamente installarne una sulla Oblivion!
Attorno a noi, per ora, solo acqua, e le vele delle altre due navi della flotta partita da Dorada.
E’ stato piacevole conoscere meglio il Capitano, che è pure sorella della nostra capitana, e madre di Lulù. Mi ha raccontato molte cose che custodisco gelosamente, dico solo che meno di un giorno è passato dal nostro incontro, e già la stimo e rispetto profondamente.
Con lei e la Socia, dopo pranzo, abbiamo fatto due chiacchiere più o meno confidenziali sul Cassero mentre continuavamo a tener d’occhio il mare e soprattutto l’eventuale terra.
La sintonia che c’è tra donne, non tutte ma tra certe, è indescrivibile per chi non ha la fortuna di provarla.
E dopo aver passato del tempo con la Regina delle Amazzoni, anche Alheera si unisce a quella cerchia ristretta di persone che ammiro, e dalle quali spero di imparare il più possibile.
Intanto, mi ha insegnato a usare la balestra. Voglio fare solo quello, tutta la vita.
23.08.13
Terzo giorno di navigazione, che riassumerei con: acqua.
Verso sera, però, io e la Gabbianella abbiamo appreso dal Capitano Alheera come usare la balista, la sorella maggiore della balestra.
Potrei essere, con mia stessa sorpresa, portata per le armi pesanti, anche se come quel giorno con l’àncora, Hitomi mi batterà sempre in quanto a forza.
E deve insegnarmi quell’acrobazia con la cima: non le darò pace finchè non lo farà.
Durante il turno di vedetta di Wil, sono scesa in Cambusa per preparare la cena.
Sogliole per tutti. Quello ho pescato, quello si mangia.
23.08.14
Questa sera, una pergamena sulla bacheca fuori dalla Cabina di Comando della Zena, annunciava un abbordaggio imminente.
Insieme ad Alheera e Spina, sono salita sulla Cetus.
E chi mi trovo sul ponte? Barracuda e il Braccio Destro, insieme a un sacco di altra gente.
Sembra che Den avesse già parlato di noi al Capitano della Cetus, e senza farlo apposta, io e Spina da Dorada eravamo già per mare.
Chi se l’aspettava, una sorpresa simile?
Il capitano RedDevil è stato estremamente gentile ed ospitale; finalmente ho conosciuto il marito di Alheera. Sono proprio fatti l’uno per l’altra.
Una bella serata, dopo diversi giorni in mezzo al mare.
Ho assaggiato il Grog, gentilmente offerto da RedDevil: il mio viaggio itinerante nell’alcol sembra (mio malgrado?) non aver mai fine.
23.08.16
Siamo a casa. Abbiamo fatto tutti rotta verso Dorada per fare rifornimenti e riparare la nave.
Non so quando ripartiremo, in giornata conto di incontrare Rian, Alheera e soprattutto la mia Socia.
Raggiunta la terraferma con la scialuppa della Zena, ho incontrato Clà, conosciuto la sua dolce metà Adharja, rivisto la fata e anche la mia Socia.
Mi aspettavo di trovare lo Zingaro al porto, ma nulla.
La Scriptorium era sparita.
Spina mi ha raccontato tutto. Non ho fatto altre domande, non è il momento.
Con quella vela faremo una tenda tutta per noi, per nuove notti da leonesse marine.
Si va avanti, sempre. Anche nel dolore, col quale si imparerà a convivere. Io per lei ci sarò. Sempre.
23.08.17
Ho passato la mattinata nell’entroterra, poi poco prima di pranzo mi sono spostata verso il Molo, e ho incontrato Lulù.
Hanno fatto rientro a Dorada prima di noi, la Clà stava per affondare, e la notizia mi ha lasciata perplessa, considerando l’esperienza del suo Capitano, che ha però riportato tutti in salvo sull’isola.
Ci ha raggiunte anche la Socia e, dopo una breve chiacchierata con un ospite dell’isola, Othaner, che parlava strano e si ostinava a dire che fossimo solo la metà di qualcosa, siamo finite ad abbuffarci al Gabbiano.
A me sta venendo una mezza idea per divertirsi sulle onde. Legna e colla di cocco non mancano. Ne parlerò a Riannon.
Io e Spina Tornado e Ciclone, per la nostra Capitana.
Che possa essere anche il nome del nostro complessino? Faremmo prima a chiamarci “Tempesta”.
23.08.19
Certo che quando le tre Bastarde di Dorada si incontrano, non si annoiano mai.
Abbiamo discorso di legami, di libertà, ma anche di idee per un’eventuale bottega dell’isola, e ho accennato loro (poco e niente in realtà) della mia invenzione per giocare con le onde, della quale devo però prima parlare alla Capitana.
Legno e colla di cocco, non serve altro.
E sempre il cocco, potrebbe essere l’ingrediente principe di un nuovo tipo di Amarone.
La Cetus è alla fonda. Attendiamo solo il Braccio Destro e Barracuda per iniziare.
Del resto, so bene dove rovistare nel retrobancone del Gabbiano.
23.08.20
Terminata la guardia sulla Torre, come ogni giorno mi sono diretta al Porto per l’eventuale accoglienza di nuovi ospiti.
Ho incrociato Lulù insieme alla capretta Carmelina. Mi ha detto che ieri sera il Gabbiano era affollatissimo, tanto che Spina è scappata per la confusione.
Ha incontrato Deinir, ma non Barracuda. Dopo l’esperienza con la Regina delle Amazzoni e Sbucciapiselli, non me la sentirei di andare di nuovo nella giungla a cercarla, ma almeno lei non lancerebbe di certo sassolini e rametti dagli alberi, spero.
Dato che dobbiamo fare quegli esperimenti con l’Amarone e il cocco, e dato che Den sta dormendo in una delle stanze al Gabbiano, ho pensato fosse opportuno iniziare subito con i tentativi, e andare a spaccare i cocchi direttamente sull’uscio della sua stanza, il legno è robusto. Siamo proprio due Bastarde. E ce ne vantiamo pure.
23.08.22
In mattinata, mentre raccoglievo legna per la nostra futura nave, ho sentito un vociferare nei pressi del Capoccione. Era la Socia, che litigava con “Scemo Scemo”.
Ho provato a ragionarci anche io, ma senza esito. E mi ha mollata lì, tanto che me ne sono andata mentre il quel monolite ancora sproloquiava.
Dopo aver preparato il pranzo per gli ospiti del Gabbiano, mi sono recata nella sala grande, dove Spina era intenta a far assaggiare il vinello doradese a Othaner. Abbiamo discorso un po’ con lui, ha modi cortesi e pacati, del tutto opposti ai miei, ma mi piace chiacchierarci, dopotutto.
Raccoglierò certamente il suo invito sulla Hirilondë, la sua tartana elfica che ammiro da giorni quando sono di guardia alla Torre.
Poco dopo siamo state raggiunte da Deinir, che si tratterrà qualche giorno sull’isola. Ci ha annunciato l’imminente arrivo delle Amazzoni, e sarà un piacere rivedere Elasil, che spero nel frattempo abbia comprato un guinzaglio a Sbucciapiselli.
E’ tutto quasi pronto per l’esperimento dell’amarone al cocco. Gli ingredienti vanno solo miscelati nella maniera giusta: abbiamo buttato lì qualche soluzione anche assieme a Lulù.
Per il primo tentativo, sacrificherò la mia bottiglia per la causa.
A cena, insieme a Riannon ed alcuni ospiti dell’isola, si è andati giù di brutto coi maialini e col vino, ovviamente.
Ricordo solo di aver rivisto Alheera (con la quale abbiamo parlato di ripartire per proseguire con l’esplorazione), RedDevil e qualche altra faccia incontrata quella sera sulla Cetus.
Ho conosciuto poi Liamh e la sua consorte, Eloise, nonchè Sisu.
Deinir è tornato con un secchio di cinque cocchi…
Syili ha promesso di insegnarmi a fumare.
RedDevil ha promesso che mi affiancherà ai suoi marinai più esperti per farmi fare esperienza in mare…
Poi, credo sia andata una roba tipo una botte di vinello.
E… allegrìììa.
E sono andata a dormire sulla Torre che dovrebbe essere “di guardia”… non quando ci sono io sopra.
23.8.23
Al Porto ho incontrato Riannon, in compagnia di uno splendido falco, che ha però portato una spiacevole notizia.
Clà è in mezzo al mare, sta affondando. Il falco era il suo. Abbiamo organizzato rapidamente il recupero: partiremo io, Riannon, Alheera, Hitomi e la Socia, con Armavir e Zena, portando in mare i materiali e gli attrezzi necessari per le riparazioni, nella speranza di salvare la nave. La cosa più importante, è però riportare le chiappe di Clà su Dorada. E sento che Rian e Alheera gliele sculacceranno per bene.
Testone, peggio di “Scemo Scemo”, ha ragione Rian. E’ la seconda volta in poco tempo. A quanto pare, a volte l’incoscienza per il desiderio di spingersi oltre ed esplorare, batte l’esperienza.
Si parte. In questa esperienza, sarò al fianco di Riannon.
Appena salpate, chiacchiere in confidenza al cospetto del mare con la Socia. Solo con lei riesco a parlare così.
La gola era secca per tutto quel confidarsi, e allora siamo scese in Cambusa alla ricerca di un po’ di vinello doradese.
23.08.24
Questo viaggio non passava più, perchè sapevamo di dover essere tempestivi, non sbagliare neppure di un soffio la rotta, o Clà e la sua compagna avrebbero potuto non farcela.
Verso sera, sono salita sul Ponte per vedere se fosse possibile avvistare altre vele oltre a quelle della Zena, e invece… non so descrivere cosa abbia provato in quel momento, quando in mezzo all’orizzonte, laddove c’erano sempre stati solo cielo e mare… un arcipelago emerso!
La Clà era intatta, lui e Adharja stavano bene. E’ stato un falso pretesto quello, per mantenere il tutto segreto il più possibile e farci partire di corsa, prima che altri potessero vedere quello che era stato trovato da “noi”.
La Clà, la Zena e l’Armavir sono attraccate al Molo di questa terra sulla quale nessuno aveva mai messo piede prima.
E’ sempre stata lì, in mezzo al mare. E adesso, lì sopra, ci sono pochi fortunati che godono dei successi dei capitani Riannon, Alheera, RedDevil e Claudius.
Ci sono voluti mesi, ma l’impresa è stata compiuta.
Le scialuppe hanno portato a terra me, Riannon, Spina, Alheera, il Diavolo e Clà con Adharja.
Abbiamo piantato nella sabbia la bandiera con il gabbiano di Dorada in quella terra libera come la nostra isola.
Il sangue di Alheera e Riannon a consacrare la difesa dell’Arcipelago di Arumantia.
Ci sarà molto da fare, nei prossimi giorni. Intanto, sono stata incuriosita da strane bacche blu, mai viste prima nelle terre già conosciute.
Ne ho raccolta qualcuna, sia mai che possano servire per essere studiate.
E, mica male, il Diavolo mi ha ingaggiata. Dice che gli piace come ragiono. Si ricorderà di me nel caso in cui ci fosse del movimento, insomma, da fare macello. Levante il Tornado di Dorada è sempre a disposizione per fare macello, questo ormai è chiaro anche a chi mi conosce molto poco.
E ovviamente, con me non potrà mancare il Ciclone di Dorada.
Ed è un onore godere della considerazione anche sua e di Alheera.
E’ un onore che Riannon abbia voluto me e Spina qui con loro.
Mi sto circondando di grandi persone dalle quali apprendere di navigazione ed esplorazione.
E poi c’è la Famiglia sul Continente. L’altra parte di me, quella legata al mio essere indissolubilmente, e che ci unisce tutti nel sangue bastardo.
Mi sento appagata, e completa, finalmente.
Le coordinate di questo posto, appena tornati a Dorada, me le tatuerò di sicuro sul costato, sotto al seno sinistro (laddove dovrebbe esserci un seno, quantomeno…).
23.08.25
Dopo l’irresistibile giretto dell’Arcipelago e la raccolta di queste strane bacche, ho fatto visita a Clà sul Ponte della sua nave.
Mi ha ancora benevolmente presa in giro perchè pensavo che la stesse affondando… penso di essere furba, invece alla volte sono più gnucca di “Scemo Scemo”. E ce ne vuole.
Come sempre, ha avuto un pensiero, ossia uno splendido mazzo di fiori raccolto qui su Arumantia, e mi ha confidato la direzione verso la quale ci sarebbero altre terre come questa.
Tutto questo respirare avventura mi darà alla testa!
Certo, l’amore ha dato alla testa a lui, e sono davvero contenta di vederlo sorridere di nuovo.
Stanotte si torna a casa, con quelle terre emerse ancora negli occhi, e le emozioni vissute che non mi abbandoneranno mai.
[Latitudine: 69°S – Longitudine: 99°W]
23.08.26
Mancavano poche ore all’arrivo a casa, dunque sono andata in Cabina di Comando per fare due chiacchiere con Rian davanti a un calice di vino, dato che Spina ha deciso di tornare a Dorada con molte nuove conoscenze sull’intrecciamento delle cordame… elfico. Occhidiametista, come lo chiamo io, deve avere molte doti! (Adoro mettere in difficoltà la mia Socia, e pare che ci riesca sempre!)
E’ sempre bello discorrere con la Capitana, specie di navigazione come è stato questa sera, mentre l’Armavir sfidava il maltempo per riportarci alla base.
Siamo di nuovo a casa, e molto c’è da fare! Quindi meglio mettere da parte le grandi emozioni di questi ultimi giorni e rimboccarsi le maniche, anche io che giro sempre con le spalle scoperte.
E oh oh oh. Ci sono anche progetti per Yule nell’aria!
23.08.27
La pioggia mi ha costretta alla Statua di Sale, perchè non avevo voglia di stare chiusa al Gabbiano dopo una giornata a raccogliere cotone.
Ho incontrato la Capitana, Herasmus, e conosciuto Ferocia e Kresya, Amazzoni accompagnate dalla loro Regina, che ho rivisto con piacere.
Siamo stati raggiunti dalla Socia, Alheera e il Braccio Destro, ma ero cotta dalla giornata, quindi dopo aver fatto una domanda a Scemo Scemo (perchè amo farmi del male) e aver ricevuto una risposta sconclusionata, mi sono diretta alla Torre per il mio turno di guardia. Dove penso di aver dormito. Anzi no, ne sono certa.
23.08.28
Stasera, al Gabbiano, io Riannon e Lulù abbiamo dato via all’esperimento “Amarone al Cocco”. Speriamo che ne venga fuori qualcosa di buono… gli ingredienti sono decisamente di prima scelta, cocco fresco e beh, Amarone, non c’è altro da aggiungere.
Abbiamo utilizzato più di una tecnica per unirli, vedremo quale sarà quella più riuscita. Ci penserà poi Termite a perfezionare il tutto, speriamo in tempo per Yule.
Devo assolutamente imparare ad aprire il cocco con una lama come fa Rian. Devo smetterla di lanciarlo contro le pietre, mi perdo tutto il latte.
Guardacaso, il Nostromo Herasmus ha fiuto, infatti ha fatto capolino in cucina giusto in tempo per assaggiare.
Nel frattempo, nella sala grande sono arrivate la Regina delle Amazzoni, Kresya e Ferocia. Mi ha fatto piacere rivederle prima della loro partenza.
Rian ha offerto loro l’Amarone modificato.
A fine serata, tutti vivi, ma soprattutto allegri.
23.09.01
Ancora pioggia, infatti sono tornata da “Scemo Scemo”, e lì ho incontrato Riannon.
Abbiamo fatto due chiacchiere in tranquillità, al riparo dalle intemperie.
Finalmente, ho visto la colla di cocco. L’ho pure, diciamo… respirata, seguendo le indicazioni sapienti della Capitana… strano vedere le scimmie che discutevano di letteratura, e mi devo essere distratta quando il Capoccione si è imbellettato come una donnina del porto.
Ma come ha fatto, senza mani?
Comunque, quando gli alberi stavano andando al Gabbiano per uno spuntino notturno, non ho esitato e con Rian li abbiamo seguiti!
23.09.03
Ennesimo giorno di pioggia.
Comincio a sospettare che faremmo prima a spostare Dorada, dato che anche il maltempo pare apprezzare l’isola!
Mi sono rifugiata al Gabbiano, dove la Socia stava già servendo del vinello a un ospite, Serkan, oppure Sinan, oppure deciderò io come chiamarlo. Ma lui preferisce Sinan. E allora sia, che già sono piena di confusione nella capoccia.
Tra un bicchiere e l’altro, ci ha raggiunti Herasmus, ma era quell’uomo a continuare ad attirare la mia attenzione.
Abbiamo una sfida aperta, e due penitenze da stabilire. E io, con le sfide ci vado a nozze… giusto con quelle, chè di condannarmi al patibolo da sola con un anello al dito, non ci penso proprio.
Intanto, sarà un piacere fargli visitare l’isola, e vedere a chi “Scemo Scemo” darà la risposta più sconclusionata, anche se so già che sarò io a dover pagare pegno!
23.09.04
Dalla giungla, sono sbucata alla Spiaggia passando dal Palmeto. C’era un gruppetto di persone, ossia Rian, Lulù, Herasmus e con piacevole stupore anche Barracuda, ma tutti sembravano straniti.
In effetti, proprio mentre arrivavo, sul limitare, mi è parso di scorgere una sorta di vortice di sabbia, oltre che a un’onda in mare che si potrebbe definire anomala.
Rian ha accennato a un uomo-faro, mi sono fatta dire di più in serata, con calma, dato che era intenta a parlare di affari con un ospite.
Più tardi, abbiamo fatto assaggiare l’amarone al cocco a Barracuda, magari le affideremo le bottiglie di questa nostra prima prova.
Ci ha raggiunti anche Spina, dopo il tramonto. Speravamo solo non succedesse nient’altro di anomalo, come quella figura che emanava luce da occhi e bocca.
Ma un giorno normale su quest’isola, no?
Comunque, in serata ci siamo raccolti al Gabbiano.
Camino, biscotti, vinello (anche se ancora dovevo finire l’otre che mi ha dato Riannon nel pomeriggio), e chiacchiere.
Abbiamo conosciuto un nuovo ospite, Bryan More.
Herasmus ha promesso di insegnare a me e Spina a navigare, dato che probabilmente al ritorno dal Continente dovremo portare qui una delle navi di Rian.
Pessimo momento per dirle che a malapena sappiamo entrare ed uscire da un Boccaporto.
Pare, però, che ci lascerà l’incarico.
Della serie “Capitani Coraggiosi”.
Poi, è iniziata la mia guardia, e mi sono allontanata verso il porto insieme a Barracuda, che purtroppo già doveva ripartire, a causa di alcuni problemini con certi Honottiani, ha detto. Sono certa che porterà le chiappe sane e salve alla Muffosa, comunque.
23.09.06
Serkan, Sinan, Kardesim. Una confusione assurda nella capoccia mia e della Socia oggi, al Gabbiano. E, giuro, eravamo entrambe sobrie!
Scommesse e penitenze ancora da stabilire, non ci ho capito molto, solo che rimarranno due settimane e che io la prima scommessa l’ho persa.
E chi ci pensava a un gemello? Però Serkan (chi fosse dei due non l’ho capito, comunque era uno dei due di sicuro) ha scommesso sapendo di vincere, vediamo se hanno altri assi nella manica, quei due. Non penso che ne sbucherà un terzo, sarebbe il colmo!
Comunque, tra provocazioni e battute a metà tra il serio e il faceto, le riflessioni sull’importanza relativa di nomi e volti, nonchè sui legami di sangue, e su quelli non di sangue ma scelti, sono state interessanti.
Vinello e biscotti al cioccolato e cocco, hanno reso ancora più piacevole il pomeriggio in Locanda, sebbene la pioggia non ci abbia trattenute a lungo.
Noi, troppo al chiuso, selvatiche come siamo, mica ci resistiamo. E allora, due passi nella giungla con la Socia ci stanno sempre.
23.09.07
Questa sera alla Statua di Sale ho incontrato Alheera. Sono felice che sia tornata, seppure il viaggio non sia stato dei più tranquilli.
Ho conosciuto Falsacorda, che mi ha anche dato qualche consiglio sull’equilibrio quando il capitano Alheera mi ha fatta esercitare di nuovo con la sua balestra, definendomi una promessa dei mari e specificando che ho un impegno con la famiglia d’Ancaria, il che mi ha lusingato non poco.
Ovviamente, puntavo a “Scemo Scemo”, ma poi mi sono ricordata di quanto Rian e Lulù lo adorino, quindi ho spostato la mira su un albero vicino, sperando di avergli almeno fatto perdere del sale dal deretano per lo spavento.
Il capitano mi ha anche riferito che Lulù è andata sull’arcipelago emerso, in effetti giorni fa durante la guardia sulla Torre ho visto le sue vele allontanarsi, ma non sospettavo fosse diretta lì.
In ogni caso, so che sa badare a se stessa, seppure avrei preferito accompagnarla, se lo avessi saputo.
Domani sera inizierà l’esplorazione della giungla alla ricerca di altarini perduti. Non sto nella pelle.
Anche io, come Falsacorda, prevedo solo guai.
E di certo, quello che è successo alle navi appena approdate e a noi alla spiaggia, è in qualche modo collegato.
23.09.08
I miei tentativi di intrecciare cordame per farmi una cintura, dato che mi cascano i pantaloni, non sono andati a buon fine.
Fortuna che ho incontrato la maestra degli intrecciamenti al Palmeto, insieme a Katos, un nuovo acquisto dell’isola dal quale ho già avuto sostegno per tirare scema Spina.
Ancora pioggia, che certo complicherà la perlustrazione della giungla di questa sera.
Ma la minaccia di questo Noland va fermata, ad ogni costo, mi hanno detto. Io, sarei stata volentieri ad avvinazzarmi, ma devo pur rendermi utile in qualche modo, quando ce n’è davvero bisogno.
Prima di cena, sono tornata al Palmeto, e con piacere ho rivisto la Gabbianella. Doveva incontrare Riannon.
Il cuore per un attimo si è stretto in una morsa che quasi mi ha impedito di respirare.
Rispetto la sua decisione ma mi mancherà, lei con la quale tutto è iniziato. Ha deciso di spiccare il volo e andarsene altrove, ma l’affetto non conosce distanze. E poi, ha promesso di tornare.
Ogni volta che sarò di guardia sulla Torre (e non dormirò), scruterò l’orizzonte in attesa di scorgere le vele della QuarantaDue.
Intanto, abbiamo passato la prima parte della serata al Gabbiano insieme, a bere vinello e a ricordare i bei momenti trascorsi.
Dell’esplorazione serale nella giungla, che dire? Eravamo un bel gruppetto, tra i quali Riannon, Alheera, il Diavolo D’Ancaria, Falsacorda, Syili, demoni, maghi, un macello insomma.
Poi un boato tremendo, un terremoto, un monolite sbucato dal terreno, mani e scheletri, radici animate… non sapevo più dove guardare.
Ma tutti sono sani e salvi, nonostante il tesoro di Niacor non sia stato trovato, e la minaccia di Noland il pazzo, che si è poi palesato a tutti, non sia stata ancora sventata.
No, non ci si annoia proprio mai.
23.09.09
Io e la Socia, per cercare di distrarci dopo la serata, siamo andate a trovare “Scemo Scemo”. Di lì a poco ci ha raggiunte uno dei gemelli, non ho nemmeno provato a chiedere chi dei due fosse, ero già bella tuonata, più del solito, da quell’apparizione di ieri.
Alla fine, come sempre, è stato il Capoccione a tirare scemi noi.
Mettendo da parte il faceto, ho avuto modo di parlare con calma, e seriamente, con Serkan/Sinan… chiunque dei due fosse, mi piace: condividiamo gli ideali di libertà, l’amore per il mare e l’incapacità di vivere sulla terraferma.
Davvero lieta che abbiano prolungato la permanenza qui.
Ma tocca organizzare una cena sulla spiaggia (semmai finirà di piovere), perchè devono assaggiare il maialino, o Rian non li lascerà ripartire di sicuro.
23.09.12
Ancora pioggia. Io davvero mi sto organizzando con le navi degli ospiti per spostare l’isola!
Ho passato una serata tranquilla al limitare del Palmeto con Ciclone e Uragano, che ci ha fatto una proposta indecente in merito all’Oblivion, ma sarebbe troppo, nonostante da quelle parole ho compreso quanto abbia il cuore grande.
E’ pazzesco: da quando vivo a Dorada, ho incontrato solo persone gradevoli, come se la vita mi stesse ripagando di tutti gli anni in cui nessuna come loro ha mai incrociato il mio cammino, costringendomi ai gesti peggiori pur di sopravvivere.
Ma il passato è passato, fortunatamente non si torna indietro e il presente, così come il futuro, hanno un cielo limpido e soleggiato (che, ultimamente, non è quello di Dorada!).
23.09.20
Al riparo dalla pioggia (che nel frattempo, no, non ha smesso!) ho incontrato Maaj e Clà giù ai magazzini.
Ho chiesto a loro di Spina, non l’hanno vista.
Ho perlustrato l’isola nei posti in cui eravamo solite passare il tempo, ma niente.
Ho chiesto a Scemo Scemo, ma figuriamoci se è stato in grado di darmi una risposta sensata.
Dorada è deserta, colpa del tempo, perchè le navi continuano ad arrivare.
Anche i gemelli sono ripartiti, con la promessa di tornare presto.
Durante l’assenza di Rian, mi toccherà tirare fuori dalle stive gli ospiti con la forza.
E avrei proprio bisogno di sfogarmi in qualche modo.
Sono preoccupata per la mia Socia, se fosse andata via di sua spontanea volontà penso mi avrebbe avvisata… non so che pensare.
Ma mi manca da morire. Come se mi mancasse un pezzo. Il più importante.
Continuerò a cercarla ininterrottamente. L’isola questa è. Forse non la trovo per colpa del mio disorientamento, e perlustro sempre dalle stesse parti?
21.09.23
Dopo una nottata inutile di perlustrazione dell’isola con Maaj, ho ricevuto una missiva della Socia.
E ci credo che non la trovavo sull’isola!
E’ partita, senza avvisarmi, ma pare abbia avuto giuste ragioni, e sono quelle del cuore (il suo, a differenza del mio, sa votarsi a un’altra persona). L’importante è che stia bene, solo questo mi è sempre importato.
Che ne sarà di lei non lo so, dato che è l’unica che possa interferire con le emozioni nel mio cuore, che cerchi di inseguire la sua felicità non può che renderlo leggero.
Però se torna giuro che per avermi fatta preoccupare la prendo e la appendo a un pennone per farle scagazzare addosso dai gabbiani fino al prossimo Yule. L’ho promesso, e io prometto poco proprio perchè mantengo.
Comunque, nel pomeriggio al Gabbiano ho conosciuto Nuvola, un’ospite dell’isola con la quale sembriamo condividere un passato molto simile. E’ stata lasciata sull’isola, ma se ho ben compreso non ha fretta di andare, ha bisogno di quiete e di riflettere… penso sia arrivata nel posto giusto.
Ho la percezione che abbia bisogno di libertà, sarà interessante passare di nuovo del tempo con lei. Io, poco più di due lune fa, avevo la stessa necessità del resto.
Oggi la Capitana Riannon mi ha affidato la guida della Aramon. Un onore immenso per me, e non potrò mai ringraziarla abbastanza per l’ennesima prova di fiducia!
In serata, sebbene il sole si sia fatto vedere nel pomeriggio, ha ripreso a piovere.
Sono andata alla Spiaggia, ormai esausta del maltempo.
Ho incontrato Clà in sella al suo cavallo, la Capitana, Maylith appena conosciuta, e infine… lei. Si è camuffata sotto al mantello per arrivare viva almeno al Palmeto, secondo me. Ho fatto uno scatto assassino, infatti Rian ha sfoderato la frusta per ripescarmi e salvare la sua isolana dalle mie grinfie.
L’avrei uccisa la mia Socia, giuro, ma non ho potuto fare a meno di abbracciarla.
Mi è mancata un sacco, non la perdonerò mai per la preoccupazione che mi ha fatto provare.
Io non le sento queste cose, di solito, per nessuno.
Lei è la mia eccezione. E devo ancora abituarmi a questi sentimenti che avevo sopito da tempo, riparata dietro ai miei muri.
L’importante è che stia bene.
Ed è ancora viva solo perchè il suo viaggio è stato alla ricerca della felicità.
23.09.26
Peppereppeppè. E’ tornato il sole!
E siamo sbucati tutti come funghi. L’isola sembra essersi risvegliata dal suo torpore!
Al risveglio dal mio turno di guardia (come si dorme sulla Torre, non si dorme proprio da nessuna parte!) ho fatto due passi verso il molo, e ho rivisto Falsacorda, Clà e Uragano. Entrambi i miei fratelli sono preoccupati per la mia Socia, io che ne sono la carceriera cerco di assicurarmi che mangi ogni giorno, più o meno, cioè vado nella giungla a nutrirla quando mi ricordo o quando ritrovo il punto in cui l’ho improgionata, ho sempre giornate molto piene quindi non penso mi si possa biasimare.
Qualche chiacchiera ed è arrivato il tramonto, meraviglioso come sempre, quando il sole viene ingoiato dal mare e ci regala colori diversi ogni giorno.
Attendo la lista di navi da balistare senza remore dal nostro ospite, Falsacorda, nonchè il nome di quella bottega per acquistare un animaletto vivace da regalare proprio a Ciclone!
23.09.27
E ti pareva, oggi ha ricominciato a piovere.
Tutti si sono nuovamente rifugiati nelle stive delle loro navi.
E allora io mi sono chiusa nelle cucine del Gabbiano, e ho iniziato a cucinare. Ho anche tentato di nuovo di fare i biscotti al cocco e cioccolato, sebbene Lulù nella ricetta sia imbattibile. Io, però, ho molte altre doti eh.
Dopo averli sfornati, mi sono recata nella sala della Locanda, dove ho incontrato nuovamente Nuvola, e un tale Seppia che dice essere del gruppetto di Falsacorda.
Loro hanno apprezzato i miei dolcetti, questo mi ha riempita di orgoglio.
Quando se ne sono andati, ho sistemato tutto e mi sono recata alla Torre per la guardia, sebbene ci sia ben poco su cui vigilare, per fortuna, non avrei avuto voglia nemmeno di dare l’allarme.
23.09.28
Nel tardo pomeriggio mi sono incontrata con Nuvola al Gabbiano, ci ha poi raggiunte Uragano.
Quella meticcia ha qualcosa dentro che mi attira, sento che siamo affini per certi versi, seppure ben diverse, in verità.
Questa notte lascerà l’isola, il tempo in sua compagnia è stato piacevole, direi quasi istruttivo.
Appena andrò sul Continente, spero ci siano più occasioni per approfondire la nostra conoscenza, e magari per imparare reciprocamente l’una dall’altra.
23.09.29
Questa mattina ai magazzini ho fatto due chiacchiere con Uragano.
La pioggia ha stufato tutti, con questo tempo viene solo voglia di poltrire, e di mangiare, cosa che abbiamo fatto poco dopo aver dato un’occhiata alle navi alla fonda.
Anche lui dovrà recarsi sul Continente, vedremo chi di noi partirà prima, e chi rimarrà a protezione dell’isola.
Sarà ora di liberare la mia Socia dalla giungla. La troverò? E, soprattutto, sarà ancora viva?
23.10.05
E dopo aver passato gli ultimi giorni alla Piantagione per rifornire i magazzini, io e la Socia stanotte partiremo per il Continente insieme a Othaner, vediamo se questa volta riuscirò a capire perchè ci chiama “mezze” di qualcosa.
Sono ansiosa di rivedere quella banda di Bastardi, ma so già che casa mi mancherà.
23.10.06
Questa Hirilondë è davvero una bella nave, con una Cambusa invidiabile.
Ho ovviamente cucinato per l’equipaggio, poi in serata Othaner ci ha fatto una lezioncina di cime e nodi, e ho scoperto che Wil e Hitomi avrebbero potuto usare il “mezzo marinaio” per raccattare quella cima, invece hanno usato me in maniera impropria.
Ah ma mi sentiranno quei due elfi, va bene che sono rispettabile solo a metà per loro, però a tutto c’è un limite, eh!
Il viaggio prosegue, la pioggia rimane nelle nuvole cariche che occupano il cielo, per fortuna.
Ah, oltre ad occuparmi delle cucine pare sia diventata “mozzo scelto”. E niente, so vendermi troppo bene, non c’è niente da fare!
23.10.07
Siamo sbarcati a Palo, e al molo abbiamo incontrato l’Immondo.
Che tipetto… interessante. Ci ha raccontato un po’ la storia dell’isola, incuriosendo me e la Socia con la loro Distilleria e la loro Spezieria.
Abbiamo fatto una passeggiata, imboccando un sentiero che dalla Baia ci ha portati a nord, al Tempio, fatto di imponenti monoliti attorno ai quali pare si aggirino anche dei fantasmi. Pare che uno di loro sia un palpeggiatore, tra l’altro. Manco da morti smettono di fare i porci, certi maschi.
Quest’isola è estremamente suggestiva, conto di continuare a scoprirla domani, intanto quel sigaro speziato ricevuto me lo tengo per un’occasione speciale.
Ah! Il caro Othaner mi ha regalato un pappagallino blu, si chiama Flip, lo adoro e si abbina a uno dei miei occhi.
Ma cos’è questo slancio di vanità?
Ho decisamente bisogno di bere. Magari, questo fantomatico rhum.
23.10.08
Dopo pranzo, passeggiando nella Baia e godendomi il sole tiepido, ho notato delle vele molto familiari, quelle dei mio primo viaggio in mare, lo stesso che mi condusse a Dorada.
Ho iniziato a correre come una pazza (ossia, come sempre) verso la QuarantaDue, dalla quale era appena sbarcata la mia adorata Gabbianella.
Che gioia rivederla, e che fatica trattenere la commozione in quell’abbraccio!
Il Fato, talvolta, è davvero benevolo.
La nostra è stata una tappa inaspettata, eppure eccoci qui, come l’ultima volta in cui ci abbracciammo, sulla spiaggia di Dorada prima della sua partenza.
Abbiamo discorso di vita eterna, di scelte, di dolori, finchè il profumo di un sigaro speziato ha anticipato l’arrivo dell‘Immondo.
Con lui, ci siamo recate alla Locanda, e ha fatto bene a mettermi in coda alla fila con Hitomi, piuttosto che in testa.
Ci manca solo lui che tenta di confondermi con destra e sinistra, facendomi rischiare di finire tra le capre locali, invece che davanti a un buon boccale di rhum!
Però, a modo suo, confermo sia… interessante. Da quel che ho capito, è fuori almeno quanto me, quindi parecchio.
23.10.09
Nel primo pomeriggio, i miei piedini scalzi hanno messo piede sul Continente.
Che macello inaudito, e fortuna che Cliff, come indicatomi da Hitomi, è riuscito a rimediarmi un paio di stivali!
Ho fatto la scriba, avvisando Ergot e altri amici del nostro arrivo.
Adesso, non resta che incontrarli.
E’ stato l’Immondo ad accompagnare me, la Socia e il capitano Othaner al Porto del Sole, solo che nel mio bagaglio ho trovato una cosa interessante, pare una spezia, e penso che ce l’abbia messa lui.
Se l’avessi vista prima di salutarlo, dato che è già ripartito, l’avrei ringraziato come si deve…
Contiamo comunque di tornare a salutarlo prima di ripartire per Dorada, tanto Palo se ho ben compreso è sulla strada. Ma non garantisco.
E adesso, ci si butta nella mischia.
23.10.10
O Spina ha bevuto, o ha bevuto Uragano.
Insomma, mi è arrivata una missiva che parlava del fatto che la Oblivion sarebbe attraccata al Porto del Sole!
Mai giorno fu peggiore per perdersi, ora Uragano è tornato a casa, ma quando saremo di nuovo a Dorada lo sotterrerò di abbracci! No, rettifico, è l’entusiasmo a farmi parlare, non sono proprio il tipo da abbracci, io. Un grazie detto condecisione, sarà sufficiente.
23.10.11
BASTARDA
Mi sono ricongiunta con Spina, e siamo andate alla Muffosa.
Sebbene ci fossimo state solo una volta, in precedenza, la strada di casa non si dimentica (questo vale per lei, io che non mi oriento nemmeno nelle latrine, l’ho solo seguita).
Dalle cantine è sbucato Ergot, che piacere rivederlo!
Ci ha raccontato un sacco di novità, sia personali che di famiglia, tra le quali una battaglia contro un kraken.
Fortuna che la nave dell’Immondo non è stata colpita e sia al sicuro a Palo, chi l’avrebbe sentito, poi…
E sarebbe stato un peccato per quelle belle vele colorate.
Cooomunque, da oggi siamo Bastarde. Anzi, Bastarde armate.
Ho confidato ad Ergot che un domani vorrei esser degna di divenire Osso Duro, per adesso, mi godo il momento, non ci penso, anzi piuttosto penserò a come meritarmelo.
23.10.12
Finalmente, io e Spina siamo riuscite a incontrare le Amazzoni. Che onore essere state portate nel loro Accampamento, e poter godere della loro accoglienza.
Rivedere Elasil, per la prima volta da quando siamo diventate sorelle, è stato un piacere, così come passare del tempo con Kresya e Rafaela.
Avrei accolto volentieri quell’invito a rimanere per la notte, ma la mia Socia è più rompina di un coniuge, e quindi siamo state ribendate, e riportate al Porto, e mi è toccato pure farle da mangiare.
E se non tiene chiuso quel coso dalle otto zampe pelose, che per poco non mi finiva nella pentola, saranno guai sia per lei che per lui, sempre che riesca ad ammazzarlo da lontano.
In ogni caso, un nuovo invito sarà da accogliere di buon grado, ossia una caccia con le Amazzoni dopo una visita alle stalle per conoscere i loro famosissimi cavalli.
23.10.15
Ieri mi sono recata al Porto, e la Oblivion non c’era più. Pensavo che Spina mi avesse lasciata sul continente, invece ha accompagnato Occhidametista a Palo. Loro e il loro intrecciare cordame.
Peccato che la mia roba fosse stata messa in stiva, così come lei stessa mi aveva detto di fare! Infatti sono stata tutto il giorno chiusa alla Muffosa senza il mantello, un freddo cane. Se mi ammalo, la contagio sputandole nel piatto, cosa che peraltro faccio sempre, ma lo farò con più sentimento, stavolta.
Comunque, nel pomeriggio ho varcato il confine verso Mot, per qualche acquisto, piuttosto per dei regali che non vediamo l’ora di consegnare.
Una volta che riceveremo i pacchettini, potremo finalmente ripartire per casa.
23.10.21
E chi lo sapeva che i Senza Nome avessero un Covo nei pressi del Viale Arte? Fortuna che siamo riuscite a visitarlo, con la Socia.
Abbiamo anche rivisto Den, Termite, e un sacco di Amazzoni, tra cui Elasil, Kresya, Ferocia, Rafaela, Stelia e Thordis. Una bella alleanza è certamente un ottimo motivo per ritrovarsi e… bere. E ci sono delle nozze nell’aria! Condoglianze alle spose, ormai è chiaro a tutti come la penso a riguardo.
Io e la Socia abbiamo scelto le nostre stanze al Covo, che profuma (per così dire…) come la Muffosa.
Mi mancheranno i Bastardi, sebbene la partenza dipenda da alcune consegne, e non abbia ancora idea di quando potremo tornare a casa.
Sempre detto io, che col furto si fa prima.
23.10.24
Stamattina siamo approdate a Dorada. Di nuovo a casa.
La prima traversata della Oblivion, con Spina al comando, è filata liscia.
E adesso vediamo di movimentare un po’ l’isola, assieme a Uragano, s’intende.
E che sollievo, potermi togliere finalmente gli stivali, sebbene li abbia appena comprati, così da evitare futuri furti al Porto. Ma no, a ben pensarci, continuerò a rubarli per il solo gusto di farlo. Mi diverto così, che ci posso fare?
23.10.25
Io e Spina stavamo perdendo tempo al Palmeto, quando ci ha raggiunte Uragano. Non vedevo l’ora di rivederlo, impossibile negarlo. Ma a lui non l’ho ammesso, anzi mi sa che gliel’ho pure negato.
Siamo finalmente riuscite a dargli i regalini presi per lui, ma diamine se ha ricambiato! Sulla Brendy ci aspettava un marinaio con un sacco di cose per noi, infatti da oggi la zitellaggine della sottoscritta verrà smorzata dalla compagnia di una cagnolona e di uno scorpione.
Tutto è molto strano, da quando siamo tornate. Ce ne siamo accorte entrambe. Sembra diverso, meno “accogliente”.
Non so cosa ci stia accadendo, se siamo noi, o l’isola. Ma quella che mi pervade è una sensazione di tristezza mista a nostalgia.
23.10.30
Stamattina, di buon ora, la Oblivion ha lasciato il Porto di Dorada.
Non conosco la destinazione del nostro viaggio, quel che conta è che la mia Socia sia con me. Solo lei sa prendermi sempre, nei momenti in cui trascendo con le parole, così come in quelli in cui non ne pronuncio nessuna, e basta uno sguardo.
Non so dove finiremo, non mi interessa neppure.
Quel che conta, è smettere di scappare da me stessa e perdermi, per ritrovarmi. Come faccio sempre, perchè non è la prima volta che sento questo bisogno di smarrirmi, non pensare a niente, e affidarmi al Fato.
I miei silenzi e il mio isolamento mi hanno costretta ad affidare il mio saluto per Riannon e Uragano all’inchiostro.
Ho scritto parole nate dal cuore, nel fitto della giungla. Di getto, senza pensare. Vero, non penso quasi mai, ma stavolta mi sono semplicemente “ascoltata”, come faccio troppo poco spesso, e ho tradotto quelle sensazioni in parole.
Quel che è certo, è che una parte di me rimarrà sempre sull’isola.
III. Palo
23.11.01
Questo pomeriggio ho messo il naso fuori dalla Oblivion, e ho scorto una Baia familiare. Eravamo di nuovo a Palo. Spina dice che è stato istinto, quello di approdare qui. E allora, se c’è una Distilleria, a me va pure bene. Forse, è stato piuttosto il Destino?
Elda e Astro hanno scorrazzato esplorando l’entroterra, e la mia fidata cagnona ci ha pure portato un coniglio che ho cucinato per cena.
Non ho visto quella che penso sia la guida locale, quell’Immondo che ci ha regalato il sigaro e, presumo, la spezia che mi sono trovata in borsa dopo che ci ha accompagnate sul Continente qualche settimana fa, ma in compenso è arrivata altra gente, dalle navi. Si vocifera di mercanti di pappagalli verdi.
Io, ho visto solo capre, ma tant’è.
Credo che potremmo passare l’inverno qui, salvo qualche salto a trovare quei Bastardi che sono la nostra famiglia, di tanto in tanto.
Il mio unico problema sono, come sempre, quei dannati stivali che mi danno proprio fastidio.
Mi manca Uragano, mi manca Dorada, qui fa freddo, e non conosco nessuno. Ma talvolta non mi riconosco. Dov’è finito il mio spirito avventuroso? Non so proprio che mi stia accadendo, ma ho certo bisogno di ritrovarmi. Per farlo, scriverò alla Gabbianella e magari a Wil. Chissà che non siano nei paraggi.
23.11.02
Quest’oggi, io e la Socia abbiamo reincontrato quella guida locale, l’Immondo. Io penso sia la guida locale, eh, mica me lo ha mai smentito, ma neppure confermato. Spero non sia il capo della baracca, altrimenti mi sa che avrò aggiunto un’altra splendida figura alla mia collezione.
Cooomunque. Che benvenuto coi fiocchi! Adesso la mia mano destra sfoggia un anellazzo in argento e malachite che manco in dieci anni di furti o raggiri sarei riuscita a comprarmi.
Siamo andati a visitare la Spezieria, bella scoperta, sebbene mi stia già adoperando per ricavarne qualche interessante tornaconto personale.
In realtà, aspettavo con maggiore trepidazione la visita della Distilleria, ma a quanto pare non c’è fretta di andare, a detta di Spina. Il timone è suo, quindi mi adeguo di buon grado, dopotutto sto cercando di ritrovarmi, e ogni posto può essere uno spunto di interessanti riflessioni, per quanto io sia in grado di farne, s’intende.
E con questo Immondo, ho lasciato alcune cose in… sospeso, quando abbiamo visitato l’isola per la prima volta.
E a me, le questioni in sospeso, proprio non piacciono.
Però, quel meticcio mi ha quasi sfiorato i capelli, che sono sacri e nessuno può toccare, e si è avvicinato un po’ troppo per i miei gusti. Il mio spazio vitale, è sacro. La prossima volta, gli tiro una testata.
23.11.07
Bazzicavo alla Baia con la Socia, quando urletti e un tonfo hanno attirato la nostra attenzione.
Non conosco ancora bene l’isola, quindi nel dubbio ho messo mano alla lama, ma inutilmente.
Amber e i suoi famosi fagottoni ci sono cascati quasi addosso. Lei, qui?
Il mondo, è davvero piccolo. Ricordo la sua generosità, e con le sue parole (e offrendomi una ciambellina) non ha fatto altro che confermarla. Io, si sa, non sono una tipetta confortante, eppure questo non l’ha scoraggiata sin dal nostro primo incontro.
Ho moderato il mio caratterino, penso non servano difese con lei, sembra pura come l’acqua di fonte, e allora, tanto vale provare a vedere se riuscirà a contaminare la mia anima che ricorda piuttosto la melma delle fogne.
Si sa mai, nella vita. Ma poi, forse, non mi divertirei più così tanto come faccio da una vita intera.
23.11.09
Ero a far niente giù alla Baia, mi ha raggiunta Spina.
Aveva in mano delle pergamene, borbottava da sola, ma sembrava particolarmente entusiasta.
Il motivo, l’ho capito subito: ha intenzione di aprire una bottega su Palo, di Artistica se ho ben compreso. Lieta per lei, meno per me perchè vuole una mano.
Abbiamo fatto due chiacchiere, l’isola ci piace, e sembra che la ricerca di me stessa potrebbe durare meno del necessario, dopotutto.
Troverò il modo di rendermi utile, ma non certo come cerimoniere/santona come mi ha suggerito lei. Odio la gente, e agli eventi è previsto che ne arrivi perchè siano un successo.
La quiete è durata pure troppo, infatti non so come mi sono ritrovata dietro al timone della Aran. Male. In rotta verso il continente. Malissimo.
L’Immondo ha fatto il possibile per farmi interessare alla navigazione, ma certo non sono un nostromo in erba. Preferisco di gran lunga la Cambusa. E poi, stavolta mi ha toccato i capelli, per legarmeli e farmi un favore, ma comunque me li ha toccati, quindi dovrò tirargli quella testata, ma quello non era il momento, ero già abbastanza a disagio.
Abbiamo ormeggiato la Giunca, o meglio, l’ha fatto lui e io mi sono lasciata guidare, e non avrò il Capo Colono sulla coscienza, quantomeno (lo sapevo che non era “solo” la guida locale”).
Dato che sono sopravvissuta anche a questa, mi è sembrato un ottimo momento per rivelargli le intenzioni mie e di Spina di rimanere sulla sua isola. Sembra non abbia nulla in contrario, anzi pare entusiasta della cosa.
Adesso, tocca capire come impegnare queste manine meticce con “tirapugni” annesso.
23.11.11
Mi sono svegliata a Palo. Sollievo. Niente tamburo, niente bottega dell’Immondo, ma non mancheranno occasioni.
Fortuna che sono andata a dormire sulla Oblivion e non mi sono piazzata sulla Aran come detto al Capo Colono.
Alla Baia c’è la Brendy, mi è preso un colpo, ma Uragano avrà prestato la nave a qualcuno, altrimenti ci avrebbe sicuramente avvisate del suo arrivo.
Prevedo una giornata di assoluto riposo, magari proverò a raggiungere la cima delle colline senza perdermi, o magari per sicurezza mi porto Elda. Sì, poterò lei, meglio.
23.11.13
Oggi ho incontrato Spina alla Via del Commercio.
Mi ha fatto vedere la rimessa e la bottega, sono in buone condizioni, ma le personalizzeremo come solo noi sappiamo fare.
Un brilloccolo gigante al suo anulare mi ha quasi acciecata. Mi stavo compiacendo per il furto, e invece… è arrivato Katos sull’isola, e pare vogliano fare sul serio. Oh, contenti loro…
Sono ansiosa di rivederlo, soprattutto per congratularmi con lui per il fidanzamento o meglio, per fargli le condoglianze.
Io, comunque dalle mie non mi sposto: zitella acida a vita, e presto pure commessa frustrata. Direi che non mi manca niente.
Abbiamo concluso con una bevuta alla Locanda, c’era molto da festeggiare (solita scusa che utilizzo per giustificare l’ebbrezza), e ovviamente ho trasceso col rhum.
23.11.14
Katos è davvero arrivato a Palo. Pensavo che Spina mi stesse perculando e quell’anello l’avesse davvero fregato a qualcuno, invece no.
Rivederlo mi ha fatto piacere, perchè è innegabile che quando il trio è ricomposto, sia tutta un’altra storia.
Ho visto felici sia lui che la mia Socia. Di riflesso, lo sono per loro, perchè che stiano entrambi bene è quel che conta.
23.11.15
Oggi pomeriggio la pioggia ci ha costretti in Locanda. Ero con la Socia a godermi le fiamme danzare nel camino della sala principale, quando siamo state raggiunte dall’Immondo, Liadan/La Rossa/Chiappesode – nuova conoscenza con la quale penso andrò molto d’accordo – e infine da Katos. A quanto pare, oltre che della bottega, mi dovrò occupare anche della dispensa della Locanda, e dare una mano proprio a Liadan in qualche progetto che ha in ballo per tirare su qualche moneta. E ti pareva. Altro che poltrire come facevo sulla Torre di Dorada, qua tocca sgobbare.
Dopotutto, ma non lo confesserò mai, nemmeno sotto tortura, l’Immondo e i coloni più anziani meritano una mano, si danno da fare per l’isola, e dare il mio contributo, potrebbe in qualche modo… gratificarmi. E’ che per me è ancora difficile sentirmi parte di “qualcosa”, e quando ne ho l’occasione, la schivo come se fosse un dardo infuocato.
Intanto, aspetto il grembiule, e una mappa come si deve dell’isola, altrimenti manco ci arrivo, alla Locanda. E comincerei proprio dalle cucine, provando a vedere cosa viene fuori a cucinare con la spezia, sebbene sia ancora incerto quali effetti abbia, e quali usi se ne possano fare… forse, è proprio questo il bello: taglierò corto e attuerò le mie sperimentazioni… personali.
23.11.16
Di nuovo dietro a quel maledetto timone della Aran, di nuovo sul Letamaio.
Ho avuto la malsana idea di riprovare a navigare, con l’Immondo che a quanto pare sarà il mio insegnante di nodi e venti.
Sfortunatamente, i miei limiti sono emersi nuovamente, penso mi toccherà un corso intensivo e molto, moltissimo… impegno, per guadagnarmi quel tricorno.
La serata si è conclusa con un’istruttiva bevuta. Potremmo essere più in sintonia di quanto potessi immaginare, noi due, ma questo lo vedremo lungo il cammino.
[Nota personale: scoprire che genere di insulto, e in quale lingua, sia “Gassa D’Amante”].
23.11.18
Finalmente, si riparte per Palo. L’Immondo ha sbrigato le sue faccende burocratiche, qualche affare, e questa volta sul Letamaio non ci ho messo neppure piede, per… cause di forza maggiore, diciamo.
Nell’attesa, ho piacevolmente interagito con il Capitano Flint, un pappagallo volgarissimo che forse è l’unico esemplare in vita a sparare più parole al secondo della sottoscritta.
E sarà il caso di appianare le divergenze col Capo Colono, così da gettare le basi per una civile convivenza su Palo, dopotutto.
Nota personale: studiare la rosa dei venti.
23.11.22
Ieri sera ero ubriaca marcia, tanto per cambiare. Non so come, ho raggiunto la Baia e mi sono abbioccata sulla Oblivion. Mi sono risvegliata sul Letamaio, assieme a Ciclone e Uragano.
Mica ho capito che ci sono venuti a fare, spero solo che entro stanotte, al più tardi domattina, torneremo a Palo.
Per una manciata di minuti, tanfi e rumori che odio sono stati allietati da una sniffata di gruppo con la colla di cocco.
Io l’avevo già provata, a Dorada, assieme a Rian, ma stavolta mi sa che è stata più potente.
Ne avrei voluta ancora, ma Katos è un tirchio malefico quando ci si mette.
23.11.23
Tempaccio sull’isola, quindi Locanda, rhum e la tempesta riunita.
Ho perfezionato la ricetta per alcune focaccine salate, sia semplici che con la spezia, e ho obbligato Uragano e Spina ad assaggiarle.
Potremmo venderle, con la sua bottega, e chissà se anche i vestiti che mi cucio da sola potranno essere apprezzati dai futuri clienti.
La notizia del giorno, me l’ha data proprio la dolce metà della mia Socia. Tornerà per restare.
Sono impaziente, è chiaro, almeno mi aiuterà a sopportare la sua dolce metà, ma la soddisfazione di fargli capire il mio entusiasmo per il futuro che ci attende, non gliela darò mai.
Dopotutto, sto ancora bene dietro ai muri che ci ho messo anni ad innalzare, specie quando si tratta di emozioni.
25.11.23
Oggi pomeriggio, alla Baia, ho rivisto Amber e le sue adorate ciambelline.
Abbiamo fatto due chiacchiere, quella mezza sa stupirmi in maniere del tutto nuove e ormai lontane dalla mia indole. E’ riuscita a farmi stare zitta, e non è cosa da poco.
In serata, a noi si sono aggiunti Spina e l’Immondo, per accogliere l’Ammiragliato, sbarcato per uno studio sul clima di Palo.
Grazie al cielo, tutto si è concluso alla locanda, tra fiumi di rhum.
23.12.02
Oggi pomeriggio, alla Baia, io, Spina, Amber e l’Immondo abbiamo accolto la viziosissima Alyara, una tarantolina senza dubbio interessante.
Chissà che non mi riesca ad insegnare qualcosa che ancora non conosco sull’argomento.
Amber continua a ricordarmi sempre di più quella “me” sotterrata dietro ai solidi muri che ho costruito. Devo, e voglio, conoscerla meglio, ma so che andrà fatto con discrezione e delicatezza, quindi tocca rispolverare entrambe le doti, sempre che ancora le possegga, da qualche parte.
D’ora in poi, sembra che la fortuna con quel ciondolo di leucite mi assisterà maggiormente, ma penso ci vorrebbe un vero e proprio miracolo per la sottoscritta. Comunque, esteticamente è carino quindi lo indosserò, sia mai che faccia davvero qualcosa per il mio orientamento.
Tornata nella mia stanza, sono stata accolta da un batuffolo di pelo nero focato imbrattato dell’odore di sigaro speziato che l’Immondo gli aveva messo al collo. Gli occhi di Roy hanno incrociato i miei, ed è stato amore.
Spina avrà cura della sorella, Maja, che è un po’ più chiatta del fratello, del resto un po’ come me e la mia Socia, sebbene alluda al fatto che le mie chiappe tendano ad allargarsi. Invidiosa e ingorda mangiatrice di ciambelline.
23.12.03
Oggi, dopo diversi lustri, ho fatto una buona azione. Quindi, per altrettanti lustri, dovrò bilanciare le cose con gesti deplorevoli, si intende.
Tempo fa, mentre mi trovavo sul Letamaio, al Porto ho incrociato un tipetto che aveva qualcosa di familiare. Ci ho attaccato bottone, alla fine tra una chiacchiera e l’altra mi ha detto qualcosa che mi sembrava aver già sentito dall’unica persona a me veramente cara.
Poi, quella collana al collo, non ha lasciato ombra di dubbio.
L’ho invitato su Palo, è arrivato proprio poche ore fa.
Con una scusa misera (ciambelline) ho attirato Spina alla Locanda, e lì li ho fatti incontrare.
Me la sono rischiata, ma quando il mio istinto parla, fatico ad ignorarlo.
E, infatti, ho avuto ragione: il fratello che la mia Socia aveva perso quando erano ancora bambini, adesso se lo trovava davanti.
Risparmio a questo diario i dettagli sentimentali, dico solo che adesso anzichè una, ne abbiamo due da zittire.
E se si azzardano a dire in giro che un pochino, forse, ho pianto, giuro che li accoppo.
In serata, un tentato furto alle scorte personali di rhum dello Jarl. Il colpaccio è andato male ma, alla fine, in realtà la serata è andata benissimo.
23.12.04
Su Palo, è sbarcata Dròmi. Inutile dire quanto mi abbia ricordato “casa”, nell’apparenza e nell’essenza delle sue parole.
Con lei, forse sono riuscita a capire qualcosa in più su Amber, che rappresenta il mio interrogativo più grande.
Ha parlato di schiavitù, prigionia, carcerieri, aggressioni. Tutte parole che mi hanno forse fatto comprendere il motivo per il quale sia così remissiva con gli altri, ma non quello per il quale non riesca minimamente a vedere il male in nessuno, anche quando ce l’ha davanti.
Io, se avessi passato la metà di quel che ha passato lei, ce l’avrei col mondo intero. A dire il vero, io già ce l’ho col mondo intero.
23.12.11
Stasera in Locanda non mancava proprio nessuno! Amber con le sue ciambelline, Spina con le sue fauci pronte a fagocitarle, ed è pure tornato Bagheera, dice che ha qualcosa per me, un regalo per averlo fatto ricongiungere con la mia Socia. Il regalo, in realtà me l’ha già fatto condividendo con me il martirio di sopportarla, e non era necessario nulla.
Lo stesso regalo me lo ha fatto Katos, sia sopportandola, che comparendo in Locanda con la notizia che sia tornato per restare definitivamente.
Adesso che le due persone che ho più care al mondo (le uniche, in verità) sono con me, sento che tutto andrà bene.
Amber, lei e la sua dolcezza disarmante, quella sensazione che trasmette di non sentirsi mai adeguata a niente e a nessuno… ormai aiutarla è diventata una fissa nella mia capoccia.
Comincerò con l’insegnarle a usare quello stiletto… anzi, prima le insegnerò a bere il rhum. Tra le due cose, penso sia la prioritaria.
[Non sapevo che l’isola fosse stata ribattezzata “Topolandia”, eppure io di topi in giro mica ne ho ancora visti, forse se li mangia tutti Elda].
23.12.12
Stamattina, fuori dalla porta della mia stanza, ho trovato due fagottini e un bigliettino da parte di Amber.
Quella meticcia sa entrarmi nel cuore, e come le ho confidato, è praticamente impossibile.
Avrò cura di quella perla, così come ne avrò di lei.
Gliel’ho promesso, e io di promesse ne faccio poche, ma proprio perchè le mantengo sempre.
In serata, ci siamo ritrovati di nuovo in Locanda.
Amber dice che usare le vele per farsi i vestiti non va bene, cercheremo delle stoffe più adatte.
Spina e Bagheera ci hanno raggiunte poco dopo, così come l’Immondo, con un sacco gigante pieno di regali per noi direttamente dal letamaio. Il bigliettino aggiuntivo, l’ho trovato solo quando sono tornata nella mia stanza, e per fortuna, direi.
Forse, dovrò cominciare a fare la brava. E’ che non mi riesce proprio, mica lo faccio apposta.
[Nota personale: con Amber, saltare la lezione numero uno del corso di bevute. E pure le nove successive].
23.12.13
La Brendy mi ha portata sul Letamaio. Ma stavolta, tocca ammetterlo, ci sono venuta di mia spontanea volontà.
Avevo in mente di fare alcune cose, la maggior parte le ho sbrigate oggi.
Troppi tanfi, troppa gente. Voglio tornare a casa.
Nell’attesa, penso che rimarrò ubriaca per la maggior parte del tempo.
Chissà se Uragano ha ancora un po’ di quella colla…
Unica nota positiva, ho conosciuto Brendon. L’ho invitato a Palo perchè sembra un tipetto interessante e poi perchè, come ormai è chiaro, io ascolto solo il mio istinto. Secondo me, ci si divertirà parecchio con lui…
Fatalità, sarebbe già dovuto venire per discutere di certi affari con l’Immondo. Quando si dice il caso…
23.12.14
Riunione sul ponte della Brendy.
Adesso anche Uragano ha il suo anellazzo, ed è entrato a far parte della Cerchia.
Lo sguardo di Spina era indescrivibile. L’ho notato, ma non giel’ho fatto notare. Il terreno delle emozioni per me è impervio, non è una segreto.
Però, anche io ammetto di essere davvero felice ora che siamo di nuovo tutti insieme, e soprattutto lo siamo su di un’isola che ormai non ho problemi a chiamare “casa”.
A proposito, stasera torno a Palo con l’Immondo, del Letamaio avevo la nausea già prima di approdare, e penso che gli affari di Katos tratterranno lui e Spina a terra ancora qualche giorno.
Dato che ovviamente al porto il rhum fa schifo, approfitterò del passaggio e domani recupererò a dovere.
23.12.15
Rivedere Palo all’orizzonte, mi ha cambiato l’umore della giornata.
Il viaggio dal Letamaio è andato bene, anzitutto perchè Flint è stato zitto, e ho avuto modo di fare amicizia con Khalè, e ci è scappato pure un altro regalo, che non fa mai schifo.
Finalmente sono riuscita a… parlare, con l’Immondo, pare che ci si trovi sulla stessa lunghezza d’onda più di quanto avrei mai potuto immaginare, dopotutto, anche se questo comporta inevitabilmente dei… rischi.
In serata mi sono recata in Locanda, e ho incontrato Ciclone e Uragano.
Ho lasciato degli acquisti nella stiva della Oblivion, mi sono proprio dimenticata di caricarli sulla Semiramide, ma non ho mica capito se qualche mozzo di Katos li abbia trafugati o meno.
A provare a capirci qualcosa, ci penserò domani.
Intanto, pare che la mia Socia voglia privarmi della spezia stordente/tuonante/rilassante/velenosa, per mettersi a studiare i rituali. Ha detto che si sta costruendo un rifugio su al Tempio per meditare e analizzare meglio gli scritti che ha trovato. Diventerà una santona. Poi dicono che quella strana sia io.
Meglio che le dia una mano, un pochino me ne intendo, merito del mio adorato padre pulcioso, che mi ha ficcata col naso su libri del genere, fra tutti gli altri.
Ma in cambio, esigo aiuto per redigere un documento credibile sul rhum, dato a che a me in realtà interessa solo scolarmelo.
23.12.18
Al timone della Oblivion. Direzione: Letamaio, tanto per cambiare.
Spina ha unito l’utile al dilettevole, accompagnando Uragano per i suoi affari, e mettendo me al timone, tra l’altro nel bel mezzo di una tempesta. Io non ho mica capito perchè ho accettato, si sta così bene sull’isola, e ho già uno zelante insegnante di navigazione, che basta e avanza, a dire il vero.
Lei, si è dedicata alla Cambusa, e devo dire che non se la cava malissimo. Ho pure assaggiato una bevanda strana, scura, corroborante, che devo assolutamente imparare a fare.
In serata, ho dovuto mettere quei maledetti stivali per arrivare fino alle Nuove Terre da Cibele. La Socia era in vena di acquisti, e l’ho aiutata a portare tutto a bordo. Gli uomini, quando servono, non ci sono mai.
Solo quando siamo ripartite (ma io, stavolta, ho messo la famosa “barra salvavescica” e mi sono stravaccata in stiva all’asciutto!) ho scoperto che alcuni di quei pacchettini fossero per me. E ne avevo anche io uno per lei.
Come sempre, non affido nemmeno a queste pagine i momenti che sono solo miei e di Spina, perchè abbiamo una reputazione da Bastarde da mantenere. Io e lei sappiamo quel che è impossibile da spiegare. E questo mi basta.
In serata, ho avuto un intenso scambio epistolare con quel Brendon. Se già mi incuriosiva, dopo quello che mi ha rivelato su di lui, aspetto con ancora più impazienza che venga a Palo. Altrimenti, sarò io a raccogliere il suo invito all’AlQasr, anche perchè nel deserto posso rimanere scalza. Potrebbe essere un buon motivo, forse il solo, per tornare sul letamaio.
[Nota personale: buttare gli aghi che usavo per forare le conchiglie, adesso ho un set da cucito da far invidia a una sarta di professione!]
23.12.19
In tarda serata sono dovuta scendere fino alla Locanda perchè il rhum mi è finito prima del previsto. C’erano Uragano, la mia Perlina Amber e Spina a confabulare vicino al camino. Io, ero alticcia, ma se ben ricordo, pare che Amber si stia innamorando… ovviamente, di Cioccolatone.
Prima delle lezioni alcoliche, avrei dovuto insegnarle che innamorandosi si perderà un sacco del bello della vita, ma il rhum mi sembrava (e mi sembra ancora) prioritario.
Vedremo cosa succederà, gli occhi miei e di Spina sono puntati su Bagheera, e penso che non glieli scolleremo facilmente di dosso.
23.12.20
Non ho ancora capito perchè, visto che pioveva, ma nel pomeriggio sono salita fino al Tempio per vedere quella famosa ascia donata dall’Orda. Mi ha fatto uno strano effetto, ha risvegliato qualcosa di estremamente familiare, quelle origini che forse sono più radicate di quanto potessi pensare dentro di me. Temo, con mio sommo compiacimento, che i miei Dèi, o quelli che furono, non sarebbero propriamente fieri delle mie scelte di vita, però.
Sotto ai monoliti, c’era Spina. Dice che sta meglio lì che alla Spezieria, ultimamente.
Poco dopo ci ha raggiunte Amber. Aveva un cesto pieno di lamponi, dice che un coniglio le ha mostrato la via.
Abbiamo parlato per molto tempo, tutte e tre, sia di un confronto tra noi circa alcuni documenti ritrovati sull’isola, che di questioni più profonde.
Per certi versi, ognuna di noi è diversa dall’altra, eppure l’affinità è palpabile.
In serata, io e Spina ci siamo recate in Locanda per le ciambelline con la marmellata della mia Perlina. Lei, è scappata quasi subito per raggiungere Uragano sulla Brendy, io sono rimasta sola con Amber.
Anche in questo caso, lascio alla mia memoria e non a queste pagine quel che ci siamo dette, lo sappiamo io e lei e sono certa che la serata di ieri nessuna delle due la dimenticherà facilmente.
23.12.22
Di nuovo sul Letamaio. E di nuovo con Spina e Uragano. Ma io, chi ho accoppato per trovarmi più qua che sull’isola? Nessuno di recente, che io ricordi, sempre che non fossi sotto l’effetto pesantissimo del rhum.
Ho accompagnato Spina per botteghe. L’ho trattata malissimo come al solito, e invece lei mi ha regalato il tamburo celtico, come quello che avevamo iniziato a costruire su Dorada.
Per ringraziarla, stamburellerò giorno e notte fuori dalla porta sua e di Katos. E’ importante capisca che il regalo è stato apprezzato. Poi, nel caso, lo spaccherò in testa a qualcuno. Se lo scorda che impari a suonarlo.
23.12.24
Questa sera, un colono ha bussato alla mia porta su alla Torre. Aveva con se’ un pacchettino e una pergamena da parte di Amber. Il dono, un completino rosso da sfoggiare in qualche momento memorabile, e ancor più le sue parole, sono state apprezzatissime. Quella Rossa sa toccare parti di me che nemmeno ricordavo di avere.
In serata, Spina ha mostrato il magazzino del quale attendiamo i permessi anche a lei. E, sorpresa delle sorprese, lungo la Via del Commercio abbiamo incrociato il Diavolo d’Ancaria, il Capitano Alheera, Syili e un altro figlio della coppia, Nikolai. Sono a Palo per cercare qualcosa, e sembrava che quel pescatore panzone che ci ha raggiunti poco dopo fosse in grado di aiutarli.
Ovviamente, ci siamo unite al gruppetto di esploratori, e per fortuna non avevo fatto in tempo a passare dalla Locanda per intascarmi una boccia di rhum, o non so come sarebbe andata a finire con quel tuffo nel fiume.
23.12.29
Finalmente, dopo secoli, la Tempesta si è riunita per una cenetta come quelle di una volta.
Passare del tempo con quei due è sempre foriero di risate, e forse ne ho bisogno più di quanto voglia ammettere.
Ho saputo che Spina non abbandonerà la Spezieria, cosa che mi gratificherà personalmente, dato che non vedo l’ora di scoprire quello che amo chiamare “il lato oscuro della spezia” e di applicarlo a rhum e cibo, e magari ai sigari.
Ah! E penso che chiederemo agli alti capi della Cerchia di utilizzare innocenti carte e palle di malachite per vedere di far su qualche monetina alle fiere.
Katos, sembrava interdetto, ma sono sicura che non ficcherà il naso nei loschi affari miei e di Spina.
Perchè non riesco a passare nemmeno un giorno senza che il mio cervello produca idee malsane e nocive per il prossimo?
23.12.30
Quello che sento, quello che mi sta succedendo, non riesco neppure ad affidarlo a queste pagine così tanto mie.
Ma, almeno a me stessa, prima o poi dovrò ammettere di aver forse trovato quella cosa alla quale, più mi ribello, meno sento il desiderio di ribellarmi. Legarmi, per sentirmi libera?
E’ qualcosa di strano, tormentoso e piacevole al contempo, qualcosa che per la prima volta sono incapace di gestire, ma che ho scelto semplicemente di vivere al di la di ogni cosa e, forse, nel tempo, dando fiducia a chi la condivide con me. Non so in che modo e in che misura, ma a tutto questo, un po’ appartengo. E, un po’, mi appartiene.
[Siamo davvero due facce della stessa medaglia? Così libera, e così… tua?].
23.12.31
Che macello, al Ventre della Madre. I festeggiamenti per l’unione di Kresya e Rafaela sono andati benone, a giudicare dalla folla che occupava la Radura. Troppo bordello per me, ma almeno ho avuto modo di rivedere loro, Den ed Elasil, che domani ci raggiungeranno su Palo.
Ogni tanto, il Letamaio serve a qualcosa, dopotutto.
24.01.01
Anno nuovo, vecchie conoscenze gradevoli.
Al Piazzale a nord del Porto, ho incontrato Dròmi. Mi cercava, ha detto.
Come sempre, la sua compagnia mi ricorda quelle origini radicate in me, ma al contempo ormai troppo lontane.
Mi ha pure fatto un dono, che nemmeno chi mi conosce da tempo avrebbe potuto azzeccare così bene. Una fiaschetta. Sì, la mia fama proprio mi precede.
Sono felice che Spina l’abbia conosciuta, le ho fatto una capoccia tanta con lei, e conto che si unirà a me per onorare quell’invito a Nord, quantomeno per farle conoscere di persona la fama degli Ordalici.
Siamo subito ripartite per l’isola, così da accogliere come si deve i nostri ospiti.
In serata, infatti, la Locanda ha accolto una mini rimpatriata di Bastardi, oltre ovviamente a Uragano e a un tale bardo amico di Spina, al quale ho offerto gratuitamente – ma a nome dello Jarl – ospitalità finchè desidererà rimanere sull’isola.
Queste mie iniziative foraggeranno certo il turismo, e saranno un ottimo investimento per futuri affari… credo. O forse, richiamerà solo scrocconi. Facile.
24.01.03
Oggi pomeriggio, ho avuto il primo approccio col bodhràn. Nome difficile per definire un odioso tamburo che, alla prima occasione, ho scaricato a Guerra, la mini-Elasil. L’unica musicante presente in Locanda, ovvio, era la mia Socia, anche se la piccoletta se l’è cavata meglio di me con le percussioni.
Abbiamo fatto assaggiare alla Regina e a Den il rhum di Palo. Ho promesso loro le prime bottiglie, una volta ripresa la produzione e iniziata la commercializzazione.
Per quanto riguarda il… resto, quello che lui mi ha detto, sta effettivamente succedendo, lentamente ma inesorabilmente. E’ quella continua sensazione di emozioni positive e negative, un contrasto, come lo sono in tutto io stessa, del resto.
24.01.04
Stasera, al Tempio, non mancava proprio nessuno. I nostri bastardelli, la piccola Guerra arrampicatrice di monoliti, quel Menestrello, e ovviamente la Tempesta.
Il tempo è passato velocemente, come sempre tra momenti seri e altri meno (e sono quelli che preferisco).
Spina, però, aveva qualcosa… e io sospetto di sapere di che si tratti. Noi, ci capiamo con uno sguardo. Lei, è l’unica che abbia la mia assoluta fiducia, e so che è lo stesso.
Domani, durante il viaggio, vedrò di capire se i miei sospetti siano fondati.
Io, dal canto mio, continuo a distrarmi con quel tarlo che mi sta perforando anima e mente. Cose nuove, tutte da scoprire.
24.01.05
Siamo partiti di buon’ora, direzione isola di Sole. Spina voleva raccogliere quadrifogli da regalare agli ospiti di Palo. L’amore, la sta rammollendo.
Prima di tornare sul Letamaio (e ci sono venuta solo perchè dobbiamo fare acquisti fattucchiosi e strigiosi) abbiamo fatto tappa a Cuivienen. Non ci ero mai stata. I conigli morbidosi saltellavano da ogni parte. Seguendone uno, siamo arrivate al Lago, e lì siamo rimaste. Quando siamo sole, i miei muri crollano. E, come sempre, arriva il momento confessioni, riflessioni, pipponi. Perchè alla fine, anche noi abbiamo un cuore. Lei, era strana dalla sera precedente, sospettavo il perchè, e me lo ha confermato.
Se qualcosa accadrà, affronteremo tutto insieme, come sempre.
Qualunque cosa ci accada, in qualunque posto finiremo, saremo insieme.
24.01.06
Serata in Spezieria, con le Streghe Herbane, Spina e l’Immondo. La mia Socia sembrava quasi una meticcia seria nello spiegare agli ospiti il suo lavoro con la spezia. Mi ha stupita, ma che sapesse vendersi bene, già lo sapevo.
I trucchetti delle Streghe hanno indubbiamente attirato la mia attenzione, come ogni cosa nuova che mi si para davanti, del resto.
Le rime, di quelle, beh, avrei fatto pure a meno, ma si sa che non sia proprio la persona più sensibile di questo mondo – vedasi la convinzione che ho circa l’uso del tamburo. –
A fine serata, altissimo rischio di fare danni in pubblico. E per questo, sto già caricando il pugno, e il tirapugni annesso. E sono tutti per lui.
24.01.12
Dopo diverse giornate passate in nave con il mio zelante insegnante di nodi e venti alla ricerca di oggetti improbabili, stanotte abbiamo fatto ritorno a Palo, che nel frattempo si è popolata di ospiti alquanto interessanti.
Ho finalmente conosciuto Carnil, Spina me ne aveva parlato ai tempi di Dorada, e reincontrato Brendon. Sapevo sarebbe dovuto venire sull’isola per affari, e spero di fargli apprezzare Palo, a modo mio.
Come sempre, quando si parla di affari io mi annoio, quindi non ho ben capito il succo del discorso, ma tanto io mi limito al rhum. Poche cose, fatte bene.
La serata, ometto sul come (anche se ho fatto le dovute rimostranze al risveglio) l’ho di nuovo passata in mezzo al mare. Non è andata malaccio, e penso di aver ben chiaro, ora, cosa provi una nave quando risente del rollio.
Io, come sempre, risento e mi compiaccio di ben altro, in un gioco che mi fa vivere di contrasti interni, ma che mi piace ogni volta di più. Ma che ci posso, fare, se mi (ci) diverto così?
E, a quanto pare, rischi e pericoli non ci interessano.
24.01.13
Sull’isola, siamo rimasti giusto io e Brendon, posto che Spina e Katos come al solito dovevano essersi infrattati da qualche parte a tubare.
La tempesta, e qualche sorso di rhum di troppo, mi hanno condotta non so nemmeno come nelle Stalle della Fattoria. Sono inciampata su qualcosa che, poi, si è rivelato essere qualcuno. Era Brendon, strafatto di qualunque sostanza e alcolica (e non solo) possibile. Stava parlando con una gallina che sembrava pure interessata alle sue parole. Fortuna che, a fine serata si è ripreso.
Come sempre, la lingua non l’ho tenuta a bada, infatti tra una visione mistica e l’altra mi ha detto che sono insopportabile. Poi, però, mi ha sopportata tutta la notte, e pure di buon grado.
Maschi. Anche se libertini, alla fine sono tutti uguali, e terribilmente prevedibili.
24.01.14
Letamaio.
Ma mi toccava, stavolta. Era ora di fare visita al Covo, e capire come se la passano la Mente e gli altri Bastardi. Con l’occasione, io e Spina abbiamo rivisto anche Elasil e la piccola Guerra, mentre in serata, alla Locanda Esmeralda, abbiamo bevuto gratis un intruglio stordente decisamente buono, l’hanno chiamato “Giglio Nero”. C’era il mondo, e io il mondo lo odio, ma casualità ha voluto che abbiamo incrociato Tarantola e, a fine serata, ci siamo pure intascate un rubino come omaggio per la partecipazione (?!).
Mi sa che ci tornerò, da quelle parti.
E poi, abbiamo una specie di incarico da svolgere… lo porteremo a termine. Questo è certo.
Anzi, a dire il vero, il Fato ha voluto che sia già cominciato…
24.01.18
E’ qualche giorno che non aggiorno il diario. Lo faccio da Loto, siamo sbarcati lì con la Bastarda, assieme a un sacco di navi con un carico di bella gente con la quale non vedo l’ora di divertirmi.
L’isola è come la ricordavo, c’ero stata con Spina durante uno dei viaggi di ritorno a Dorada.
Nel pomeriggio, abbiamo fatto due chiacchiere con la Mente e un altro Bastardo che sembrava ancora alticcio dalla sera prima, Heze. Beato lui. Io, forse sono sobria da troppo, o quantomeno sono troppo sobria per scacciare dalla mente quel solito pensiero che mi assilla da tempo. Solo per quello, non vedo l’ora di tornare. Devo capire.
Ma nel frattempo, pregusto la giornata di domani, che si prospetta alquanto… interessante. La Mente, mi ha promesso una cosa, e so che anche lui, come me, poi mantiene. Gli acquisti da Mastro Roe, sono proprio stati provvidenziali, sempre che i traditori abbiano il coraggio di mostrarsi ancora senza vergogna. Ma su questo, ho molti dubbi. Potrei quasi scommetterci le chiappe, che andrà a finire come dico io.
24.01.19
Certo che quando i Bastardi si incontrano, o finisce in rissa, o in bagordi.
Oggi, sul ponte della Bastarda, una gara di rutti che ha coinvolto me, Vex e Heze, si è ingiustamente conclusa con una parità perchè Spina è smidollata e non ha osato decretare un vincitore, e la Mente non si è intromessa, però ha detto che sono la sua preferita… chissà perchè… ah, mi sa che lo so, il perchè, a ben pensarci…
Quest’isola, a parte i momenti con i meticci, mi annoia terribilmente, come la maggior parte delle cose in effetti.
Stanotte si torna sul Letamaio, cosa poco confortante, se non fosse che saremo a poco più di un giro di clessidra da casa.
Ormai, la mia dimensione è lì, in quell’isola che apprezzano in molti, ma che in pochi credo riescano realmente a comprendere nella sua essenza più profonda. Per me, è casa. E non riesco a immaginarmi in nessun altro posto… per adesso.
24.01.22
Sono reduce da un viaggetto per mare in solitaria. In realtà, ho issato bandiera nera sulla Oblivion e sono partita per raggiungere isole disgraziate come Danarm. L’esperienza è stata sicuramente molto, molto… istruttiva.
L’Immondo aveva ragione: navigare in silenzio è tutta un’altra cosa, sebbene i suoi mezzi per ottenere un fine siano sempre molto originali ma al contempo creativi, e almeno questo è impossibile non riconoscerglielo.
Sono riuscita ad ascoltare me stessa, tra il rumore del vento e quello delle onde. Lo faccio troppo poco spesso, e a quanto pare ho molto da dire, e soprattutto da dirmi. Tutto questo, va oltre i fiumi di parole che sparo quasi sempre a caso, come sempre per proteggermi da tutti gli altri, a costo di sembrare superficiale e priva di contenuti.
Ho capito di essere refrattaria a scavare nel profondo di me stessa. Ma a volte bisogna farlo, e fa bene… affrontarsi.
E’ stato un viaggio profondamente intimo. Un po’, mi ha spaventata.
Una breve tappa a Palo per scaricare la Stiva, e sono ripartita per il Letamaio.
Alle Nuove Terre, la Regina e le sue Amazzoni hanno inaugurato un allevamento. Ovviamente, tornerò a Palo con quattro zampe in più, e semmai Thor dovesse fare macello organico e non in stiva lungo il viaggio, tanto la nave è di Spina.
Elasil ha scelto il più selvatico per me. Ha detto che non vuole che mi spacchi l’osso del collo su uno dei suoi cavalli, ma io non lo cavalcherò, finchè non si fiderà di me, e non lo utilizzerò nemmeno per tirare un carretto o trasportare le botti di rhum. Sarà sempre libero, senza sella o briglie, come me, ed è così che correremo insieme sulle colline dell’isola, quando lo vorrà. Però, anche lui avrà le treccine come il pony. Questo, non mi risulta sia un maltrattamento.
Rivedere quella Tribù è sempre piacevole, così come Den, anche se mi ha messa a servire boccali di Amarone, quando io volevo solo bere dalla botte.
Ho pure incontrato Roe, anche se si è presentato come Kris, e mi ha detto che non fosse lui quello con cui mi sono scambiata alcune pergamene per delle armi. Poi, Kresya mi ha detto la verità, e a quanto pare oltre che col metallo, quel fabbro è bravo pure a prendere in giro. Starò al gioco, appena lo rivedrò. E devo anche farlo ricredere sul fatto che non esistano donne che sappiano bere, o che si guadagnino da vivere facendolo.
Mentre mi allontanavo dal macello, ho incrociato la Mente. Ero distrutta dall’alcool, ma conto ci sarà presto modo di rivedere anche lui.
Il Letamaio, se si sa dove andare, sa essere un posto divertente. La differenza, come sempre, la fa la compagnia.
24.01.25
Giornatina piena, al Letamaio.
Ho raccattato Spina sull’isola, siamo tornate sulla terraferma e ovviamente ci siamo sbattute dentro al Covo.
Ci ha raggiunte Assenzio, un tipetto interessante in tenuta da guerra. Ma dico, si arriva così per comprare una botte di Amarone? Io e Spina, poi, siamo così indifese che tutto quel metallo mica era necessario!
Concluso l’incontro, mi sono spostata dal Viale Arte alla Piazza del Vecchio Borgo, che era tempestata di tende colorate. Da una di quelle, è sbucato Brendon. Una piacevole sorpresa, ovvio. Mi ha detto che domani partirà per un viaggio del quale non conosce ne la meta, ne la durata. E’ un nomade, segue la sua indole, e questo non può che fargli onore, posto che le mie idee sul vivere la vita come meglio si crede contemplino proprio il concetto di ascoltare sempre il proprio animo. Facendolo, penso si possa trovare la chiave della felicità, semmai esista, e non sia solo costituita da brevi momenti lungo il nostro cammino.
Sicuramente, lui alcuni momenti felici me li ha regalati, ed egoisticamente è principale motivo per il quale mi dispiaccia non vederlo per un po’, o forse per sempre, chissà. Nel caso, conserverò ottimi ricordi.
In serata, con la Mente, Assenzio (Occhioni Blu? Ci mancava lui a darmi soprannomi) e Nagel, siamo tornati da quelle parti. A loro non era chiaro cosa stesse succedendo in Piazza, io stavo soffocando per il numero esagerato di persone, Brendon mi ha dato da bere l’Arak e pare che anche la Mente abbia gradito quella liquirizia superalcolica. Io, la liquirizia, la adoro.
Dopo molto tempo, ho rivisto pure Barracuda, ma era intenta a sbattagliare come sempre, quindi dopo un po’ me ne sono andata via proprio con Brendon che si è offerto di accompagnarmi, perchè dovevo pur salutarlo… come si deve.
Di ieri notte, non mi resterà solo quel grazioso segnalibro, ma una promessa che gli ho quasi strappato dalle labbra, ma che conto verrà mantenuta, prima o poi, tra una pergamena e l’altra da… qualunque punto del mondo in cui si troverà.
24.01.26
Io e Spina siamo ancora sul Letamaio.
L’isola per quanto ne sappiamo è deserta, ed era molto che non facevamo macelli coi Bastardi.
Io, non resto mai troppo lontana dal mare, e giusto oggi, mentre disprezzavo la gente che si aggirava al Piazzale, ho fatto un incontro che si prevede interessante.
Un tizio, del quale ignoro pure il nome, ha provato a fregarmi la scarsella. Dato che io non rincorro mai nessuno, nemmeno per pestarlo, ho pensato di aprire, diciamo, la strada del dialogo. Morale: mi ha restituito la scarsella e gli ho offerto il suo contenuto. Ha apprezzato il rhum, non so se abbiano contribuito le minacce circa il gradimento del prodotto che distilliamo a Palo, ma tant’è.
Mi tiene testa, il ragazzo, dovrò approfondire.
24.01.27
Libertà e “prigionia” che continuano a rincorrersi nella mia testa.
Cambiare aria, mi aveva schiarito le idee… pensavo.
E invece, ritrovandomi… in quel modo, con lui, di nuovo, mi sento più confusa di prima.
Quella sorta di conflitto interno che percepisco da un po’, si è risvegliato, forse perchè non si era mai sopito, a questo punto.
Sto scappando, di nuovo? So solo che aveva ragione, riguardo a dove prende tutto questo.
Forse, è successo prima del tempo.
E non so se lo voglio, e di nuovo sento di non riuscire a farne a meno.
Dice che la mia libertà non sopirà “noi”, ne viceversa, e che devo capirlo. Io non so come far convivere le due cose dentro di me.
Ero decisa, ho detto quel che dovevo, e lui… mi ha stupita. Lo fa sempre.
Ed è cominciata un’altra sfida, non so nemmeno perchè l’abbia lanciata, adesso che mi trovo qui a scrivere.
Mi aveva quasi presa, gliel’ho dovuto confidare, non ho potuto farne a meno. Ho sentito fosse necessario abbassare del tutto le difese per la prima volta, e parlargli sinceramente. Mi ha rispettata. L’ho sentito come non mai.
Dai suoi occhi, dai suoi gesti e dalle sue parole, so che ha capito, poi… non ci ho capito più niente io.
24.01.28
Oggi pomeriggio io e Spina ne abbiamo combinata un’altra. Lei, sentiva il bisogno di un cambiamento, io non avevo niente da fare come quasi sempre, quindi le ho tinto i capelli di nero. Ometterò la ricetta segreta della tintura, un po’ perchè sono andata a caso e non me la ricordo, un po’ perchè potrebbe essere velenosa e non voglio nessuno sulla coscienza che non stabilisca io di avere.
Come sempre accade, prima o poi io e lei ci parliamo a cuore aperto… mi ha rivelato anche il motivo, di quel desiderio di cambiare colore dei capelli. Si è trattato di… ripulirsi, in un certo senso, da sensazioni negative.
Mi dispiace che si sia sentita così. Mi dispiace non esserci stata. Non avrei dovuto lasciarla sola.
Io, a differenza sua, me l’aspettavo, ma l’ho lasciata andare, perchè riservo la libertà che tanto difendo a tutti gli altri, sempre, e mai potrei interferire nelle decisioni di qualcuno.
Tra di noi, non ci sono mai stati segreti. Non capisco perchè io abbia scelto di tenermene uno. Non succederà più.
Voglio solo che lei stia bene, sempre e a qualunque costo. Anche a discapito del mio, di benessere.
Per lei, darei anche la vita.
Questo, ormai mi è chiaro.
24.01.29
Giornata memorabile.
Habemus ordinato ciondoli idrorepellenti. I miei sacri capelli non subiranno più le conseguenze del clima di Palo.
Finchè non ce l’avrò al collo, non mi sembrerà vero. L’occasione è stata buona per fare un paio di chiacchiere con qualche reduce, tra i quali Ultima e Beowulf, che ci faranno compagnia tra un paio di giorni in fiera.
Si preannuncia una serata interessante, senza ombra di dubbio.
Speriamo che non piova, però.
24.02.01
Quest’oggi, Elasil mi ha affidato Thor. E’ stata lei a scegliere il cavallo per me. Mi conosce, e a quanto ho potuto intuire dalla sua indole, ovviamente ci ha preso.
Quel Frisone mi rispecchia e, semmai riuscirò a cavalcarlo senza sella o briglie, sarà quando si fiderà di me.
Lo porterò su Palo, nei prossimi giorni torneremo per un incontro con le Herbane. Apprezzerà di sicuro l’isola, e la compagnia di quel coso chiatto che pare si chiami Dodo.
Poi, penso faremo ritorno al Letamaio.
Continuo a odiarlo, si intende, me ne sto principalmente in nave, o al Covo, salvo qualche… appuntamento improvvisato. Ma in questo periodo in cui sembra stia cercando di scappare da me stessa (e non solo) sento sia meglio perdermi nella confusione, forse per non ascoltare la mia, di voce, che però urla sempre più forte nella mia testa.
24.02.02
Per distrarmi, e passare qualche ora con i Bastardi stasera, al Ponticello, ho aiutato Termite con l’allestimento del tendone alla Fiera dell’Alba, o del Tramonto, o di qualcosa del genere, e a badare a Elen, la figlia della Mente.
Lei mi ha detto che con certi biscotti che mi procurerà, potrebbe farmi crescere i canini come i cadaveri ambulanti che rifuggono il sole. Dato che sempre più spesso mi ritrovo a minacciare la giugulare dello Jarl, potrebbero farmi comodo. La magia, che cosa meravigliosa!
Alla fiera c’erano i Reduci e le Amazzoni, ma non sono riuscita a salutare nessuno, erano tutti tappati nelle rispettive postazioni. Secondo me, c’erano più botteghe che clienti, infatti siamo finiti a bere Amarone. Sempre detto che fare soldi in maniera legale è un pacco.
Poi, sono arrivati la Mente e Dròmi. Come le ho detto, ci si incontra sempre troppo a Sud, o troppo a Est, ma dopotutto il posto in cui accade cambia poco, ha ragione. Sento sempre più che io e lei condividiamo più di quanto possiamo… immaginare, forse.
Intanto, procedono i preparativi per Druna. Domattina, la passerò a compilare scartoffie varie. Che gaudio.
Tra le varie scartoffie, sicuramente continuerà quello scambio con Malpelo. Mi intriga sempre di più, e ad ogni sua risposta non so se spaccargli la faccia, o… fargli tutt’altro.
24.02.05
Mai accettare caramelle dagli sconosciuti. Madre e padre me lo dicevano sempre.
Io, però, Baratro l’avevo conosciuto, quindi quella caramella rossa me la sono mangiata senza esitare, peccato fosse… stregata. Ha enfatizzato tutto quello che in me è già fin troppo vivo, ossia audacia, spontaneità, istinto e sfrontatezza nonchè, ultimo ma non meno importante, l’innata sensualità, modestia a parte.
Insomma, lui, Corallo, Tifone e Bufera sono tornati sull’isola per comunicarci i primi risultati degli studi fatti sulla spezia. Il lavoro andrà avanti, ma le cose si preannunciano interessanti. Chissà cosa combineranno col rhum.
La magia mi incuriosisce sempre di più, ad esempio sfido io a trovare una candela che mentre si consuma mi fa sentire i canti dei miei avi vichinghi.
Baratro mi ha garantito che per qualche ora, quando andrò a visitare la Serra, mi farà apprezzare il continente, e il fatto che debba indossare gli stivali. Confido molto nelle doti sue e di tutte le Herbane. Mi incuriosiscono sempre di più.
Domani, infatti, tornerò sul Letamaio per recarmi alla bottega delle Herbane, e penso verrò servita proprio da Tifone. Ho da fare un acquisto piccolo, apparentemente innocuo ma temporaneamente letale, e so già a chi destinarlo.
A questo proposito, la mia messaggera, in questa fitta conversazione con Malpelo, è tornata con Genga, quella cosa pelosa dalle orecchie che farebbero invidia a un elfo. Quel disgraziato me l’ha affidata. Io, gli ho lasciato solo la mia fiaschetta. Quasi mi sento in colpa… o forse no.
Durante la mia assenza, lei la lascerò in compagnia di Thor, Dodo, e di quel coso puzzolente che ci hanno regalato le Stirpi. Vediamo chi dei quattro ritroveremo, e come. Io, punto sul cammello.
24.02.06
Stasera, alla bottega delle Herbane, era pieno di bella gente: Corallo, Tifone, Assenzio, Ultima, e alla fine è sbucata pure Alheera. Come promesso, sono stata servita da Tifone e, grazie al consiglio suo e di Corallo, penso proprio di aver fatto l’acquisto giusto. Ci ho attaccato una scatola di dolcetti stregati. Nonostante l’esperienza della caramella, non ho resistito e ne ho assaggiato uno, ma stavolta mi è andata bene. Perseverare, è diabolico, modestamente.
Verranno tutti a Palo per Druna. Lo scrivo qui, non lo ammetterò mai perchè sia mai qualcuno possa pensare abbia un cuore, ma: mi fa piacere, molto, che chi ho… caro (?) in qualche modo ci omaggi con la sua presenza.
Tengo molto all’isola, è casa, e lì non mi manca niente (ma proprio niente…) e spero di continuare a fare la mia parte per farne conoscere l’anima a chiunque sia disposto a farlo.
Ho promesso i fantasmi a Tifone, e quelli avrà.
24.02.10
Affinità elettive, anime che si scelgono per giochi talmente intensi dei quali non si può fare a meno? Io, ho solo capito di avere paura di ascoltare proprio la mia mente, la mia anima, e il mio corpo.
Quando gli ho detto che volevo porre fine a questo “legame” e a quel “noi” di cui parla, perchè non voglio sentirmi di nessuno, mai, mi ha chiesto di dirgli cosa voglio, tutto quello che voglio. E mi ha spiazzata, perchè in realtà, da lui non ho mai voluto più di quanto mi abbia dato, ne gli chiederei mai niente. Vorrei solo non sentirmi più così, ma al contempo lo desidero. Forse, su questo non può aiutarmi.
Il vento non si cattura, ne si rinchiude, imprigiona o contiene e lui di me, questo lo sa. Ma sa anche che si può intrappolare la mente in un pensiero, questo è certo.
Di nuovo, ho abbassato ogni mia difesa, ho ribadito la guerra che la mia libertà sta combattendo dentro di me, eppure sento di non avere più via via di scampo, da lui, da quel nostro… gioco.
Mi ha ribadito che non smetterà mai, che non mi lascerà andare da nessuna parte, che devo capire di essere… sua.
Mi sento stupida solo a scriverle, queste cose. E’ che… non mi riconosco più.
La sua sola presenza mi fa provare sensazioni strane, e quando non siamo soli, e magari lui mi provoca con sguardi e parole, tutto si traduce in rabbia.
Quando sto con lui, succede sempre così. Più mi oppongo, più sembra volermi attrarre a se.
E lo fa, e ci riesce. E io, mi capisco sempre meno.
E’ qualcosa di inspiegabile, per me per prima. A lui, invece, sembra sia tutto molto chiaro.
Fatico anche a stargli vicino, e glielo dico in ogni modo. Ormai succede come all’inizio, durante il mio primo viaggio con lui.
Da quel momento in poi, di volta in volta, lentamente la mia tensione si è sciolta e mi sono lasciata andare, perchè lui è riuscito a far si che glielo concedessi.
Ancora oggi, dopo tempo, non capisco come abbia fatto.
E non so come farlo smettere.
24.02.13
Giornata strana e memorabile, per diversi motivi.
Non era necessario, ma ho avuto conferma di quanto io e Spina ci compensiamo.
Non avevo mai parlato a qualcuno così, a cuore aperto. Non dopo aver costruito alte e robuste difese attorno alla mia anima. Non mi ero mai confidata così intimamente, nemmeno con lei. E ogni singola parola uscita dalle sue labbra, mi ha colpito laddove doveva farlo. Quello che più mi ha fatto pensare, è che ognuna di quelle parole, già me l’ero detta da sola.
Ma avevo bisogno di sentirmelo dire, forse, e dalla persona giusta, soprattutto.
Siamo come la luna, io e lei: una parte di noi resta sempre nascosta. A volte sono in ombra io, altre lei, ma riusciamo sempre a portare alla luce proprio quell’altra parte, tra di noi.
Avevo bisogno di una serata come quella passata dall’Orda, per la Gara del Varfest, e non solo perchè sapevo avremmo mangiato e bevuto a scrocco, sia chiaro.
Ovviamente non siamo rimasti spettatori, col risultato che Spina al primo giro ha vomitato sugli stivali della Mente, lui ha ceduto al giro successivo perchè era già ubriaco prima di cominciare, e io mi sono classificata seconda, perchè i mannari per certe cose sono imbattibili, e pure perchè mi sono distratta per colpa di Dròmi.
Da quel poco che ricordo, ci dovremmo sposare, o l’abbiamo già fatto?
A fine gara ero talmente marcia che mi ha portata in braccio alla sua tenda. Forse, stiamo correndo troppo?
Al di la di queste nozze nordiche improvvisate, che vanno ancora spiegate bene ad Adraste, non posso che confermare quanto qualcosa mi leghi a lei… lo sento, dal nostro primo incontro a Palo. E’ una sensazione inspiegabile, ma esiste.
Tornerò a trovarla, non solo per raccontarle la mia storia come mi chiese, ma anche per conoscere la sua.
24.02.15
Non so come, siamo scesi fino alle Nuove Terre.
Con la Mente e Nagel, ci è parso opportuno fare una colazione non alcolica in Locanda, e sono onestamente stupita dal fatto che abbiamo tutti iniziato a bere solo dopo pranzo.
Lo stupore è aumentato quando siamo riusciti a parlare di cose serie, anche se per certi versi distanti da me (marmocchi soprattutto) e di equilibrio. E’ quello che a me manca ma che Nagel, che mi ha adottata come sorella non pelosa, conta di aiutarmi a trovare.
Ci spero molto, specie in questo momento della mia vita, in realtà.
Manca poco a Druna, e quindi alla partenza per Palo.
Non so che ne sarà di me dopo i giorni di festa.
Magari, mi dice bene e schiatto prima finendo in mare ubriaca marcia, così non dovrò preoccuparmene.
24.02.17
La prima edizione di Druna è iniziata.
Stamane, sono tornata dopo tempo sull’isola assieme a Spina e Malpelo.
Le navi alla Baia erano già molte, e la maggior parte mi era familiare. Mi hanno stupita ancora di più tutte le altre navi, evidentemente la voce l’abbiamo sparsa bene, e in molti sono curiosi di conoscere l’ospitalità dell’isola, e soprattutto il nostro rhum.
Nel pomeriggio, sulla Banchina ho avuto modo di sfoggiare per la prima volta il ciondolo idrorepellente dato che, il clima, da queste parti si fa sempre notare, cosa che hanno apprezzato molto anche la Mente, Roe (smascherato e abbondantemente sfidato a bere con me senza camminare a carponi), ed Elasil.
Io non lo so mica, come sono sopravvissuta alla gara di bevute, eh.
C’era mezzo Letamaio, tutti agguerriti, hanno fatto un macello assurdo, mia moglia ha confuso le cucine per le latrine e ha vomitato sulla colazione di domani, ma comunque e proprio per questo, ammetto di essermi divertita.
Ho anche ricevuto richiesta da Topo per fare un giretto tra Campi da Zucchero e Distilleria, vuole conoscere meglio come si fa il rhum. Ogni tanto, qualcuno mi prende sul serio. Che faccia bene o male, è tutto da vedere, però.
24.02.18
Primo giorno da Commessa, già frustrata.
Alla Via del Commercio c’erano troppe tentazioni perchè potessi restare per troppo a distribuire i cataloghi di Celtika.
Infatti, finalmente le Streghe e in particolare Noah, risolveranno con la “fattucchierìa” i miei problemi di orientamento con un “semplice paio di orecchini”. E ho preso un diario nuovo, che questo sta finendo.
Elasil, per fare pubblicità al suo allevamento, ha portato il mio Thor alla Fiera, ma col suo caratterino ha fatto capire che non ne fosse particolarmente entusiasta.
Spina mi ha mollata lì con la bottega aperta, infatti io l’ho chiusa e per ventimila monete, mi sono slinguazzata Elasil senza remora alcuna. Adesso, aspetto il versamento.
In serata, al Tempio, un nano evanescente ubriaco e senza denti ha condotto i più coraggiosi in una caccia al tesoro.
E quale tesoro migliore di una riserva di rhum pregiatissima? Era lì, nella Cripta, dove non mi sono mai addentrata per paura dei ragni. Mi sta bene, perchè ho dovuto condividerla. E me ne pentirò per tutta la vita. Altro che “Rondinella di mare”.
24.02.19
Io, dopo meno di due giorni, sono già stufa di sgobbare per riempire le tasche a Spina, sia chiaro.
E in Fiera, preferisco spendere monete piuttosto che distribuire cataloghi.
Fortuna che colleghi come le Herbane, Elasil e Den, e clienti come le Amazzoni e Falsacorda, fanno scendere più rapidamente i granelli nella clessidra.
24.03.04
Con un piccolo, insospettabile aiuto che è passato fortunatamente inosservato, e che mai gli rivelerò (perchè le regole del gioco mi vedono spesso in svantaggio…) sono riuscita, quasi, almeno per un po’ (sempre detto che è un pessimo insegnante), a voltare quella medaglia.
La corda, ma solo a parole, l’ho tirata volutamente, perchè si sa che amo raccogliere le conseguenze delle mie incaute azioni, e… peggio sono, meglio è.
Però, se ho ben capito ho vinto una crociera in posti freschi, e pure qualche bel… vestitino. Mica male, dopotutto.
24.03.10
Il viaggio in direzione Specchi procede a… gonfie vele, direi.
Non affiderò molto altro a queste pagine, solo che la compagnia è più che mai piacevole, non posso negarlo, purtroppo. E, nonostante le mie omissioni, se n’è accorto pure lui. Chissà che non riesca a imparare qualcosa sulle stelle, come promesso. Lui, le promesse, ormai so che le mantiene… sempre. Lo ha fatto anche stavolta.
Non so quando faremo ritorno, ma non ho alcuna fretta, a dire il vero.
La Stiva è piena, e sicuro in nave le giornate sono sempre molto… intense. Da fare, non manca di certo, ma mi viene concesso anche del tempo per rimanere… da sola… a pensare.
E quando sono “costretta” a profonde riflessioni in solitaria, principalmente elaboro strategie di vendetta.
24.03.19
Certezze costruite su pilastri di sabbia in riva al mare, che in qualunque momento potrebbero essere inghiottiti dal capriccio di un’onda.
Ascolto le grida dei miei stessi silenzi, in attesa di annegare nel mio abisso.
Mi domando solo fino a dove si arriverà, ma credo che la risposta la avrò solo continuando a vivere ogni istante con totale intensità.
Tu, trascendi ogni mio controllo, e già ne ho poco, in genere.
24.03.29
Il mare, o lo si vive intensamente, profondamente e senza limiti, donandosi ed affidandosi completamente ad esso, o si fa prima a non viverlo affatto.
Sto capendo, sempre di più, il perchè di tutto questo; le mie remore scompaiono davanti a quelle risposte che non avrei mai voluto darmi, svaniscono lentamente, mentre accolgo sempre di più le mie scelte, comprendendo il perchè le abbia fatte. E so, che in altre circostanze difficilmente sarei giunta a queste stesse conclusioni. So, qual’è la variabile, ora. Se tu.
Ma continuerò a fare in modo che non si dia mai niente per… scontato. O finirebbe il divertimento.
24.04.30
Una pausa dal viaggio più lungo della mia intera esistenza, ci ha portati a Palo per fare rifornimenti, così almeno mi sono… sgranchita un po’.
In Locanda, è sbucato Vegvi. Mi ha incuriosita subito, e la cosa è estremamente rara.
Ha idee interessanti, e pare condivida con me la passione per il rischio, le scommesse e le sfide, tanto che ne abbiamo già una in sospeso. Ah, è anche un ottimo scrittore, penso diventerò la protagonista del suo primissimo libro, “La Vedova di Palo”.
In attesa di reincontrarlo per affari, spero il mio rhum gli abbia lasciato un… bel ricordo.
24.05.03
Dopo l’incontro con Vegvi, ho messo in atto una delle mie fughe, quelle che piacciono tanto a “lui”, che pare si diverta a… rincorrermi e catturarmi.
Gli ho pure fregato una nave, e sono finita sul Letamaio. Poi, fu rhum.
Mi sono risvegliata – non so come – sul ponte della Oblivion, con Spina che sembrava tornata dagli inferi, e un Clandestino, tale Orvoloson, sbucato da una scialuppa.
Come ci sia finito, e quanto alcol abbia ingurgitato, rimarrà un mistero.
Però, ci ha sfidate a un gioco… interessante. Strip-dadi, lo ha chiamato. I dadi mi piacciono, ma questo gioco è decisamente più… stimolante.
Ovviamente, ho perso tutto, pure le mutande, ma si sa che rimanere nuda è una cosa normale, per la sottoscritta.
La mia Socia, ha finalmente dimostrato di avere le chiappe più grandi delle mie, cosa che le ricordo continuamente. Infatti, non si è slacciata manco uno stivale, ma penso non ne sarebbe stata in grado, era fattissima di qualcosa che voglio assolutamente provare!
Una sfida dentro a una sfida, e a lui è andata peggio: metterci alla prova su… certe cose, è stato alquanto incauto.
Penso che domani lo libereremo, dopotutto è uno sconosciuto sul legno di Spina, anche se le circostanze hanno imposto un acceleramento della nostra… confidenza.
24.05.05
A quel Clandestino, gliel’abbiamo fatta credere di brutto. Tutti uguali e prevedibili, i maschi.
Il mio rossetto ha funzionato di nuovo, e in un attimo, e dopo più di qualche giro di canapa attorno a quei muscoli, la Oblivion ha potuto sfoggiare una polena parlante di tutto rispetto, mentre rientravamo al Porto del Sole.
Chissà se avrà imparato la lezione. In caso contrario, con la pazienza che solo una vita longeva sa regalare, faremo in modo che assimili meglio il concetto.
24.05.06
L’isola già mi manca. Oltre a rumori, troppa gente, e tanfi vari, sul Letamaio si muore pure di caldo.
Sono tornata al Piazzale a Nord del Porto, è l’unica strada che mi ricordo, solo perchè è sempre dritta.
E’ comparso Vegvi, mi ha scambiata per una mendicante nel giorno in cui sfoggiavo il mio bel vestitino nuovo di pacca, (che mi sono autoregalata senza lasciare a Spina nemmeno mezza moneta sul bancone, dato che non mi paga); beh, per sua fortuna ho lasciato la giarrettiera coi pugnali da lancio sulla nave. Cafone.
Pare non apprezzi le mie storielle, dice che mi mancano pause, piglio, teatralità e bla bla bla. Allora, mi limiterò ad ascoltare le sue, dato che è così bravo a raccontarle.
Quell’affare di cui mi ha parlato, ronza in testa anche a me, e la sua compagnia non è per niente male, quantomeno mi tiene testa nel punzecchiamento dialettico, ed è già molto, perchè mi ci diverto.
Poco dopo, una scia alcolica ha anticipato l’arrivo del Capitano Carnil, e di Rain, Portatore di Pioggia. Il rhum, l’ho scroccato a lui, io mi sottovaluto sempre quando carico le mie scorte private per un viaggio.
Ho una sfida da mettere sul piatto, e ho accettato quell’offerta di Vegvi di accompagnarmi avanti e indietro da e per Palo, quando ne avrò bisogno. Potrebbero essere anche quelli viaggi… interessanti.
Ma, anche se gli ho detto di sì, se lo scorda che gli faccio lo sconto sul rhum.
24.05.09
Forse, è stato il destino a legarci… oppure, la libertà che tanto reclamiamo.
Siamo identici, io e te, a parte per il tuo caratteraccio ingestibile… ah no, quella sono io.
Tra queste pagine così intime, mi tocca ammettere pure questo.
Non so niente, ci capisco sempre meno. Mi è solo chiaro che ogni volta, anche io come te vorrei non finissero mai quei momenti solo nostri. Con te, tutto è diverso, ma questo non te lo dirò mai, insieme a molte altre cose. Confido che prima o poi, ti stancherai di chiedere, perchè da me non avrai mai certezza di nulla, che ci devo fare se mi diverto così?
24.05.23
Bazzicavo come al solito al Porto; specie quando sono sul Letamaio, non rimango mai troppo lontana dal mare.
Ho incrociato Vegvi, un volto conosciuto in mezzo a tutta la feccia dalla quale mi tengo volentieri lontana, è stato come l’acqua nel deserto.
Ha una nave di tutto rispetto, e il suo equipaggio non è da meno. Anche se non avevo mai visto un Capitano che pagasse un ragazzino per farsi rincorrere dai cani. Avrò capito bene?
Dato che la Cambusiera l’ha trovata, e io corro veloce perchè visto il mio passatempo (che ci posso fare, se spesso mi piacciono le cose degli altri e non oso chiedere di regalarmele?) mi tengo in allenamento, potrei far sparire il ragazzino, e propormi per quel posto di lavoro. I cani, poi, li adoro…
Conto che presto riesca a tornare a Palo, per proporre a tutti quell’affare di cui mi ha accennato. Dato che me ne occuperei personalmente, penso potrebbe essere alquanto stimolante, quasi come le nostre sfide e giochi dialettici.
Per il resto, temo che dovrò continuare a sgobbare in bottega, prima di… ripartire, per il viaggio più lungo che abbia mai fatto in vita mia.
24.05.28
Vagavo leggermente (‘?) ubriaca al Porto, e il vento alcolico, nonchè quello di Levante, hanno fatto cadere sui miei piedini scalzi una pergamena di quelle che si usano per richiedere l’apertura di un cantiere navale.
Mi sono seduta sulla banchina, gambe a penzoloni, a finirmi la boccia.
Le idee migliori, mi vengono da ubriaca, quindi ho ben pensato di raccattare una piuma, e affidare a un ragazzetto quello scritto. Le monete non sono andate perdute, porca Themis ha davvero consegnato la pergamena al Rettore.
Il cantiere è aperto, la mia nave-bettola alcolica galleggiante si chiamerà Skal, in onore dei brindisi che tanto amo fare, e del Nord che è nonostante tutto parte di me.
Pare che i Bastardi ogni tanto andranno a frustare i miei operai che certamente rincorreranno le gonne delle signorine di Annuccia (sempre che le indossino, mh).
Ho dato in giro qualche sacchetto di monete, e i materiali sono stati consegnati alla manovalanza.
Manca il cotone, e mi pare la giusta occasione per fare un salto sull’isola dorata.
Ho aspettato parecchio, dovevo farcela da sola, come sempre. E’ finito il tempo dei passaggi, e delle navi in prestito… spero.
24.05.29
Oggi, riunione di Bastardi sulla… Bastarda.
Pare che a Carpùk ci sia un incontro al quale le genti di mare non possono mancare.
Io, ci vado per vedere la famosissima isola galleggiante, e ovviamente per bere a scrocco.
Il macello, quando Den, la Mente (o Cuoricino, dato che è sempre taaanto generoso e mi ha regalato le manette), Barracuda e Spina siamo insieme, è assicurato. Ho pure conosciuto Edelweiss, nuovo acquisto della famiglia.
In serata, noi donne (Spina o russava sulla Bastarda, o si stava intrattenendo col Maestro d’Ascia di Alheera che pareva preoccupata della cosa), abbiamo raggiunto la stiva della Foschia, e la serata l’abbiamo passata alla Balena Ubriaca.
C’era il mondo, e in questo mondo ho rivisto pure Syili, Carnil che ci ha omaggiati con l’erba pipa quindi la amo, e conosciuto qualche faccia interessante.
Sono pure riuscita a farmi offrire l’idromele da un vichingo, e sono andata a dormire sulla nave giusta, nonostante ce ne fossero un macello di ponti tra i quali scegliere… quindi, evidentemente, non mi sono divertita abbastanza.
Domani è previsto il rientro sul letamaio, ho una “statua” in malachite da consegnare quanto prima, ma ci tornerò, da quelle parti.
24.05.30
Mi hai chiesto dove andremo a finire se continuiamo così.
Tu, sicuramente al lazzaretto, se non la smetti di farmele girare. E con tutte quelle richieste, e quelle parole che vorresti uscissero anche dalle mie labbra, dalle quali è difficile strappare promesse che già so di non poter mantenere, non fai altro che allontanarmi.
Forse un giorno lo capirai (o, piuttosto, te lo farò capire)… definitivamente.
Anche se pensi non sia così, ti sto concedendo tutta la mia onestà. In questo sì, sei la mia eccezione.
24.06.01
Da quando ho aperto il cantiere, sto ancora meno lontana dal Porto. Temo che gli operai si distraggano troppo facilmente. Mi servirebbe una maledetta frusta.
Nonostante non abbia diffuso la notizia, mi sono accorta di qualche… donazione anonima al mio progetto.
Avevo intenzione di incidere sul legno le iniziali di chi ha contribuito, ma così come faccio?
L’altro giorno, Kris mi ha chiesto come stavo messa a cotone, domanda strana, ma forse si ricorda che ho vissuto a Dorada? Gliel’ho detto? Ma chi si ricorda, mannaggia a me che sto sempre ubriaca marcia… sospetto possa c’entrare ma… nel caso dovrò estorcergli l’informazione dopo averlo fatto ubriacare, appunto.
Questa generosità mi ha stupita, lo dico qui e qui lo nego. Si sa, non sono capace a rendermi proprio… simpatica, eppure…
Da quelle parti ho di nuovo incrociato Vegvi, gli ho spiegato come è nata l’idea alcolica della nave e, dato che a breve salperemo per Dorada, ho ben pensato di invitarlo anche se il legno è di Spina. Poi, però, l’ho informata.
Siamo saliti a bordo, e l’abbiamo incontrata, sempre un po’ stordita come è ultimamente. Pare che anche lei abbia avuto l’idea di invitare un… ospite. Sento che sarà un viaggio… ricco di sorprese. Intanto, lei mi ha anticipato un regalo strano, una foglia del diavolo o chessò io. Due dosi, si è premurata di dirmi… io mi sa che le farò fuori in una volta sola, perchè amo il rischio e forse un giretto in Ade mi incuriosisce, dopotutto. Quando ho chiesto, ha detto che sarebbe stato meglio non finissero nelle pentole, e allora… mi sacrificherò.
Quanto allo “Scrittore”… oggi, mi ha raccontato un’altra bella… storia.
[Nota personale: da oggi ho un mazzo di Aconiti Napelli, e non ho paura di usarlo. Mi sono dimenticata di ringraziare la socia per il presente. Amo quei fiori. Meglio non apprezzarne troppo il profumo, però.
Li userò per schiaffeggiare la gente, sperando che si sprigionino abbastanza spore da lasciarli secchi. Un lavoro pulito, senza neppure sporcarsi le mani].
24.06.07
Il mio porto sicuro, nel bel mezzo delle tempeste della mia anima. Il più strano che potessi pensare di incontrare, in questo naufragio che dura da mesi e dal quale non oso nemmeno immaginare il salvataggio. Non è descrivibile, quello che mi lega a te. Non è nulla di romantico, mi conosci e ti conosco, ma è forse qualcosa che va ben oltre, nelle sensazioni intense che mi regala. Probabilmente, non si può spiegare, ma solo viverlo, per capirlo veramente.
Se niente e nessuno mi porteranno via da te come dici, vorrà dire che sul nostro destino avrai avuto ragione tu. Ma continuerò a ribellarmi, a sfuggirti e a farmi prendere in una caccia in cui non è chiaro chi sia preda, e chi predatore.
Dopo molto tempo torniamo a casa, ma è già il momento per me di riprendere il mare, stranamente senza di te, ed è una delle poche volte in cui accade. Dorada, e un’allegra combriccola di scoppiati mi attendono a bordo della Oblivion.
23.06.10
Il viaggio a Dorada ha avuto quasi la durata… di un sogno.
A momenti non abbiamo fatto in tempo ad approdare, che subito siamo dovuti ripartire, ma con la stiva piena di soffice cotone per la Skal, e per Celtika.
Rian è sempre lei, accogliente, così come lo è la sua isola, e riaffondare i piedi in quelle sabbie fa sempre un certo effetto.
Lì ho ritrovato la mia libertà, lì, ho conosciuto Spina. Anche lei, era… stranita.
Sul viaggio avrei troppe cose da dire, ma le riassumerò con pochissime parole: un paio di mezzepuntute nuove per Vegvi, colla di cocco per me, Spina e Ulvài e… disappunto, solo mio.
I lavori al cantiere procedono, ho fatto scaricare la mia parte di cotone, e adesso non resta che sedermi su di una cassa con una boccia di rhum, e minacciare gli operai come solo io so fare.
Ho da finire un discorso con quella meticcia, e ho quasi paura di andare a fondo alla questione. Ma devo farlo, lei è l’unica per la quale darei anche la vita, e forse durante il viaggio ci sono arrivata molto vicino… ma mai quanto lei.
23.06.11
A mio rischio e pericolo, ho dato appuntamento a Ulvài in bottega. Un po’, perchè con bestioni così, è meglio non essere in debito, un po’ perchè avevo bisogno di… chiarire due cose. Diciamo che non ce l’ho proprio fatta, quell’uomo mi trasmette qualcosa di inquietante, oscuro, e al contempo attraente. Forse, perchè è qualcosa che non capisco, che non conosco. Non so se temerlo, o meno. Non so se sia meglio stargli lontana, o tutto il contrario.
Tutto il discorso che mi ero preparata si è ridotto a poche parole, ma sfido io, a stare chiusa in un posto da sola con lui, che se volesse potrebbe farmi del male senza troppo sforzo.
Ho una consegna da fargli, la farò personalmente. Vediamo se mi andrà ancora bene, come lui dice mi sia andata fino ad ora, pur avendo fatto la furba.
Che ho che non va? Perchè devo sempre spingermi… oltre?
Non potevo essere una di quelle che sogna l’amore, la monogamia, marmocchi e tutte queste amenità?
Forse, però, non mi sarei divertita così tanto. Magari sarei morta molto tempo dopo quello che questa vita mi consentirà di vivere. Forse, sarei morta dentro, prima di spegnermi nel corpo. Per questo, preferisco la vita che ho scelto.
23.06.15
Mi stavo ancora ripigliando dalla sbronza dell’altro ieri, o di ieri, che mi salta addosso un ragazzetto lercio con una pergamena da Spina. Come faccio sempre, sono corsa da lei, preoccupata di trovarla in chissà quali condizioni, viste le sue recenti frequentazioni, e invece… ha fatto una scelta.
E’ tempo di cambiamenti, per lei, e io sono anche riuscita ad identificarne la causa, e i tempi, sebbene lascerò sia lei, a rendersene conto.
Come le ho detto, a volte bisogna perdersi, per ritrovarsi. E io, la affiancherò in ogni suo passo, principalmente perchè non si perda troppo, ecco.
E poi ha pure il coraggio di offendersi, quando le dico di essere la sua badante.
24.06.18
Sono giorni di intenso lavoro a Celtika. Non faccio altro che testare il mio autocontrollo coi clienti (anche se non sono tutti… uguali, Roe è uno di quelli che ho rivisto con piacere, nonostante le provocazioni sul bere, che mi pagherà!), e di minuziosa supervisione del cantiere. Un paio di giorni fa, gli operai hanno concluso con ammirevole anticipo la manodopera. Nel frattempo, ho dipinto le mie vele, ben diverse dal progetto iniziale; ho poi ordinato che sul legno venissero incise alcune rune. Le ho volute così, grezze, senza targhe o insegne. Sul legno vivo. E quelle rune, il cui significato appartiene solo a me, mi accompagneranno in ogni traversata. Le ho incise anche nel cuore, dopotutto.
A quanto pare, anche sull’isola c’è da rimboccarsi le maniche e, data la quantità rilevante di malachite che abbiamo, sarà meglio partire con uno scongiuro… o benedizione del Tempio, che dir si voglia.
24.06.20
Stamattina, in preparazione terapeutica al pomeriggio che mi avrebbe attesa in bottega, al solito sono andata a insultare gli operai al cantiere. In un paio di giorni, dovrebbero finire i lavori, e poi non resterà che montare le vele.
Di colpo, mi ha raggiunta una splendida cavalla, assieme a un sacchettino e una pergamena.
Roe.
Questa, è diventata una guerra per quel che mi riguarda, e ovviamente la mia ostinazione non la immagina nemmeno lontanamente, quel vichingo.
Mi ha pure regalato un anello, apparentemente innocente, ma che riserva sorprese… proprio come me.
Prima o poi, riuscirò a rapirlo, imprigionarlo, e farci due chiacchiere come si deve.
24.06.23
Ho passato un paio di giorni a Palo, con Malefica e Vegvi. E’ stata un’occasione anche per rivedere la coppia di mannari che adesso abita l’isola, mentre ancora mi manca la conoscenza della loro numerosa prole, che mi sono premurata si sistemi nella stanza in cima alla torre, quella di Hemond. Sono adorabile e premurosa, mi pareva il minimo mettere a disposizione della cucciolata il posto più comodo, accogliente, e pieno di cosine pregiate da spaccare e con le quali farsi i dentini. Hanno parlato con i Druidi, che verranno a farci visita per percepire le… “energie” (?) del Tempio, e studiare un rituale che possa benedirci tutti. Io, sono già rassegnata al fatto che benedire me, in particolare, sarà praticamente impossibile.
Il rientro sul Letamaio è stato sempre troppo veloce, e il pomeriggio a Celtika impegnativo. Stavo per prendere a testate un elfo, fortuna che un meticcio e un pirata, Elodin e Landry, abbiano equilibrato le forze cosmiche che volteggiano sopra la mia capoccia, e la mia rara diplomazia ha avuto la meglio.
La burocrazia circa la consegna della nave, è lenta e frustrante, così come l’attesa di… rivederlo. Ma devo impegnarmi affinchè, quando avverrà, non se ne accorga, sebbene le mie rimostranze gliele abbia fatte capire più di una volta, e in molti… modi, compreso il suo… preferito. Forse, ho sbagliato, perchè adesso lui si diverte così, a farmi aspettare, in un gioco insano del quale non riesco a vedere la fine, forse perchè non voglio farlo.
Ah! In cabina mi sono trovata un regalo dello Scrittore… un tamburo celtico nuovo, e farò in modo che anche questo non diventi il collare di qualcuno.
24.06.24
La nave è pronta. Una missiva di Simmia mi ha dato la notizia.
La mia bettola galleggiante è sicuramente impaziente di ospitare bagordi, e di essere… varata, diciamo, come solo noi sappiamo fare.
In serata sono salita a bordo, e ho affisso una copia della prima pagina del diario fuori dalla mia cabina. D’istinto, scendo ancora in cambusa, il posto che più amo, il cuore di ogni nave, per me.
Mi ci abituerò mai?
Adesso, è tempo di convocare la ciurma di gnocche rigorosamente selezionate per chiappe e bocce. Secondo i miei criteri, insomma.
24.06.25
Per un attimo, ti ho fregato. E me ne vanterò a vita.
Era giusto salissi sulla mia nave con te, per la prima volta. E così è stato.
Sicuramente, ti farò ottima pubblicità, semmai qualcuno necessitasse di un varo, perchè non avrei mai pensato potesse essere una cerimonia così… coinvolgente.
Continuare a combattere contro quello che ci lega, e ci chiama, sarebbe come chiedere al sole di non sorgere. Mi è chiaro, ormai.
Non riesco a contrastarlo, o a contrastarti. Basta averti affianco, a fare due passi al Porto, e guarda come va sempre a finire. E’ una stilla che nasce dai nostri corpi, dalle nostre menti, e dalle nostre anime, e diventa un mare in tempesta in cui, adesso lo so, adoro naufragare. E sentirmi al sicuro.
Lì, in quei momenti, ci siamo solo noi, a capire cosa ci succede ogni volta.
Però, non hai vinto tu, ti ho fatto vincere io, ed è ben diverso. Che ti sia chiaro.
Prendi nota, tieni il conto, e passiamo alla prossima mano della partita.
24.06.28
Stamattina, primo viaggio per la bettola galleggiante, direzione Palo. La mia ciurma di gnocche idiote se l’è cavata bene, quantomeno siamo arrivate tutte sane e salve, e senza una riga sullo scafo. Sul nostro, scafo. Ma se Hemond parcheggia male la barche, mica è colpa nostra, no?
L’isola è piena di gente, e l’adorabile tempaccio che la caratterizza, e che adoro, mi ha dato il benvenuto.
Ho passato il pomeriggio alla Fattoria, finalmente ho conosciuto Nabyla e pure due umani, Crisanto che la aiuta nei campi, e Morganna, un pozzo di storielle mica male dalle dubbie morali (quindi, le adoro) da ascoltare sorseggiando del vino caldo speziato.
In serata, spadellavo in Locanda e… d’un tratto mi sono trovata davanti Barracuda e il suo compagno, Narcisse.
Mi aveva detto sarebbe venuta a trovarmi, ma non speravo così presto.
Lei è casa, per me, una delle primissime Bastarde che ho conosciuto, e che mi ha accolta in quella pseudofamiglia di scoppiati. Adesso, che ha preso altre strade, nulla è comunque cambiato, e la dimostrazione l’abbiamo avuta proprio stanotte. Il mio rhum ha fatto il solito effetto, ci siamo ritrovati al Tempio a vedere se ci fosse qualche coppietta in camporella tra i cespugli a tubare. Poi ricordo una scommessa (tanto per cambiare) un bastone molesto che ha pungolato quello che si muoveva tra le foglie, un paio di chiappe giganti e pelose, un ruggito e… noi che scappiamo senza meta sotto la pioggia.
La domanda è: l’orso, con chi se la stava spassando?
24.06.29
Io, Barracuda e Narcisse, abbiamo fatto una ventiquattrogiridiclessidra alcolicissima. Cercavamo il Porto, e io, col mio infallibile senso dell’orientamento, li ho condotti… alle Torri! Archie e Aihny avevano allestito un bivacco, ora onestamente non ricordo molto, se non che noi tre ubriaconi volevamo tornare a cercare l’orso, perchè la sera prima non siamo riusciti a individuarne il sesso, e una scommessa è una scommessa.
Indossavo l’abito sbagliato, la gonna si era impregnata di acqua e fango, tanto che il peso, e il mio inciampare nella stoffa, quasi ha messo in mostra le bocce davanti a tutti. Barracuda, con le sue famose lame, è stata provvidenziale, infatti adesso l’abito è corto (secondo me, poteva accorciare un po’ di più) e ottimo per le fughe da animali selvatici vari ed eventuali. Con la stoffa in avanzo, faremo una gonna all’orso, prossimamente.
Io, dopo un pesante abbiocco su quelle pellicce vicino al fuoco, mi sono quasi ripigliata; poi, mi hanno raccattata, e la ciurma di gnocche idiote mi sta già riportando sul Letamaio.
Ho una certaqualvogliadì… vediamo se riesco a… soddisfarla.
24.07.01
Incubus. I vostri silenzi, sono pieni di parole. I Nobili Signori, un invito alla Spiaggia Oscura.
Sarò degna? Non lo so, ma non mi tiro certo indietro, a costo di rischiare le chiappe.
Sarebbe meraviglioso, schiattare bruciata o divorata da un drago.
Dopotutto, ho sempre pensato, che la mia fine sarebbe stata… memorabile.
24.07.03
Dato che adesso ho una nave, e ho paura di usarla perchè mi scoccerebbe perdermi, ho pensato l’ultima spiaggia per me fosse la magia. Sono andata alla Bottega delle Streghe con Spina, e attendo con ansia il mio Ciondolo delle Quattro Rotte, che sicuramente non saprò usare, e mi perderò lo stesso.
E’ stata un’occasione per rivedere l’Egida del Nord, e conoscere Alba. Sono tutte così graziose, queste streghette, e quei trucchetti che fanno, mi ammaliano ogni volta.
A proposito di quella meticcia infame, è diventata una burocrate del cacchio, è una Praticante del Paratico, che sembra un maledetto scioglilingua.
La perculerò a vita, ancora più del solito, finchè non la porterò a licenziarsi, ma solo dopo che mi farà passare al vaglio un elenco infinito di bozzetti per i miei abiti succinti, s’intende.
24.07.04
Le soddisfazioni, quelle belle.
Mai voltare le spalle a una meticcia come me, nemmeno per il tempo in cui ti versa da bere; peggio ancora, permetterle di gironzolare libera per la tua nave alla ricerca di nascondigli segreti (che poi sono sempre i soliti, dovresti cambiarli, ogni tanto, e forse da domani lo farai).
Pensavo avessi chiare entrambe le cose dopo tutto questo tempo, ma evidentemente è vero che nella vita non si smette mai di imparare.
Adorabili fiocchetti rosa, un viaggio a Sud che conto di tornare presto a perlustrare, perchè sono desiderosa di approfondire minuziosamente la conoscenza del… territorio, e anche una coppia di dadi più belli di quelli che mi sono persa al gioco, e che mi sono strameritata, ovviamente.
Sei sempre pieno di sorprese, tu: non sapevo disegnassi così bene, tra le altre cose… spero quella pergamena sia il preludio di una sorta di… promessa.
(Nota personale: non è che la malachite incastonata nei dadi mi porta sfiga? Se scopro che me li hai regalati apposta non so che fine farai… anzi sì, lo so eccome, e forse puoi immaginarlo anche tu).
24.07.05
Quella stronza di Malefica oggi in Bottega mi ha comunicato di avere un Cambusiere in seconda, perchè io sparisco per mari e lei è costretta a mangiare la roba della taverna, dice.
Sono mesi, che scompaio per mari, e non ne ha mai avuto la necessità.
Tornerò a riprendermi le mie padelle, anzi manderò qualcuno, che sennò gliele spacco in testa.
Ha violato la mia Cambusa, e questo non glielo perdono. Nemmeno lei che è il Capitano poteva entrarci, e poi che fa? Ci butta dentro uno sconosciuto, che tocca le mie cose e invade i miei spazi più intimi?
Mi ha anche detto che andrà per due settimane a Oriente, per visionare alcuni tessuti ed essenze pregiati che vorrebbe portare qui, e vendere sotto Yule. Le ho chiesto se volesse che l’accompagnassi, e mi ha detto che devo restare sul Letamaio a fare la guardia a Celtika, perchè si fida solo di me. Paracula.
Ma dico, le sembro un cane da difesa? Comprarsi da Mastro Roe un lucchetto come si deve, no? Taccagna che non è altro.
Per non darle una fraccata di botte davanti a Kaeyal che ci ha raggiunte nel vivo della discussione, mi sono calmata disegnando su una pergamena mulatte che morivano nei modi più creativi e violenti…
Io e quello stregone, a proposito, ci somigliamo parecchio. Vive di contrasti, come me, ama il mare, come me. Pare mi farà anche vedere qualche giochetto col fuoco, prossimamente. Gliel’ho detto, che sospettavo i cattivoni fossero tutti noiosi, ma a ben pensarci lui no, così come quell’Incubus dell’altra sera al Viale Arte.
Sarà, che ho una propensione naturale per ficcarmi nei macelli.
24.07.06
Ma allora, andiamo davvero a Sud?
Non ho nemmeno avuto il tempo di fare i bagagli, conto ci abbia pensato tu, come al solito.
Hai un sacco di difetti, ma certamente sai come essere… premuroso.
24.07.13
Sono state due giornate intense, quelle su Palo.
Abbiamo avuto come ospiti Iakov e Iadel, due Druidi che sono venuti a visitare il nostro Tempio, a percepire le sensazioni del luogo, diciamo. Pare che Gaia abbia detto sì, infatti ieri sera si è svolta la cerimonia di benedizione.
Non ho ovviamente nascosto la mia assenza di credo, ma è stato interessante discutere con Iadel della cosa, durante l’allestimento che si è tenuto nel pomeriggio.
Ho visto cose che voi umani… la migliore di tutte, Fiamma, un fantoccio di paglia che alla fine, mi ha anche regalato una margherita. Un uomo, diciamo, che non parla. E’ il compromesso perfetto, direi.
Con l’occasione, ho rivisto Alheera, il Diavolo, e ho conosciuto un paio di persone interessanti, Horyone e Kharim, lì per motivi diversi.
Vedere l’isola animarsi è sempre un piacere, vado fiera della mia casa e, sebbene lo faccia sempre a modo mio, amo trasmettere tutto questo a chi mette piede sulla nostra terra libera e verdeggiante.
Stanotte, ho fatto ritorno sul Letamaio, giusto perchè avevo il bastimento di Druidi, come all’andata, o me ne sarei rimasta volentieri lì, magari proprio nei pressi del Tempio, e dei suoi fantasmi.
24.07.18
Partiti i Druidi, sull’isola siamo stati invasi da gente strana, talmente freddolosa da proteggere il proprio volto con delle tovaglie di dubbio gusto… qualcuno di loro, beve pure acqua. Non c’è mai fine al peggio, e dire che di cose ne ho viste nella vita, eh.
Io e Hemond, abbiamo fatto una maratona di incontri, chiacchiere e bevute per tentare di capire come mai fossero sull’isola. Alla fine, abbiamo colto, ci siamo spiegati, e speriamo abbiano colto pure loro, altrimenti… col tempo, lo faranno in ogni caso. In pratica, l’uno ha visto solo la faccia dell’altro per giorni… letteralmente. Poi, ho capito il motivo di quell’intabarrarsi, e per fortuna, nella mia vita non esistono affetti per i quali sacrificarmi come fanno… loro.
Sono cotta, avrei davvero bisogno di rilassarmi come si deve, e conosco solo un modo, per farlo.
Anche se, a quanto pare, le visite potrebbero non essere terminate.
24.07.21
La gente è strana, sul Letamaio.
Le mie doti di segugio, mi sa che ultimamente si sono concentrate troppo sulla ricerca di rhum nei nascondigli più impensati, e mi sono distratta. Non capiterà più.
Poi, ci sei tu.
Sei come un gancio nel cielo, per me. Sarà che siamo simili, per non dire identici.
Salpiamo e, ti prego, non approdiamo più.
Tanto, durante i nostri viaggi, tutto quello di cui ho bisogno è proprio nello spazio della tua nave.
Niente di romantico, di sentimentale, insomma, di banale; e nessun vincolo, conosciamo le regole, forse ce la intendiamo perchè entrambi amiamo solo una cosa: la nostra libertà. Ma non per questo, quello che c’è è meno… intenso.
Ormai, di tutto questo non posso più farne a meno.
Più combatto, più mi chiama a se’. Mi domando se sia il caso di arrendermi, prima o poi, ma è una cosa che proprio non mi appartiene. Forse, è perfino più gratificante… continuare a combattere.
Diciamo che sappiamo come divertirci, e a me questo basta, e avanza pure.
24.07.23
Una pergamena giunta inaspettata, un invito interessante.
Non sapevo se portare o meno una maschera, il mio viso già ne offre talmente tante…
Miracolosamente, non mi sono persa, e ho trovato quella magione.
Era tutto buio, poche fiaccole illuminavano l’ingresso. Ho tentennato e poi, come sempre, mi sono buttata.
Ogni lasciata è persa, e sarebbe stato un vero peccato, perdermi quella festa di Samhain.
Al buio, tutto è molto più… stimolante.
Non so chi tu sia, ma mi è piaciuto viaggiare con la fantasia.
24.07.25
Di nuovo in mare, la rotta non te la chiedo neppure, se ho ben compreso il nostro è un naufragio e non un viaggio e, dopotutto, non mi interessa il luogo, quel che conta è ben altro. Nello spazio delle tue della tua nave, come sai, mi sento al sicuro, non ho bisogno di altro.
24.07.29
Non riesco a immaginare perdono per come mi sento, per come mi fai sentire.
Ogni cosa che vivo contrasta con la mia essenza più pura. Eppure, qualcosa è cambiato, forse con te, la mia essenza stessa si è modificata. Non potrebbe essere così, ne mai lo è stato, con nessun altro.
Per la prima volta, non sento il bisogno di scappare.
Non riesco a metterlo a fuoco, a individuarlo, il momento in cui è accaduto. Forse, è solo l’esito di quel lungo cammino di cui mi parlasti per la prima volta in uno dei nostri viaggi, quelli di ormai molti mesi fa, quando ancora speravi di riuscire a insegnarmi a leggere la rosa dei venti.
Non lo so, dove finiremo, oggi più che mai. Continuerò a naufragare, forse negli abissi più profondi e oscuri della mia stessa mente, e della tua.
A ben pensarci, non mi importa. Nella libertà che ci lega, voglio solo continuare a stare così.
Ho bisogno di sentirmi così.
Con te.
La mia libertà, è nelle tue… mani, ormai.
24.08.01
Che giornatine, al Vecchio Borgo.
La famiglia, come ogni anno, si è riunita sotto il vessillo dell’Amarone, ed è stata un’occasione per rivedere Elasil, il Diavolo e Alheera, e altri volti più o meno noti.
Tra quelli sconosciuti, Bjorn. Pare sia un Bastardo che vive lontano dal letamaio, tornato presumibilmente per scroccare alcolici. C’è qualcosa di strano, in lui. Sicuramente, ha un visino niente male, e pure il corpicino che si porta dietro si fa notare, ma… non mi convince del tutto.
Dovrò davvero accettare quella bevuta prima che riparta, e cercare di capire il motivo della curiosità che suscita in me.
Chissà se Spina lo ha conosciuto. E’ sparita, quell’ingrata infame. Dice che io sto troppo in giro per mari, ma pure lei non scherza.
Mi sarebbe servita, in questi giorni in cui ho la costante sensazione di essere seguita. Che poi, sensazione non è, dato che dopo aver mentito a una zucca dicendole di essere astemia, pare mi si sia accollato il fantasma di un cavaliere senza testa, che però le mani sa usarle bene, e coglie ogni occasione per ficcarmele sulle chiappe.
Sicuro, è lo spettro che mi si addice, se non fosse che domani sera potrebbe risultare… di troppo.
24.08.02
La strategia che si applica agli scacchi, è già abbondantemente intrigante di per sè. C’è chi sa renderla ancora più… interessante.
Ma attento a chi sottovaluta chi: potresti sbagliarti, e perdere anche la prossima partita.
In caso di vittoria, il mio tempo non è in palio, amo che lo si guadagni con altri… mezzi.
E in questo caso, non c’è strategia che funzioni.
24.08.05
Per certi aspetti, sei un po’ troppo convinto.
Per altri, mio malgrado, un po’ troppo… convincente.
Vedremo come andrà a finire, con i tuoi insegnamenti e la mia assenza di percezione di qualunque genere di pericolo.
Spero solo tu non ti faccia troppo male, mentre ti mostro come so giocare bene col fuoco.
24.08.10
Da giorni non riesco a compilare il mio diario.
Ho fatto ritorno a Palo da quasi una settimana, che è stata intensa, direi.
Aither, il nuovo acquisto della Cerchia, mi piace parecchio. Siamo una l’antitesi dell’altra, a partire dal fatto che non beve rhum, ma conto troveremo un accordo, so essere molto… persuasiva, se mi impegno.
Confido possa fare molto per l’isola, altrimenti passerò comunque la mia esistenza a ringraziarla per aver generato Cataclisma, la figlia che invece è alcolizzata e non poco. Deve aver preso dal padre.
E’ arrivata con un bastimento stregato, pare vogliano continuare studi e sperimentazioni sulla spezia.
E chi lo sapeva che avesse anche a che vedere con l’energia sessuale? Com’è che sta storia non è mai uscita fuori prima? Che qualcuno me l’abbia ficcata nel rhum a mia insaputa?
Io, a proposito, devo placarmi, ma di brutto, e aspetto un sacchettino proprio dal Guardiano di non ricordo cosa.
La serata si è conclusa con Cataclisma che, offrendomi un confetto viola, mi ha fatto sbucare due ali di farfalla che però non hanno funzionato. Dalla locanda alla fattoria, dove abbiamo versato il rhum negli abbeveratoi, ho provato comunque a volare ma… mi sono semplicemente stampata per terra.
Insomma, una truffa. Però mi sono divertita. Anche a stamparmi, sì. Prima da una botte, poi da una pila di casse, e infine dal tempio. Sfortunatamente, i miei lividi e graffi confermano che la teoria del salire in alto per farle funzionare, quelle ali, ha clamorosamente fallito. L’ultimo tentativo, il lancio dalla falesia, fortunatamente l’ho evitato.
In quanto al resto, in quanto a lui, non riesco più a stargli vicino senza che la mia testa prenda a vagare verso pensieri e desideri che certo non posso realizzare sul momento. Infatti, ne evito pure lo sguardo. Lo ignoro, in pratica. Altrimenti altro che sacchettino placa lussuria, mi ci vuole. Faccio una fatica immonda, appunto, ma tant’è. E speriamo che quell’intruglio herbano mi assista, ma solo in casi di forza maggiore, mica sempre, eh.
24.08.13
La missiva di Cataclisma, vista la mia nota curiosità scimmiesca, mi ha costretta a tornare sul Letamaio. L’ho incontrata nei pressi di un laghetto poco distante dal Bosco dei Lamenti.
Sono proprio la meticcia giusta per quell’affare, e penso ne ricaveremo qualcosa di buono.
Io, intanto, mi sono ritrovata con una morbidosissima coda di volpe. Ho scodinzolato tutta la sera, giù al porto.
Appena riuscirò a ingoiare quei confettini colorati tutti assieme, diventerò sicuramente un animale mitologico. E lo farò, a costo di trafugarle il sacchettino.
24.08.15
Dopo eoni, ho ribeccato Malefica. Ho fatto un salto in Bottega per trafugare qualche altro cosmetico, e me la sono trovata dietro al bancone, a meditare un nuovo catalogo di nonsocheccosa.
L’ho trovata bene, devo dire, dopo il suo viaggio a Dorada. Stavo per dirle di me, ma Arenor ci ha raggiunte insieme a Jerry. Mi aveva detto volesse presentarmeli e ammetto che il secondo in particolare abbia attirato la mia curiosità.
Un incontro piacevole, sebbene le notizie non lo siano state del tutto.
Al mio polso, arrotolato meglio di un monile di Tortuga, una lucertolina drago che lovvo già tantissimo. Speriamo si nutra soprattutto di ragni. Anzi, ho deciso sarà la mia scaccia aracnidi personale.
24.08.20
La Foresta Stregata è un posto che va visto, non descritto. Sono stata avvolta dalla magia, dai suoi colori, dalle sue forme. Mi ha completamente pervasa, sebbene sia ben lontana da quel mondo.
Cataclisma mi ha parlato un po’ di cosa significhi essere una strega, del legame con il proprio elemento, e mi ha intenerito vedere come ammirasse quell’albero legato ad Aria.
Poi, abbiamo lasciato la radura, dirette al Bosco dei Sussurri. Lì, mi ha sfidata, e io che amo raccoglierle, le sfide, quasi più che lanciarle, ed ero stata abbondantemente avvisata degli imprevisti, altra cosa che mi attira parecchio, senza neppure pensarci (come faccio sempre quando devo prendere decisioni importanti) mi sono tuffata in quella polla d’acqua calda.
Una nuotatina, e i miei capelli, i miei sacri capelli, quelli che solo una persona oltre a me può toccare, sono diventati fili di brina scintillante.
Io, quella meticcia – che è davvero una fine osservatrice e che la sa più lunga della mia treccia bionda – l’avrei quasi strozzata, se non fosse che sono stata distratta da un persistente profumo di rhum che mi ha inebriato le narici, e sembrava pure di quelli buoni, tipo quelli che amo trafugare a Hemond, insomma. Così, ho iniziato a fare la segugia, complice la mia stilla… alcolica. E le sue chiappe sono salve.
Diciamo che con quella streghetta, è impossibile annoiarsi.
24.08.26
Io, volevo solo farmi una tranquillissima partita a battaglia navale alcolica al Covo, e invece, in compagnia di Cataclisma, le cose non vanno mai come previsto. E per fortuna, direi.
A parte il fatto che tra gli addobbi alcolici per Yule, il raggiro con conseguenti ricatti a malcapitati signori dabbene, e non ricordo nemmeno quale altra trama losca, ne avremo da fare nelle prossime settimane.
Però, su questa pergamena, stanotte, devo assolutamente appuntarmi in grande che non devo più accettare niente da lei: che siano dolcetti, alcolici, inviti in posti stregati… perchè stasera ha di nuovo attentato ai miei sacrissimi capelli, raggirandomi con una boccettina verde.
In pratica, sono diventata mezza mitologica senza dover mangiare gli Anifetti tutti assieme. Le mie ciocche dorate si sono trasformate in serpi nere. Anche simpatiche, eh, ma che macello intrecciarle. Sono stati tre giri di clessidra di passione, quando mi sono messa nel mio letto quelle hanno continuato a sibilare, e a muoversi…
Il problema è che già so, per esperienza, che io dai miei errori non imparo, preferisco… perseverare.
Quindi, vediamo che succede la prossima volta. Sono ansiosa di scoprirlo.
Però, per tutti questi motivi, si è meritata di diventare una Bastarda a tutti gli effetti, e sono felice di averglielo comunicato proprio io.
24.08.28
A me, delle festività frega poco e niente, come la maggior parte delle cose per cui gli altri impazziscono.
Però, se c’è occasione di bere, l’elfo di Yule che alberga in me si risveglia, cambiando radicalmente il mio spirito, e le mie priorità.
Per questi motivi, stanotte io e Spina abbiamo trafugato un albero da un bosco vicino alla Piazza del Mercato. Non so se fosse quello dei lupi, dei lamenti o cosa, ricordiamoci sempre che non mi oriento.
Comunque, lo abbiamo avvolto come un cadavere, caricato sul carretto del Clan, e portato alla Muffosa.
Un miracolo essere riuscite a entrare, va bene che siamo tutti loschi e sempre in incognito (che poi, io delle mie malefatte amo vantarmi, o mica le farei!), ma una piccola indicazione per i Bastardi la Mente avrebbe anche potuto metterla.
Comunque, tra una puntura e l’altra di quegli aghi, abbiamo messo a bagno l’ignaro abete. Nell’acqua, anche se io quel vaso lo avrei riempito volentieri di Amarone, a riconferma del mio pollice nero. Stano che che quell’albero non sia schiattato per la mia sola vicinanza, in effetti.
Adesso, vediamo quante palline alcoliche sopravvivranno, una volta che arriveranno tra le mie manine per l’infiocchettamento.
[Nota personale: ho ricevuto una pergamena da Jerry. Il contenuto mi ha alquanto… stupita. Pure poeta quel marpione. E sì, accetterò l’invito.]
24.08.30
L’intento sarebbe stato assemblare le palline di Yule. Di fatto, con Cataclisma è andato tutto in vacca come al solito. Forse ho fatto un solo fiocchetto, e poi si è accorta che le avevo fregato l’erbapipa, quindi già mezze ebbre abbiamo iniziato a rincorrerci per la Muffosa, e poi mica mi ricordo come è andata a finire.
Però, quando mi sono ripresa, i capelli erano a posto, per fortuna.
24.09.02
Alla fine io, la Mente, Spina, Termite e Elasil, siamo riusciti… più o meno, ad addobbare l’albero di famiglia. Sicuramente, la nostra fattucchia era la più seria di tutti, noi qualcosina abbiamo assaggiato, con buona pace dell’albero alleggerito da qualche pallina alcolica.
Ma che ci posso fare, se ho il vizietto dell’alcol? Manco fosse il più grave. Voglio dire, ne ho di ben peggiori, e tra l’altro è da un po’ troppo che non li soddisfo.
Chissà se riuscirò a farlo, nei prossimi giorni. Avrei proprio voglia di… sentirmi libera.
24.09.03
Finalmente, siamo di nuovo in viaggio. Chissà quanto dista, questa “Isola che non c’è”.
Comunque, non ho fretta di arrivare, come ogni volta che partiamo.
Ieri sera, sei di nuovo riuscito a stupimi, e di sicuro sappiamo come non annoiarci, noi due.
Ti piace vincere facile, a quanto ho visto… ma con quella moneta, ne darai modo anche a me. Sul comodino, le ho messe vicine, sia mai che il Fato le abbia scambiate, e la prossima volta non ti andrà così bene… nonostante, alla fine, non ci siano mai vincitori o vinti, visto il pegno da pagare.
Quella rosa dei venti, l’ho tenuta stretta tra le mani. Non so se te ne sei accorto, dato che io di ringraziare proprio non sono capace… ma quell’oggetto, donato proprio da te, per me significa molto, moltissimo. Quindi grazie te lo dico tra queste pagine, che sono certa tanto non leggerai mai, per forza di cose.
Conosco solo una rotta, per non perdermi, o piuttosto per farlo, e ritrovarmi, e ritrovare la mia libertà.
24.09.05
Il nostro viaggio continua, senza meta ne’ porti all’orizzonte, realmente ma soprattutto, metaforicamente.
Ogni volta, è sempre più intensa. E’ un gioco che ormai mi imprigiona la mente, e se qualche mese fa ti dissi che avrebbe potuto esserci chiunque lì, davanti a me, adesso comincio a dubitare delle mie stesse parole.
Le mie difese, quelle costruite in anni, su quei mattoni fatti per tirare su i muri che mi circondano… con te, crollano, sbriciolandosi totalmente.
Ma ancora non sono riuscita ad ammetterlo, se non con gli sguardi, dato che con le parole faccio di tutto per non convenire con le tue, e per sembrare quella che non sono, perchè la mia vera essenza è custodita molto più a fondo, laddove nessuno era più riuscito ad arrivare, da tempo.
Mi sento al sicuro, in quel modo, con te, ma allo stesso tempo ho paura. E ancora, non riesco a fidarmi. Tutto questo, tu non puoi nemmeno immaginarlo, e a me va bene così.
Però, credo anche io di essere stata creata per tutto questo, per quel noi che non oso pensare, men che meno pronunciare davanti a te.
Se dici che sono perfetta per te, a tua volta lo sei per me, ma non nella banalità che chiunque potrebbe comprendere. E’ un modo tutto nostro, di viverci, inspiegabile, contorto, malsano ma al contempo così spontaneo che mi disarma, totalmente, per quanto è coinvolgente.
Sei davvero tu, il mio destino. Tutto era scritto, a dispetto della mia piuma e del mio inchiostro viola.
[Nota personale: Mannaggiattè, e pure ai tuoi dannati ritratti le cui pose mi costano fatica, come ogni cosa che ti riguarda, dall’autocontrollo, a tutto il resto, sempre e sempre di più. Il destino, forse è stato cinico e baro, perchè a mettere le cose sulla bilancia oh, mi crei un sacco di problemi! Prima o poi, ti sfregerò quell’altro sopracciglio, e la cicatrice sarà molto più evidente e profonda di quella che già ti porti dietro, promesso. Croce sul cuore].
24.09.07
Quella mappetta che ho abbozzato, alla fine ha fatto il suo.
Al Bosco dei Lamenti sono arrivata. Poi… mi sono incagliata sul disegnino degli alberi, nel senso che sulla mappa li ho riprodotti, come punto di riferimento, ma alla fine oh, erano tutti uguali.
Fortuna che dei bagliori mi hanno guidata fino a un Gazebo, sotto al quale si stava verificando una tempesta… nella tempesta. Ovviamente, la responsabile era la mia fattucchialcolizzata preferita, che stava combinando non so cosa con uno streghetto col quale, manco ho capito come, dato che ha fatto tutto lui (mica gli ho chiesto di levarmi il fango di dosso, io, ed ero sobria, lo ricorderei insomma), sono in debito.
24.09.14
Alla fine Spina mi ha trascinata alla Fiera di Yule al Vecchio Borgo.
Sono riuscita, con la mia sola presenza, a non far entrare nemmeno un cliente.
Però, da oggi ho due scoiattoli artisticamente mostruosi, che hanno ridotto in mille pezzi i cataloghi di Celtika, dei Bastardi, e di Elasil. E non ho paura di usarli.
Ah! Ho rivisto Jerry…
24.09.15
Due sere di fila non ce l’avrei fatta a reggere. E infatti, mi sono chiusa in Bottega.
Poco dopo, mi hanno raggiunta Insidia e Follìa. Magggia pura, con loro due.
Lei, è la massima esperta di malachite. Mi hanno raccontato la leggenda della pietra della mia isola. E sono riusciti a farmi stare zitta. Almeno, tra un trucchetto e l’altro, e pure le battute di Insidia non mi sono state indifferenti.
Pare che in pochi ridano, tanto che Follìa mi ha detto meritassi un regalo, per questo. Avevo detto che l’avrei ficcato sotto all’albero alcolico, ma quando sono usciti non ho resistito e l’ho aperto: dadi stregati. E so già con chi usarli… del resto, in amore e in guerra, tutto è concesso. E a me, la guerra diverte parecchio.
A questo proposito, Insidia ha ben pensato di farmi anche lui un regalino, materializzando un oggetto che il destinatario, sono certa… apprezzerà, nelle modalità in cui gielo proporrò io.
24.09.22
Alla fine ce l’ho fatta, a far conoscere Cataclisma a Spina.
Ha avuto il battesimo degli anifetti, così come Ossidana. Io, modestamente, sono una veterana, anche se la Fattucchialcolizzata, ha di nuovo attentato ai miei sacri capelli, con un confettino blu che li ha mutati in piume nere. Quelle unghie artiglianti, invece, me le sarei tenute volentieri.
Eppure mi pareva di essermi appuntata da qualche parte di non accettare più cibi o bevande da lei… sarà che amo… perseverare.
Però, su quel Gazebo Galleggiante, ero quella che stava più in equilibrio di tutti.
I viaggi in mare, servono anche a questo, tra le altre cor… cose.
24.09.27
Anche se stanotte me le hai fatte girare più del solito con quella storia degli affari, il diletto, e l’anello… alla fine, sai sempre come ammansirmi, alla fine. E lo sai bene, anche se il tuo turno è solo… rimandato.
Di tutto questo, ho bisogno, ma le parole, quando cerco di confessartelo, mi si congelano sulle labbra, perchè tante cose non riesco, non posso e non voglio ammetterle, neppure a me stessa.
Voglio solo continuare a viverle, come ho sempre fatto, senza pensare a niente che non sia tu, che non siamo noi, quando stiamo e siamo… così.
24.09.28
Indissolubilmente… Noi.
24.09.29
Brendon è tornato.
Mi ha inviato una pergamena, di fatto mantenendo quella promessa che gli avevo estorto diversi mesi or sono.
Non so come, anzi lo so, seguendo il suo rapace (quello che vola, eh, non quell’altro) ho raggiunto la Fortezza AlQasr e, davanti a un liquore all’anice, Arak, o qualcosa del genere, abbiamo scambiato due chiacchiere.
Ci hanno raggiunti Sofie (sì, proprio lei, Sofie Nymerios, ormai conosco il suo viso e sarò un incubo per la sua bottega) e Narcisse, che non rivedevo dai tempi di Palo, quando giunse con Barracuda, facemmo una tre giorni alcolica e finimmo per molestare con dei rametti le coppiette che si erano infrattate tra i cespugli su al Tempio.
Però, ho scoperto che sia lui che Brendon sono due pezzi grossi degli Ethengar, quindi devo darmi una regolata, chè se Brendon al massimo mi prende a colpi di pennello (quello che si usa per dipingere), Narcisse guida il reparto militare, e magari mi mena pure.
Quel Mescalero beh… sa il fatto suo, chissà se riuscirò davvero a fargli amare il mare, e i viaggi in nave… di sicuro, so come far passare quel giro di clessidra che ci separa da Palo, dove conservo bei ricordi tra paglia e nuvole, con lui.
Ma, magari, tiro dritto e lo porto direttamente a Dorada, giusto per sicurezza, così che gli passi definitivamente la paura.
24.09.31
Ce l’ho fatta, ad arrivare alla Locanda delle Nuove Terre, eh.
Certo, ho cannato strada dieci volte ma mi pare una buona media, visto il mio disorientamento. Dovrei capire se quella rosa dei venti che mi ha regalato Hemond funziona pure a terra.
Cercavo alcol, tanto per cambiare, ma ho trovato Cataclisma (che poi, è la stessa cosa), in compagnia di Giudizio. E a lui, mi sa che non ho fatto un’ottima impressione. Però, mi ha affidato la nanerottola, quindi dopotutto, potrei evitare di essere affettata, prossimamente. Poi, da come mi ha salutata, ho capito che è un compare di Ultima e Nagel, quindi andrebbe chiarito che sono una Bastarda, nonostante i miei sproloqui e le mie perle di saggezza. O forse, proprio per quello.
Per il suo riserbo, alla Fattucchialcolizzata, ho sganciato un paio di sacchetti di erbapipa, che le mie confidenze più intime, in qualche modo vanno preservate… e il silenzio, comprato. Specie con quella Bast… meticcia.
24.10.17
Basta un tocco, e io mi infiammo. E faccio sempre più fatica a nasconderti… ogni cosa, ormai.
L’unica cosa che mi frena, è la paura di far crollare del tutto i miei muri. Ho paura, a fidarmi di te.
24.10.19
Nuove interessanti proposte commerciali per Palo. Sebbene abbia dovuto indossare gli stivali e pure coi tacchi, tanto per complicarmi le cose come solo io so fare, con la conseguenza di ritrovarmi a camminare, o meglio, barcollare “come un ippopotamo a tre zampe” per raggiungere il Sottopasso dei Frati, direi ne sia valsa la pena.
Sigari che non erano tali, rhum affumicato, ed Eilaenre che mi piace un sacco, tra i macelli e il suo modo di vedere la vita.
Attendiamo lei e la sua dolce metà in amore e affari a Palo, per un po’ di bagordi come si deve.
Poi, dato che Hemond mi provoca sempre, ho dovuto per forza liberarmi di quelle trappole in cuoio e iniziare a… correre.
E’ tempo anche per me, di diventare maggiormente oculata.
24.10.21
Ho iniziato a correre e, a quanto pare, sono diventata più oculata… soprattutto a barare.
Mi sono tolta gli stivali, e ho vinto.
E non lo so, se mi piaccia di più vincere o perdere… in realtà, mi sta bene qualunque cosa ti riguardi, dato che la noia è sempre stata bandita dai nostri… naufragi.
La domanda è: riuscirai a decifrare il criptex? Secondo me, a giudicare da come ti ho detto di dover trovare la parola chiave, ti impegnerai tantissimo.
24.10.22
E alla fine, la Fattucchia, anzi, da oggi MagistrAlcolizzata ha conosciuto il Libertino.
L’abbiamo raggiunta sulla sua nave, intenta a dare ordini più a caso di quelli che impartisco io al suo equipaggio.
Mi sono portata dietro Brendon giusto per farmi trasportare sulla Skal il baule pieno di ordini fatti a Le Mirage. E tu guarda come è piccolo il letamaio, quel mescalero conosce la proprietaria.
Mi domando se ce ne sia una che non conosca… anche carnalmente parlando.
A questo proposito, dato che io a lui mi sono presentata svariate volte, abbiamo proseguito la serata a bordo della mia nave.
Risultato? Cabina distrutta, e qualche bel livido come ricordo.
Adesso, toccherà reincontrarci perchè deve aiutarmi a sistemare il macello.
O, magari, a distruggere pure la stiva.
24.10.24
A Palo, ho incontrato Kaeyal. Quello stregone di fuoco, che ama il mare, è una continua sorpresa. Le sue mani, il suo sguardo in cui si fondono oscurità e lava, mi attirano e a tratti provocano timore. Ma è un timore che mi chiama, una curiosità impossibile da controllare, e che mi spinge a conoscerlo sempre di più.
Volevo giocare col fuoco, lui mi ha mostrato come sa farlo.
Una rondine nata dalle fiamme, e io, avvolta tra quei lapilli, per molto tempo non mi toglierò quell’immagine dagli occhi.
24.10.27
E io, davvero sono sempre stata sicura, che niente e nessuno potessero catturare il vento.
Però certe persone, come te, sono fatte di vento: ti entrano dentro, lasciano i pensieri in tempesta e appena si allontanano… ti manca l’aria.
Una deriva senza salvezza, se non la mia, nel nostro continuo naufragare.
Tu: il mio unico porto sicuro. Quando meno te lo aspetti.
24.10.28
Ieri sera, Cataclisma con quella strillettera mi stava quasi facendo saltare la… seratina.
Sono stata condotta da un buonuomo che non ha fatto altro che guardarmi le chiappe fino alla Stamberga Urlante. Poi, le chiappe me le ha guardate pure l’inserviente, e tanto ci sono abituata.
Era in mezzo a gente ferita, un Cerusico stava curando alcuni di loro. La piccoletta, manco a dirlo, invece che riposare era seduta sulla branda, e la sua vocina delicata mi ha raggiunta subito. Poco dopo il mio arrivo, ovviamente si è pure alzata e ha iniziato a molestare gli altri degenti. Come sospettavo. Non delude mai, insomma.
Lo stufato di coniglio quadrifoglioso gliel’ho portato, il rhum l’ho passato a un suo compare che sembrava averne parecchio bisogno, e confido lei, in mancanza della bacchetta, non usi pentola e mestolo come armi improprie.
24.11.01
Ma invece di un criptex, non potevo regalarti un posacenere, no?
Come al solito, sai volgere a tuo favore la situazione… e al contempo, anche a mio, favore.
Sarà una lettura lunga e intensa, la più complessa e piacevole che tu abbia mai fatto, e che mai farai.
Del resto, sappiamo entrambi come guadagnare preziosi anni di vita, noi due.
24.11.05
Mi sa che sei tornato per niente, Wil. Mi dispiace, ma con me funziona così. Io, funziono così.
24.11.06
In questo gioco, non so più chi controlli cosa. E non parlo del corpo, ma della mente.
Ci sfidiamo in continuazione, e poco importa chi vinca, o chi perda. Quel che conta, è il cammino. O meglio, il naufragio. E io non so nemmeno più dove stia andando. Mi interessa solo farlo insieme a te.
Così. Come solo noi sappiamo fare.
24.11.10
Mi farai davvero impazzire, prima o poi. Forse, lo stai già facendo. Forse, sono impazzita un anno fa, la prima volta in cui siamo rimasti soli, in mezzo al mare, quando hai osato toccarmi i capelli per legarli con quel laccetto che ancora conservo, e io ero indecisa tra il rimanere immobile come una statua o… azzannarti la giugulare.
Per non parlare delle manovre di ormeggio, quando mi sono ritrovata per la prima volta tra le tue braccia. Fra te, e quel timone. Dove tutto è iniziato.
Sento qualcosa, e forse lo colgo anche in te, dai tuoi sguardi e dalle tue parole, in quelle metafore che dicono più di quanto io potrei mai fare, se non con i miei occhi, che cerco di nasconderti sempre più spesso.
E’ che non riesco a fidarmi. Proprio non ci riesco. L’ho fatto una volta, e non mi è rimasto nulla, se non un’anima prosciugata, ferita, rabbiosa e violenta. Vuota. Spenta.
E sebbene ami perseverare nei miei errori, in genere, su questo, non riesco a farlo.
Vorrei poterlo fare, potermi lasciar andare, farti capire chi sono davvero, mettermi davvero a nudo e svelarti cosa potrei darti, legandomi a te, diventando tua, senza nessuna pretesa, solo accettando di esserlo.
E vorrei, sentirti e saperti mio, certa che nemmeno tu, vorresti mai cambiare nemmeno una goccia della mia essenza.
Se fossi disposta a farlo, sarebbe con te. Ma so che non succederà, mai più.
Preferisco rimanere così, e continuare a proteggermi soffocando qualunque emozione, o… sentimento.
Rovinerebbe tutto. E lo sai molto bene anche tu.
Preferisco continuare a giocare, senza mettere me stessa sul piatto, senza mai smettere di scappare.
Sebbene anche questa fuga, forse sia vana più delle mie… lotte, che tanto adori…
Hai ragione: non lo ammetterò mai.
24.11.12
E poi, sono io quella che… sproloquia?
Mi hai spiazzata, stanotte. Ma di brutto. Spero di aver fatto lo stesso, con quello che ho rilanciato.
E farò di tutto per non compiere un gesto che non abbia alcun valore, perchè sarò pure quella che sarò, con la mia vita dissoluta e una morale che beh, necessita esclusivamente del mio punto di vista per essere compresa.
Però, a compromessi con me stessa non scendo, mai. E compiere un gesto inutile, fine a se stesso, appunto, farlocco, che mi hai proposto giusto per indispettirmi o per il gusto della sfida, sapendo che è l’ultima cosa che farei anche da ubriaca, specialmente con te, che non ispiri propriamente fiducia sul punto, non rientra nelle mie… corde.
Quindi, ribadisco: vincerò io. A qualunque… costo.
Perchè semmai dovessi compiere un passo del genere con qualcuno, sarà perchè sono davvero impazzita, o ubriaca persa (o… nemmeno oso scriverlo), ma dovrà avere un valore. Per entrambi.
Perchè non potrei mai perdonarmi di essermi rimessa da sola nella condizione di soffrire.
24.11.21
Malefica, quasi non la riconoscevo. Quando sono entrata in Bottega, pensavo che oltre a un nuovo Cambusiere, per colpa dei miei viaggetti per mare, si fosse presa pura una nuova Commessa.
Era tutta in tiro, dietro a quel bancone. Ricordava solo lontanamente, quella che ho lasciato. Però mi ha rotto, di nuovo, perchè dice che la faccio preoccupare sparendo per settimane e settimane… tanto lo sa, dove sto e cosa combino, e sicuramente, non può succedermi niente di male, durante i miei viaggetti per mare.
E faccio bene, a non stare a terra. Il letamaio l’ha peggiorata di brutto, con tutta quella storia della diplomazia, che io so applicare, al massimo, con docili capocciate da regalare a chiunque osi contraddirmi.
Siamo diverse, per molti versi. Me ne rendo conto sempre di più. Forse, sono io ad essere troppo ribelle ed estrema, ma non riesco a fare altrimenti.
Eppure, non ci sono ne spazio ne tempo che possano dividerci perchè, quando ci ritroviamo, tutto è lì, esattamente dove e come lo abbiamo lasciato.
24.11.23
Wil, anche tu, meriteresti più di qualche capocciata.
Quel che è stato, è stato, e indietro non si può tornare. Non lo faccio, non sono il tipo.
Però, non pensavo che saresti tornato a bussare nella mia vita. E’ tutto è diverso, adesso, per me. E devi accettarlo, accettarmi, proprio perchè mi conosci, perchè sai come vedermi, trovarmi, oltre i miei muri.
Questo, non posso impedirlo, non mi pento di avertelo consentito. Spero solo che non te ne approfitterai, e che rimarrai al tuo posto, proprio là dove ti ho messo, e ti voglio lasciare.
E hai pure vinto a carte, maledetto pulcioso che non sei altro.
24.11.24
Non c’è parola, che possa smentire i miei sguardi, che ormai leggi meglio di… qualunque altra cosa, rune comprese.
Ma ho paura, di questo… cambio di rotta. Non me lo sarei mai aspettata, da parte tua. Ci eravamo detti altro, all’inizio. E, adesso, sono terrorizzata.
Di me, di noi, di te, di soffrire. Ho imparato a non fidarmi di nessuno, a non aspettarmi nulla, dagli altri.
E tutto questo, mi spiazza, sia per quello che mi dici, sia perchè quello che dici è in realtà quello che penso, e provo anch’io, ma che mai oserò ammettere.
Preferisco rimanga tutto così, preferisco continuare a proteggermi, perchè solo così, so che non avrò mai sorprese.
Perchè non ci riesco, ad affidarmi totalmente a te, a togliermi quella maschera, a mostrarti chi sono, e soprattutto, cosa tu sei per me.
Non ti credo, non ci riesco, non lo voglio. E vivrei nel costante timore di essermi buttata via, diventando tua e solo tua, come già mi sento. Ma non ammetterlo con te, e neppure a me stessa, è come se fosse una via di fuga pronta, sempre, all’occorrenza. Perchè non voglio disilludermi, e so che andrebbe a finire così.
Perchè tu, sei fatto così, non me lo hai mai nascosto e io l’ho sempre accettato, a dire il vero non mi è mai importato, perchè siamo identici, anche in questo.
E non avrei mai pensato, di sentir uscire certe parole dalla tua bocca, o di vedere certi sguardi per me.
E’ come se tutto questo non ti appartenesse, così come non appartiene a me, in realtà. O almeno, è sempre stato così, con chiunque, fino a che non ho messo disgraziatamente piede su quell’isola che adesso chiamo casa.
E abbiamo iniziato a naufragare.
[E in tutto questo, ti rimangono due tentativi…]
24.11.25
E lo vedi, che alla fine ci ho portato entrambi sani e salvi sul letamaio?
Va bene, mi sei stato dietro tutto il tempo, mentre ero al timone, e mi hai pure distratta, però alla fine in qualche modo siamo approdati.
Poi, omettiamo come, una sorpresa, sebbene anche su come l’hai messa in atto, potrei avere qualcosa da dire, anzi, l’ho fatto, come ho potuto. E mi sono ritrovata a Tortuga.
Era da oltre un anno, che mi ci dovevi portare, proprio da quel primo viaggio sulla Aran. Evidentemente, ci hanno impegnato troppo le lezioni di navigazione.
Beh, meglio tardi che mai. L’attesa è valsa la pena, così come il giretto che mi ci hai fatto fare… come sempre, a modo tuo.
Adesso, oltre a una daga celtica in malachite, ho le chiavi, ma non trafugherò niente, visto che l’unica cosa che posso rubarti, a quanto pare non sta la dentro.
La troverò lo stesso, anche perchè sembra di valore… e me la prenderò.
Questa è la mia, di promessa. E non è da pirata.
24.11.26
Una promessa, dato che sembra il periodo delle promesse, questo, te la faccio io, Wil: in qualunque punto o momento in cui ti incontrerò, nella mia vita… ti prenderò a calci.
Vediamo se ti farò passare la voglia, con le mie solite buone maniere.
24.12.01
La permanenza a Tortuga si è protratta… più del previsto.
Ormai, direi che mi hai mostrato ogni angolo della bottega, anche i più… infrattati.
Se le clienti le curi tutte come tratti le giovani commesse come me, ci credo che non sai più dove mettere i forzieri.
Ogni cosa tu mi dica sì, la sento, esattamente come te.
Solo che non mi fido, ne mai mi fiderò, quindi dalle mie labbra non uscirà mai niente, che possa darti conferma di quello che vedi, e senti, che ti trasmetto con i miei sguardi.
Almeno, concedimi di lasciarti il beneficio del dubbio.
24.12.02
Un posto per un posto.
E allora, ho deciso di svelarti il mio: la bisca clandestina che ho apparecchiato nel ventre della mia bettola galleggiante. E di fidarmi, si, in un certo senso.
Come hai potuto… saggiare, anche io sono molto premurosa con i miei clienti.
Sono certa, che verrai a trovarmi con assoluta regolarità.
24.12.04
E adesso, non so più come farti scendere dalla nave, se non buttandoti fuori bordo usando il mio solito… trucchetto per stordirti.
Altrimenti, ti toccherà venire a Palo con me, dato che a quanto pare trovi la bisca un po’ scarna, e non ho ancora capito in che modo tu abbia intenzione di… decorarla.
A me, piace così.
24.11.09
Si è aperta la caccia e tu mi hai hai presa. Di nuovo. Forse, ho fatto male a dimenticare quello che… ho volutamente scordato assieme agli stivali.
24.12.11
Diciamo che io e te, sappiamo sicuramente come vivere i posti, e interpretare le cose… assolutamente a modo nostro.
Di questo, Giada ci è stata testimone. Sono certa che difficilmente dimenticherà la manifestazione della nostra profonda… devozione.
24.12.17
La grotta delle tartarughe, quel cielo di lucciole, privato, solo per noi, e io che quasi cedo per colpa di quell’atmosfera. Quasi, come sempre, perchè per fortuna ogni tanto il topo che mi gira in testa nella ruota fa il suo dovere, e mi frena, quantomeno la lingua. Devo rimediare per i miei occhi traditori. Sia mai che quella megalomania che già ti appartiene, cresca ancora di più.
24.12.18
Ho vinto. Di nuovo, e non vedo l’ora di gustarmi quell’invito a cena in cambusa.
Non so se sia lo stesso per te, confido ti farai bastare il premio di consolazione che ti ho gentilmente… concesso.
24.12.21
Non avrei mai pensato, di essere così brava nella… pasticceria.
Forse, mi ha ispirata l’aria dell’isola, che offre… ingredienti di altissima qualità, ma penso di aver trovato il mio dolce preferito, in assoluto.
Potrei vivere saziandomi solo di quello.
24.12.27
Devo ricordarmi che qualunque cosa, con te, anche la richiesta di un semplice bagno, tu la interpreti sempre e solo a modo tuo.
24.12.31
Finalmente, sono riuscita a farmi quel famoso bagno.
Certo, mi è costato scendere fino al porto, mettere sottosopra tutte e quattro le tue barche ormeggiate ma, alla fine, ho trovato quello che mi serviva e che, soprattutto, serviva a te.
Diciamo, che alla fine ci siamo rilassati entrambi, tra liquirizia e pericolosi lanci di monete… stregate.
25.01.01
Dèi, quanto me le fai girare.
Stava andando tutto bene, come al solito, e poi… come ogni dannata volta, apri la bocca, e mi irriti peggio di un’infezione ai genitali.
Tu, con le tue assurde convinzioni, le tue presunzioni, e quella megalomania che ti spegnerei a capocciate dalla mattina alla sera.
Non capisco cosa ti renda tanto convinto di chissà cosa.
Sono giochi pericolosi, e come ci siamo confermati ancora stanotte, li facciamo più per noi, che per l’altro. Perchè è qualcosa che scatta nella mente, e poi nel corpo. L’anima, e tutte le altre vaccate che spari, non c’entrano proprio un bel niente.
Hai rovinato il mio vestitino su misura, e mi stai pure facendo venire nostalgia del letamaio. Fai un po’ tu.
25.01.03
Inutile, continuiamo a non capirci.
Tu, vuoi cose che io non posso darti, e se anche avessi da darle a qualcuno, non saresti tu.
Di anima, ne ho una sola, e donarla a te equivarrebbe a darla in pasto a un kraken.
Voglio lasciare Palo, tornare in mezzo ai rumori e ai tanfi che al momento mi sembrano tanto confortanti, e non vederti per un po’.
Magari, non vederti più. Che mi farebbe solo bene.
Che nervi.
Tre giorni.
25.01.04 – 25.01.05
Sul letamaio mi ci hai riportata, e avevamo detto che per tre giorni, non ci saremmo visti.
E invece, mi hai seguita tutto il giorno, e poi sei pure salito a bordo della Skal.
Ma io, che coi pirati ci sono cresciuta e li conosco bene, e che soprattutto conosco molto bene anche te, e la tua poca resistenza ai nostri… naufragi, ti ho tenuto d’occhio a mia volta.
Un cicchetto “corretto” dalla taverniera della bisca, e ti sei ritrovato con quel che meritavi.
Peccato, che le mie intemperanze, specie quando ho delle lame in mano, abbiano fatto voltare la medaglia.
E odio quando cerchi di farmi credere cose che diresti a qualunque donna, pur di metterla in orizzontale. Non sopporto, come insulti costantemente la mia intelligenza.
Tanto, di te non mi fido, ne mai mi fiderò.
Ci ho provato, a buttarti giù dalla mia nave, poi… una botta in testa, e ho perso i sensi.
25.01.10
Mi sono risvegliata sulla Nidaros.
Mi hai rapita, di nuovo, e siamo di nuovo a Palo.
Non mi interessa, che tu non possa permetterti, e permettermi, di smetterla di vederci, mi hai solo dato conferma del fatto che non mi ascolti, mai. Pensi solo a quello che vuoi tu, e hai la presunzione di pensare sia quello che voglio anche io.
E poi, dici che non sono una questione di principio, che è colpa mia perchè quando mi hai proposto qualcosa di più, mi sono imbruttita.
Continui a non ascoltarmi, e a ostinarti su qualcosa che, semmai otenessi, getteresti via come una sigaro consumato.
Questo, sono io che non posso permetterlo a me stessa.
25.01.11
Questo rapimento, se non fosse per quella lama col manico in madreperla che mi hai regalato, e che ho già avuto modo di… battezzare, se non come avrei voluto (sei sopravvissuto, del resto) sta diventando noioso.
Non amo, fare discorsi che tanto, portano sempre allo stesso punto: non avrai altro da me, ne mai mi fiderò di te.
Tanto, per come passiamo il tempo, fidarsi o meno, conta poco e niente.
Confido mi dirai qualcosa di nuovo, appena inizieremo le lezioni di lame. Magari, diventerò brava come con i nodi.
25.01.16 – 25.01.17
Wil, sono il frutto di quello che hai generato.
Lo sai anche tu, quindi mi chiedo cosa – pure tu – voglia aspettarti da me.
Mi hai rovinata, accartocciando il mio cuore, o forse, mi hai fatto il favore più grande della vita, a rendermi quella che sono oggi. Arida, diffidente e comoda dietro ai miei muri.
25.01.20
La prima lezione di lame, ho scelto di farla io, a modo mio.
Poi, come sempre, sebbene quello stiletto in madreperla sarebbe stato molto meglio conficcato nella tua pancia, ho ceduto.
Ma ha ceduto la carne, la mente, quella, è tutta altra storia. Ficcatelo in testa.
Però, non vedo l’ora di fare quella gita in barca.
25.01.22
Alla faccia della gita in barca.
Come al solito, dovevo aspettarmi dove volessi arrivare. Tanto per cambiare.
In tutto questo, mi hai rapita da quasi un mese, e in tutto questo tempo, tra una cosa e l’altra, continui a chiedere la mia fiducia, a ribadirmi che io abbia la mia verità su di te, che non corrisponde alla tua, ma tanto sono tutte parole al vento, lo stesso che mi hai fatto prendere per tutto il viaggio.
La mente, esige molto più dei sensi. E tu, la mia, non l’avrai mai. Ti basti il mio corpo.
25.01.23
No, ma buttati pure a mare per provare a ripescare il cuore che tu stesso ci hai gettato, dandolo in pasto ai pesci con tutta la mia anima, le mie sicurezze, e la mia fiducia nel prossimo.
Sarò lì a legarti una zavorra alla caviglia, o a tenerti giù la testa, o ancora a investirti con la nave.
Elfo maledetto che non sei altro.
Tuffati e restaci, ti sbranasse un kraken incazzato. Ma ti risputerebbe pure lui, ne sono certa.
Eppure, nonostante tutto, non riesco a odiarti.
25.01.28
Per un pelo, quella coperta sotto la quale ci siamo riparati, è stato anche un rifugio da ogni mio timore di… mostrarti chi sia davvero. So, che non mi faresti mai del male… intenzionalmente. Perchè, conoscendoti, so che comunque finirebbe così, io a raccoglie i pezzi di un’anima sgretolata, ancora una volta.
Ecco, perchè non entrerai mai nella mia mente, nonostante tu abbia la presunzione di pensare di essertici già accomodato.
Poi, dopo un paio di giorni a pensare, ho deciso almeno di provarci, a fidarmi di te.
Però, mi sono anche portata avanti, già che stavamo tornando a Palo per incontrare un paio di Streghe Bastarde l’indomani.
Hai avuto il codice, la possibilità di farmi fidare di te, e pure quel sì, alla cerimonia farlocca che hai messo sul piatto, perchè io, le sfide, e i pegni, li onoro.
Però, ho provato a distruggere la cosa più cara, per te: le tue navi, almeno due.
Anche la Skal ha pagato, ma senza dubbio la Nebulus e la Regina Maud, non si dimenticheranno del mio ormeggio incauto, il più naturale risultato di lezioni di navigazione… inesistenti.
“Legame…”
25.02.08
Sembra che i tuoi loschi intenti non si siano placati.
E a quanto pare, devo pure trovarmi un vestito adatto… all’occasione.
Sospetto, però, che ci penserai come sempre tu a vestirmi, perchè non c’è altro modo per portarmi davanti a quell’altare.
25.02.09
La mia unica arma, è continuare a provare a smorzare i tuoi entusuasmi, a proposito della famosissima cerimonia che ti vedrà ricoprire, addirittura, un duplice ruolo.
Non capisco, davvero, perchè tu stia facendo tutto questo.
Anzi, sì, lo so, il perchè: sai che mi urta, evidentemente. Ma non mi presterò, non sarò l’ennesima a sottoporsi a questo giochetto. Se dovesse accadere, quantomeno mi auguro mi metterai in contatto con le sprovvedute precedenti, potremmo mettere su un circolo di lettura, e scrivere pergamene e pergamene su come tu abbia provato a fregare tutte, magari.
25.09.14
Non ricordo nemmeno più, quante dannate volte ti abbia ripetuto quelle rune, e quindi la combinazione per aprire il criptex. Ho dovto farlo ancora, perchè in quella capoccia ti entrano solo immagini di bocce e chiappe, e già con la lingua comune diciamo che non te la cavi benissimo.
Finalmente, lo hai aperto, ma ovviamente, non potevo rendertela facile, nemmeno stavolta.
Una scatola vuota, e una caccia al tesoro da organizzare. Vedremo di mettere a dura prova le tue doti da pirata.
Regole ed eccezioni, quale sia il cammino giusto, lo scopriremo a tempo debito.
25.02.16
Da quella coffa al mare, tra le tue braccia, senza poter nuotare, con una spiaggia ad attenderci, e il rischio di spalmarsi sul ponte della mia nave ancora requisita. Il prezzo perchè torni in mio possesso, è un salto nel vuoto, e sicuramente mi toccherà fidarmi, dato che ho accettato, ovviamente di buon grado, la tua pessima idea.
Semmai questa fosse l’ultima pagina del mio diario, morirò con l’orgoglio di aver avuto ragione, a non fidarmi di te.
25.02.21
Se sono qui a scrivere, seppur mi costi ammetterlo, ho fatto bene a… fidarmi.
E’ successo qualcosa, prima e dopo quella prova di coraggio. Quell’istinto che mi ha sempre detto di stare attenta, con te, mi ha suggerito di lasciarmi andare, nel vuoto e fra le tue braccia.
Non mi hai lasciata, al contrario mi hai tenuta stretta a te, tra il cielo e il mare, e fino a quel fondale sabbioso, tra le acque baciate dal tramonto, in una dimensione in cui ogni cosa era ovattata, andava a rallentatore, tranne il mio cuore, che ha fatto un tuffo forse più importante del nostro.
Sentivo solo te, e nella risalita, è come se avessi lasciato sott’acqua una parte di me, forse la più pesante, la più diffidente. E’ affondata facilmente, annegando nelle acque di quella caletta in cui si racchiudeva il nostro mondo.
Che sia stata l’adrenalina del momento, quell’esperienza folle condivisa, quella promessa onorata di tenermi stretta… ancora non lo so.
Eppure ti ho sentito, più di sempre, e soprattutto, mi sono sentita… totalmente, tua.
25.02.24
Sarebbe tutto perfetto, per come l’hai descritto. Se non fosse per l’unica, solita, nota stonata. Che poi sarei io.
Non ci riesco, a fidarmi di te. A dispetto delle decine e decine di dimostrazioni che mi hai dato per farlo, l’ultima con quel salto.
Ci provo, ma ad ogni passo avanti, ne faccio otto indietro, nel terrore, e nella consapevolezza, che se mi lasciassi andare, davvero, supererei il punto di non ritorno.
Ho paura, e con quella, mascherata da cinismo, smonto ogni tua parola, pensiero, intenzione, forse emozione.
Lo so, non lo meriti. E non merito di negarmi qualcosa che, dopotutto, non farebbe altro che farmi stare bene, forse farti stare bene, meglio. Qualcosa di taciuto, che tu hai inteso, ma che non ti darò mai la conferma essere la verità.
Dici che non avresti bisogno di altro, certo… fino alla prossima occasione, fino a qualcosa di meglio, per te, o per me.
Perchè non si sa mai, cosa ci riservi il destino, e proprio per questo, è impossibile ragionare in assoluto. E io non lo faccio, non posso più permettermelo.
E’ così che vanno le cose, specialmente queste, di cose. E allora, preferisco risparmiarmi tutto quello che ho già vissuto, non sprecare forze che potrei non avere più, per disilludermi, ancora.
Perchè quando ci si sceglie, le regole cambiano, anche per me che amo infrangerle. Perchè lo so, quanto ci metto, a scegliere una persona, ad affidarmi a lei. So, quanto mi costi, spogliarmi di ogni maschera, e farmi vedere, sul serio.
E allora, continuerò a lottare, anche contro me stessa, per non dovermi ripetere, di nuovo “lo sapevo, che sarebbe finita così”.
25.02.25
Una buona opinione di quelle creature coi piedi pelosi, me l’aveva lasciata “Il Grande”, quando bevemmo assieme. Panguro, l’ha rafforzata. Sanno come divertirsi, tanto mi basta per, tra un naufragio e l’altro, farmi un giretto alla Collina, sempre che riesca ad arrivarci.
25.02.26
Forse, hai ragione: finalmente, dopo tanto girare, e scappare, ho trovato una casa, della quale tu custodisci… la chiave.
Sentirsi al sicuro, e avere paura di sentircisi, ma non poter fare a meno di stare lì, tra le tue braccia. A casa.
25.02.27
Ma io, come ci sono finita sul legno di Cataclisma? E, soprattutto, chi lo sapeva che Cataclisma avesse un legno?
Ad ogni modo, le brutte facce sua, e di Termite, le vedo davvero troppo spesso, ultimamente. Se n’è aggiunta una nuova, dai tratti nordici. Kjeld. Mi sa che se la intende con la piccoletta, secondo me, grande e grosso com’è, la distrugge, ma contenta lei… come sempre, quando siamo assieme, l’occasione è buona per bere, e tramare ai danni di innocenti inconsapevoli. Vedremo che cosa ne verrà fuori.
25.02.28
Altro inchiostro su Cataclisma, e tante… troppe… chiacchiere.
25.03.03
Io non ci vado mai, contro me stessa.
E’ che con te, non so se lo faccio a respingerti, o ad accoglierti come vorrei.
Continuo a vivere sensazioni contrastanti, non so più che fare. Mi impalli, totalmente.
Ho una fottutissima paura, questa è la verità.
E quindi, non immagini nemmeno con quale immonda fatica, ti ho cacciato di casa.
Hai varcato quella soglia, e quando si è chiusa la porta ho avuto subito le mie risposte.
Stavo soffocando, sola in quella stanza, con i tuoi segni ancora addosso.
Lontana da te, non sono più capace a respirare.
Non so se inseguirti, e continuare a farlo insieme a te, o se imparare di nuovo a farlo da sola.
E’ lontano, il tempo in cui conclamavo la mia libertà da tutto e tutti.
Adesso, un legame potrebbe essere l’unica cosa capace di farmi sentire davvero libera.
25.03.05
A nudo, ma a nudo veramente.
Vederti andare via, mi ha svuotato d’aria i polmoni, in una morsa che mi stava facendo soffocare.
Ti ho rincorso, senza pensare, senza orgoglio, solo, seguendo… forse quel terzo organo competente.
Non so ancora, se dovrò pentirmene, o se me ne farai pentire. Non mi interessa, in quel momento, mi andava così.
Solo, mi hai chiesto due volte, di non farlo più. Non mi hai detto perchè, ma sembrava non volessi transigere, su quella richiesta. A tempo debito, chissà se mi dirai il motivo per cui ti abbia, forse, ferito (?) così tanto.
Non avrei mai voluto, farlo.
Stanotte, ho sentito le corde dell’anima vibrare, tra le tue braccia, dove ogni istinto ha lasciato spazio ad altro.
Poi, è ricominciata la… lotta.
25.03.06
E in un attimo, dentro a quella casetta, siamo tornati… noi.
Come sempre, e più di sempre.
∞
25.03.16
Non so nemmeno più da quanto siamo chiusi nella nostra casetta. Non mi interessa.
Tutto quello che mi serve è li dentro. Il resto del mondo, potrebbe andare in fiamme e non me ne renderei conto stando lì, tra le tue braccia.
25.03.24
E dopotutto, in quella casa, c’è spazio per entrambi. Forse, per certi versi, è pure troppo, ma confido sapremo come… sfruttarlo.
Eppure, a quella domanda, ho chiuso l’unico occhio che potessi intercettare, a tradire le mie parole.
Di nuovo.
25.04.13
Main Chions? Un nome davvero strano, per un pirata che avrebbe sepolto un tesoro talmente bene, da far si che chiunque osi cercarlo, ci rimetta la pelle. Proprio per questo, a cercarlo puoi pure andarci da solo. Io, piuttosto che schiattare con te, e vedere la tua faccia come ultima cosa prima di chiudere gli occhi, me ne resto tutta la stagione calda sul letamaio.
Sempre tu decida di cambiare rotta, e portarmici, dato che la Skal è ancora – ingiustamente – requisita.
25.04.19
Adoro, vederti perdere a dadi. Adoro, farti sentire come mi sento io, e soprattutto adoro assaporare il piatto freddo della… vendetta. Non so cosa troverò quando rientrerò in casa ma, come sempre, sarò pronta a qualunque… conseguenza.
25.04.25
Sono stupita, di quanto nel tempo abbia saputo apprendere, assolutamente da autodidatta.
Però, alla fine, lo sapevo che avrei ceduto, quindi mi devi un favore, con gli interessi.
E visto che dicono conti il viaggio e non la meta, poichè il programma sembra… invitante, presto sarà tempo di mollare gli ormeggi, l’isola, quella casetta.
Tanto, tutto quello di cui ho bisogno, sarà a bordo di quella nave.
25.04.30
La Grotta delle Tartarughe, di nuovo. Colpo basso, e stavolta mi hai fatto pure perdere il piacere di godere di quel cielo turchese, di quel cielo privato, perchè quell’esperimento, spiacente, è fallito totalmente.
Chissà quante ce ne hai portate, lì dentro, quante ne hai abbindolate, allo stesso modo.
Mi dispiace, mio caro, ma io funziono… diversamente, e per certi aspetti, ormai sono rotta, difettosa, e non intendo certo sia tu, ad aggiustarmi.
E’ il mio spirito di autoconservazione, che mi impedisce di cedere perchè, adesso, so cosa significa soffrire. Non posso tornare indietro, ma so che almeno a te, non permetterò mai di farmi del male.
25.05.11
Quando la vita ti regala sorprese inaspettate. La mia, si chiama Asher.
Siamo cresciuti insieme, nello stesso villaggio su a Nord. Eravamo inseparabili da bambini. Lui, rappresentava il mio lato “buono”, io, il suo lato oscuro. Se pensavo a un disastro da combinare, lui cercava invano di dissuadermi, per poi diventare, inevitabilmente, mio complice. Ho sempre pensato che volesse solo sincerarsi non mi mettessi mai troppo nei macelli, che volesse proteggermi, credo da me stessa, giù da quando avevo ancora i denti da latte.
Poi, io ho mollato tutto e tutti, come faccio ciclicamente, e lui ha preso il mare. E quel mare per mezzo di un naufragio lo ha condotto fino al Letamaio.
Mi ha detto di essere stato salvato da una caracca mercantile. E’ l’unico superstite del suo equipaggio, gli altri se li è presi la tempesta di qualche giorno fa.
Poi, al porto, ha sentito parlare – sicuramente male – di una meticcia nordica che gestiva una bisca clandestina, e da come mi hanno descritta, ha pensato potessi essere io. Ha chiesto informazioni ad alcuni pirati, casualmente miei clienti della bisca.
Così, ha scroccato un passaggio per Palo, e me lo sono beccata a gironzolare tra i boschi non troppo lontani dalla casetta.
Non sono servite parole, è bastato uno sguardo, per riconoscerci.
E allora rhum, idromele e… tante cose da raccontarci.
25.05.13
Non sapevo fossi anche un ottimo cuoco. Del resto, quando si vive per mare, specie su quelle navi vichinghe che di stiva non ne hanno, tocca arrangiarsi.
I boccali si sono sprecati, davanti a quel fuoco, ed è stato come fare un tuffo indietro nel tempo, alla mia innocenza, quando ancora i miei occhi guardavano alla vita con l’entusiasmo e la speranza che ormai, sono disillusi.
Mi hai fatto bene, Ash.
25.05.15
La verità, è che io dalla Grotta delle Tartarughe non me ne sarei mai andata.
Però, mi hai riportato nella nostra casetta, e alla fine ogni posto in cui ci sia tu, a me dopotutto sta bene.
E’ che ogni volta che sento di volermi lasciare andare, per difesa poi mi ritiro come un’onda dopo aver infranto la battigia, e per giunta stronzeggio, solo per sembrare più convincente, con me stessa piuttosto che con te.
Però, stanotte, non ce l’ho fatta a non dirti che… sento, anche io. Tutto, dannatamente bene. E’ tutto chiaro, fin troppo, ma ho troppa paura di affidarmi di nuovo alla persona sbagliata.
Perchè ti conosco, e mi conosco.
E allora niente, andiamo avanti così.
Tanto, lo dici sempre di essere un tipo paziente.
25.05.19
E, giusto per omaggiare la tua pazienza, stanotte mi sono… vendicata, o almeno ci ho provato.
Il cielo su Palo era spettacolare, così come quell’ultimo boccale che ci siamo goduti sul tetto della nostra casetta.
Sai bene, che con me non si sa mai come va a finire, e che non puoi assolutamente startene tranquillo, perchè è mia premura, così come lo è per te con me, non farti mai annoiare.
Era da un sacco, che ti chiedevo di insegnarmi qualcosa sulle stelle, eppure a quanto pare tutta quella conoscenza ti ostinavi a tenertela per te, a favore di altre… priorità. E apprezzo un sacco anche quelle, eh.
Ma dovevo trovare una soluzione affinchè non finisse sempre… nello stesso modo.
Unico errore di calcolo: se stavolta non sono stata io a distrarre te, sei stato tu a farlo con me.
Perchè ci chiamiamo in continuazione, noi due. Corpo, e mente. E alla fine, dopo un paio di nozioni astronomiche, avete vinto tu, e il mio istinto. Di nuovo.
25.06.02
Correre e farmi rincorrere sull’orlo di quel precipizio, e tuffarsi insieme da quella falesia altissima stretti come fossimo un solo corpo.
Mi hai presa. E lo sapevo, che lo avresti fatto. Che si tratti di un principio di fiducia, o solo di una conferma non necessaria per convincermi che potrei, forse, lasciarmi andare appena un po’, buttandomi anche metaforicamente in quel vuoto, accettando i rischi, consapevole di non sapere come andrà a finire, proprio come nei nostri salti pericolosissimi… non lo so; ma ero certa che non mi avresti lasciata… cadere, da sola.
Ti sento, sempre di più. E non posso più farne a meno, di te. Di noi. Di come mi fai sentire… al sicuro.
25.06.11
Non ho mai goduto di un’alba migliore… ogni cosa, con te, lo è.
Ce la faremo, a salire su una delle tue barche e partire, o continueremo a distrarci nel tentativo di farlo?
Però, potresti aver trovato una piacevole e definitiva… soluzione, ai miei problemi di orientamento.
La cucirò per me, per te, per noi.
25.07.16
Io gli elfi non li sopporto. Sarà che Wil mi ha traumatizzata a vita, sarà che a ben pensarci non sopporto nessuno. Però, quella di questa sera, potrebbe essere una nuova conoscenza produttiva e lei, Talia ha detto di chiamarsi, un’ottima complice per realizzare pessime idee.
Ovviamente, a dadi ho vinto io, ma le ho concesso di tenere quanto messo sul piatto per una prossima rivincita. Mi piacerebbe, prenderla sotto la mia ala… istigatrice, e farla una piccola me.
25.06.22
E alla fine, siamo riusciti a partire alla ricerca di quel tesoro per il quale pare tutti ci abbiano lasciato, fino ad ora, le chiappe. E non mi hai nemmeno fatto alzare un dito per… i preparativi alla partenza. Che pirata gentiluomo.